Il referendum del Movimento Cinque Stelle e la politica a Sona

Negli scorsi giorni, come tutti sanno, il Movimento Cinque Stelle ha effettuato un referendum on line sul tema dell’abolizione del reato di clandestinità. I risultati sono stati pubblicati sul blog di Beppe Grillo e, come si legge nel comunicato, “gli iscritti certificati hanno espresso il parere vincolante sul voto che il Gruppo Parlamentare del Senato dovrà esprimere sul reato di clandestinità. 15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento. I votanti sono stati 24.932. Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383”.

In questa sede non ci interessa riflettere sul tema che era oggetto referendum, che è argomento spinoso ma di portata nazionale e non locale. Ma vorremmo invece riflettere sullo strumento utilizzato dal Movimento Cinque Stelle. Quello del referendum è sicuramente un sistema altamente democratico per sondare l’opinione di un gruppo, una comunità, una nazione. E la riprova inconfutabile di quanto sia democratico, ad esempio nel caso di specie, è stato proprio l’esito di questo referendum dei Cinque Stelle, che ha dato un risultato differente da quello che sembra auspicasse lo stesso Beppe Grillo. La rete come democrazia e non la rete come anarchia, nonostante quanto incomprensibilmente ci sia toccato di leggere su alcune testate nazionali.

Ne possiamo ricavare qualche insegnamento per Sona? Noi restiamo dell’idea che chi ha ricevuto il mandato elettorale a governare abbia il diritto ed il dovere di farlo. Anche portando avanti idee e progetti che possano non incontrare la piena adesione ed il pieno consenso della popolazione. In fondo guidare (un Governo nazionale, un Comune, un movimento, un partito) significa anche intuire linee guida e possibili scenari futuri che magari non sono chiari a tutti. I grandi leader della Storia non si sono mossi sulla base di sondaggi che dessero loro ragione, ma sulla scorta di grandi idee e grandi visioni del futuro. Che spesso andavano fortemente controcorrente.

Ma, e questo ce lo insegna sicuramente il referendum del Movimento Cinque Stelle di qualche giorno fa, può essere una grande risorsa quella di coinvolgere la cittadinanza – e qui parliamo proprio di Sona – oltre che con assemblee pubbliche, anche attraverso strumenti del tutto innovativi. Come un referendum effettuato via internet, magari tramite il sito del Comune, su singoli provvedimenti o su possibili scenari futuri per il nostro territorio.

Senza che questi referendum/sondaggi diventino vincolanti per l’Amministrazione in quanto il campione dei votanti sicuramente non sarebbe del tutto rappresentativo della popolazione. Quindi gli esiti di queste consultazioni non dovrebbe essere considerati come dei voti pro o contro. Ma sicuramente come indicazioni da tenere presenti, magari per apportare qualche correzione di rotta e per acquisire idee differenti o punti di vista alternativi.

Referendum di questa natura potrebbero inoltre rappresentare una forma di partecipazione diretta che permetterebbe a tantissimi nostri concittadini di dire la propria, di sentirsi realmente parte di un processo decisionale che li coinvolge e che li riguarda direttamente. Proviamo a pensarci?