“Il quadro politico in Italia si è infragilito”. Le trasformazioni di politica e società spiegati dal professor Rama agli studenti del Medi

Lo scorso gennaio Marino Rama, ex docente di storia e filosofia del Liceo Medi di Villafranca, ha tenuto un ciclo di conferenze suddiviso in tre giorni. Partendo dalla storia della nascita e della loro evoluzione, il professor Rama (nelle foto di Christian Segantini) ha intrattenuto la folta platea composta di studenti sulla relazione esistente tra i partiti politici e la società.

Gli incontri hanno avuto l’obiettivo, a pochi mesi da un’importantissima tornata elettorale europea, di illustrare a nuovi e prossimi elettori il sistema politico dell’Italia uscita dalla seconda guerra mondiale, repubblicana e democratica e come sia cambiata nei decenni la comunicazione politica.

Mettendo in guardia dal rischio, latente, che la nostra democrazia possa svuotarsi, in parte anche a causa della scarsa informazione su di essa delle nuove generazioni, il conferenziere ha posto l’accento sulla necessità di affrontare il passaggio elettorale in maniera consapevole e critica, auspicando un atteggiamento di interesse attivo verso la politica che, citando Aristotele, è il prendersi carico della felicità collettiva

Terminati i suoi interventi, ho potuto avvicinare il professor Rama e porre alcune domande, che hanno ulteriormente chiarito il suo pensiero. Innanzitutto, ho chiesto una sua opinione sulla qualità del quadro politico italiano affermatosi con la nascita della Seconda Repubblica sopraggiunto all’indomani della crisi dei partiti che per decenni avevano governato il paese.

Rama ha risposto sostenendo che il quadro politico sia complessivamente peggiorato, affidandosi sempre più a leadership personali, seguendo una dinamica che nel complesso rischia di infragilire il sistema democratico. Con un certo sarcasmo, Rama ha fatto notare che la corruzione pervasiva degli anni Ottanta ha lasciato il posto all’incompetenza.

Alle domande del perché i ragazzi di oggi manifestino forme di rifiuto per la politica – un disinteresse generalizzato che porta, come prima conseguenza, a disertare le urne – Rama ha posto l’accento sulla situazione di incertezza in cui sono immersi i giovani di oggi, a differenza di quella della sua generazione, cresciuta con una percezione che il mondo fosse qualcosa di complessivamente stabile.

In questo senso, la pandemia di Covid, da poco lasciata alle spalle, ha contribuito ad accrescere l’ansia verso il futuro e a portare a risposte di chiusura nella propria sfera personale. E poi, ha aggiunto Rama, si sono affermati altri motivi di incertezza, come i dubbi sulle possibilità di accesso al mondo lavorativo, una volta usciti dall’ambito scolastico, e, in definitiva, di potere dare un ordine alle proprie aspirazioni e ai propri desideri.

Mentre nei decenni tra gli anni Sessanta e Ottanta la politica si configurava come un potente aggregatore e offriva la speranza di poter trovare nello stare insieme una profonda esperienza collettiva, il presente appare scivoloso, insicuro con il serio rischio per l’individuo di “atomizzarsi, rinchiudendosi nel mondo immateriale della rete.

Quale può essere, dunque, una via di uscita, se la situazione è come quella descritta? Cosa potrebbe ridare alla politica l’appeal perduto? Il professor Rama è deciso nell’indicare la necessità di maggiore generosità da parte di coloro che hanno le capacità di svolgere ruoli che comportano l’assunzione di grandi responsabilità.

E’ auspicabile, aggiunge, che siano sempre più coloro che manifestano una convinta inclinazione verso la politica, tanta generosità e la voglia di sacrificare il proprio tempo, mettendolo al servizio dei loro concittadini.

Se la politica può essere causa di profonde delusioni, resta pur sempre una scelta affascinante, un’avventura che obbliga a mettersi in gioco, che richiede conoscenza del mondo di cui facciamo parte, ma che offre l’impagabile sensazione di agire per migliore il bene comune.

Pensare di potere, grazie alle proprie azioni, compiere atti che possono travalicare l’istante presente e avere importanti ripercussioni nel futuro di cui la collettività potrà beneficiare è, infatti, assai gratificante. Lasciare un segno di quanto si è pensato e grazie a come si è agito. Dovrebbe essere questa l’ambizione a cui dare seguito, per riportare in alto la politica, ha concluso il professore.

Rasia Saletti
Classe Quinta M - Sono una ragazza di 18 anni, frequento un liceo classico e amo tutto ciò che concerne l’ambito creativo e artistico. Una mia grande passione è sicuramente leggere e raccogliere i libri in quella che sta diventando la mia biblioteca personale, ricolma di quelli che oramai sono divenuti il mio genere preferito, casi polizieschi irrisolti