Il rispetto è questione di rispetto

Quanto ci piace parlare di rispetto. Ah se il Rispetto potesse parlare, ah se il Rispetto potesse guidare una macchina, se potesse governare, partecipare a una conferenza, dirimere le questioni morali, ah se il rispetto potesse farsi davvero rispettare, penso che perderebbe la pazienza. S

ono sicura che il Rispetto e sua moglie Considerazione, ci guardino con stupore. Li nominiamo così tanto e così a vanvera che gli fischieranno le orecchie, perché noi non abbiamo rispetto nemmeno del rispetto. Il signor Rispetto e la signora Considerazione così come la loro cognata Pazienza, la loro zia Tolleranza, il loro genero Tatto e la loro nipotina Educazione quando si incontrano alle feste comandate, rimangono isolati in mezzo a tanta confusione, a tanto chiacchiericcio a tante parole.

Poco si preoccupano dei fumi, dei vicini rumorosi, dei cani che abbaiano, dei diversi credo politici. Non si preoccupano di avere ragione gli uni sugli altri, parlano in modo moderato, non dicono parolacce, eppure pensano, agiscono mossi sempre da un sentimento di valore per le persone, anche quando sono diverse. Anche quando sono così tanto diverse.

Questa famiglia numerosa e solitaria, vive nomade, si sposta alla ricerca di terreni fertili in cui costruire qualcosa, vorrebbe contagiare persone, ma le persone sono indaffarate, prese dalle loro questioni di principio. E il signor Principio, è solo un lontano parente del Rispetto.

I principi, le norme senza il rispetto, sono sterili e senza cuore.

E senza cuore, siamo nulla. Senza cuore, siamo solo gente affaccendata a cercare di farsi sentire, mentre la grande Famiglia si sta già trasferendo altrove.

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Nata a Fermo (AP) il 21 dicembre del 1968, vissuta a metà tra Lugagnano e il resto del mondo. Appesa da sempre tra l'imparare e l'insegnare, non a caso si occupa di formazione per adulti.