“Il restauro deve valorizzare l’opera senza alterarla”. Flavia Benato, restauratrice della Chiesa di San Salvatore a Sona

La Chiesa di San Salvatore, uno dei siti storici di maggiore orgoglio per Sona, è ufficialmente tornata a mostrare la sua bellezza, grazie ad un intervento di restauro molto importante, resosi possibile in seguito ai finanziamenti stanziati alla fine del 2019.

L’intervento si è basato sul ripristino sia dell’esterno che dell’interno dell’edificio. In particolare, si è intervenuti sul tetto, sulle pareti e sugli affreschi.

La Chiesa di San Salvatore, situata all’interno del cimitero di Sona, un tempo era la chiesa principale del capoluogo, ma versava in condizioni pessime da molti anni. Nel 2019 finalmente l’amministrazione comunale ha deciso di operare per ridare ai sonesi la possibilità di godere in tutta sicurezza di questo luogo sacro, che risale al XII-XIII secolo, con splendidi affreschi del Trecento, che è di nuovo possibile ammirare in tutta la loro bellezza grazie al sapiente lavoro della restauratrice Flavia Maria Benato (nella foto di Mario Pachera).

“La mia professione nasce dal grande amore per l’arte. Nel momento in cui un bene si rovina e rischia di scomparire, il restauratore si introduce con il suo intervento. Restauro non vuol dire rifacimento. Spesso si confonde il ruolo del restauratore, credendolo un artista. In realtà il restauratore è un tecnico dell’arte”, racconta la dottoressa Benato, che risiede a Sona ed ha una lunga carriera alle spalle, a testimonianza della sua grande passione e impegno.

“Il restauratore deve valorizzare ciò che c’è, ciò che è rimasto senza andare ad alterare quella che era la creazione dell’artista”. Dopo aver frequentato la scuola di restauro a Brescia, per tre anni, l’esperienza della dottoressa Flavia Benato è stata piuttosto varia e l’ha condotta in varie regioni italiane ma anche all’estero, in particolare negli USA, dove è intervenuta in Texas, in Arizona ed in California su opere molto importanti, acquisendo un notevole bagaglio di esperienze.

“A Verona svolgo l’attività di restauratrice di beni culturali ma al contempo seguo anche fasi progettuali – spiega la dottoressa Benato -. Mi sono occupata di grossi interventi di recupero, come quello del Ponte Nuovo per il Comune di Verona. Sono molto fiera del recupero della Porta Nuova, del monumento al Cavour e di alcuni interventi nel museo di Castelvecchio. Sto seguendo anche alcuni progetti riguardanti i forti austriaci. A Sona il mio lavoro non si lega solo a San Salvatore, dato che ho restaurato anche delle tele, attualmente appese nelle chiese di Sona e San Giorgio in Salici”.

“Il restauro della chiesa di San Salvatore lo considero una sorta di ‘premio’, perché arriva a trent’anni di distanza da una mia ricerca personale su questa chiesetta, che avevo a suo tempo cercato di mettere in luce perché mi pareva assolutamente sottovalutata. Quindi questa opportunità di restauro, giunta dopo tanti anni dal mio interessamento, mi è sembrata non casuale e mi riempie di soddisfazione. Nel 2021 la chiesa è stata posta in sicurezza attraverso alcuni primi interventi importanti alle strutture e pian piano anche gli affreschi sono stati messi in luce, rivelando particolari sorprendenti. Dopo una pausa di un anno – conclude la restauratrice – gli interventi sono ripresi allo scopo di completare il lavoro e regalare alla comunità questo piccolo nuovo gioiello”.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.