Prosegue la rubrica “Il Questionario del Baco” con la quale andiamo a conoscere in maniera leggera e scherzosa alcuni nostri concittadini. Si tratta di una serie di domande, sulla scorta del celebre “Questionario di Proust”, volte a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi vi risponde. Malgrado la denominazione possa indurre a pensare che sia stato creato da Marcel Proust, il grande scrittore francese si limitò a fornire le proprie risposte
Oggi risponde al questionario Chiara Zarpellon, presidente del Comitato Genitori di Lugagnano (nella foto di Mario Pachera). Moglie e mamma di due splendide bambine. Di famiglia con una forte fede e speranza che le ha trasmesso la forza di non arrendersi mai davanti a nulla e di stupirsi sempre delle piccole cose. Una giovinezza spesa nel volontariato soprattutto verso le donne e i sofferenti. La matematica è la sua vera passione, in particolare la logica che trova rassicurante e affascinante. Durante gli studi ha scoperto i teoremi di incompletezza di Gödel che le hanno dato, anche da un punto di vista logico, la certezza che alla fine l’uomo deve arrendersi al fatto che non riuscirà mai a comprendere tutto l’universo senza cadere in contraddizione, ma lo stesso è talmente perfetto che è oltre noi.
Questionario del Baco
Il tratto principale del suo carattere?
Sognatrice.
La qualità che preferisce in un uomo?
L’affidabilità
La qualità che preferisce in una donna?
La capacità di vedere oltre.
Quel che apprezza di più nei suoi amici?
La lealtà.
Il suo principale difetto?
Pignola.
Il suo sogno di felicità?
Che tutti abbiano come fine il bene comune.
Quale sarebbe, per lei, la più grande disgrazia?
Che succeda qualcosa alle mie figlie.
La nazione dove vorrebbe vivere?
Sceglierei vicina al mare, ma più che la nazione mi focalizzerei sulle persone.
L’EDITORIALE DEL BACOLa trappola della denatalità: quando fare un figlio diventa un lussoIl colore che preferisce?
Rosa.
La bevanda preferita?
Un cocktail analcolico fruttato che avevo bevuto a Trento.
Il piatto preferito?
Troppi, purtroppo.
I suoi eroi nella vita reale?
Alcuni professori che mi hanno lasciato la curiosità di non fermarsi alle prime nozioni, alcuni sacerdoti e volontari che hanno letteralmente speso la vita per gli altri e Chiara Corbella Petrillo.
La sua canzone preferita?
Hotel Supramonte di Fabrizio de André. Ma ce ne sarebbero molte altre.
Il suo libro preferito?
“Un posto nel mondo” di Fabio Volo e ”Siamo nati e non moriremo mai più. Storia di Chiara Corbella Petrillo” di Cristiana Paccini e Simone Troisi.
Il giorno più importante della sua vita?
Quello in cui ho vissuto chiaramente che qualunque dolore nella vita si supera e porta sempre a qualcosa di più grande e inaspettato.
Quel che detesta più di tutto?
Non sapere chi ho di fronte perché non limpido.
In che città vorrebbe vivere?
Come la nazione, non è tanto il dove ma con chi.
Cosa le piace di più di Lugagnano?
Tante persone che si danno da fare per gli altri, tanti ormai nonni che hanno segnato la mia infanzia e adolescenza come buoni esempi.
Cosa le piace di meno di Lugagnano?
A volte i gruppi sono un po’ chiusi all’apparenza, ma con un po’ di pazienza si viene accolti.
Il personaggio storico che disprezza di più?
Non uno, tanti. In generale tutti quelli che coscientemente hanno creato dolore agli altri.
Il dono di natura che vorrebbe avere?
Mi manca l’ordine reale. Troppo inquadrata nei ragionamenti ma pessima nel riordino di casa.
Come vorrebbe morire?
Vedendo che c’è un mondo che si muove per il bene di tutti.
Stato attuale del suo animo?
Sereno e grato.
Le colpe che le spirano maggiore indulgenza?
Quelle a cui si è cercato di rimediare.
Il suo motto?
“Quando egli apre nessuno chiude, e quando chiude nessuno apre.” E’ una frase che mi da molta serenità.
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