Maggioranza ed Opposizione: il rispetto dei ruoli

Circola uno strano venticello a Sona in questi ultimi mesi. Un venticello leggero a cui piacerebbe che tra maggioranza ed opposizione si arrivasse ad un accordo non scritto orientato ad un generico “non facciamoci del male”. Che è cosa ben diversa – sia chiaro – da quel doveroso ed anzi molto auspicabile confronto e dialogo costante che è necessario esista tra chi governa e chi siede in minoranza al fine di individuare obiettivi generali comuni e condivisibili.

 

Qui si vorrebbe andare molto oltre, si vorrebbe trovare un modo per smorzare le polemiche sul nascere, stringere accordi nel chiuso delle stanze del potere locale, stendere una cortina di fumo che renda un po’ indistinta, a chi osserva, la situazione politica ed amministrativa locale.

 

Un venticello che interessa, per ora, solo poche figure dentro, o molto vicine, alla maggioranza. E pochissime in minoranza. Mentre invece tanti amministratori svolgono con coerenza il loro incarico (con quali risultati è altro discorso) e la quasi totalità dei consiglieri di minoranza lavora per monitorare e verificare l’operato della maggioranza. Le vicende di questi giorni inerenti la tassa rifiuti e la delibera per l’utilizzo delle aree pubbliche da parte delle associazioni ne sono solo gli ultimi esempi. Ma è un venticello che sta soffiando, leggero ma tenace.


Un venticello che riteniamo inaccettabile. Chi ha ottenuto la maggioranza alle elezioni deve governare, assumendosene onori ed oneri. Ha ricevuto un mandato dagli elettori in base ad un programma elettorale, a quello deve guardare e quello deve perseguire. Senza scorciatoie.

 

Mentre chi siede nei banchi dell’opposizione ha il compito preciso ed essenziale – anche questo frutto del mandato ricevuto dagli elettori – di controllare e incalzare chi governa. Criticando in maniera costruttiva e segnalando quelli che si ritengono errori o disfunzioni. Senza scorciatoie.

 

Su questo contrappeso di ruoli ben distinti si basa il sano e corretto funzionamento di un sistema democratico. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, chiunque volesse recitare tutte le parti in commedia – sia quelle di maggioranza che quelle di minoranza – troverebbe probabilmente ampi spazi di manovra personali ma renderebbe il peggior servizio possibile ai cittadini e alla politica nel suo significato più nobile.