Il quadro della Madonna Immacolata con Santi nella chiesa parrocchiale di Sona

I fedeli che frequentano la chiesa parrocchiale di Sona da molto tempo hanno ormai acquisito familiarità con il grande quadro che è appeso sulla parete dell’abside, posteriormente e al di sopra dell’altare maggiore.

Tuttavia, essendo molto lontano, è possibile che non tutti vedano bene i particolari di cui è ricca quest’opera. Con il presente articolo diamo la possibilità di fornire un’immagine ingrandita, nonché una dettagliata descrizione.

La figura centrale è la Madonna Immacolata, vestita con un abito rosa e avvolta da un manto azzurro. Fa da sfondo un cielo giallo dorato, disseminato di teste di angeli. In basso a sinistra è raffigurata Santa Giulitta, con un mantello color terra di Siena, la cui mano destra impugna una palma (simbolo del martirio) mentre la sinistra si posa sul capo del figlioletto San Quirico; questi ha una tunica azzurra ricamata di giallo, e tiene nella mano destra una palma.

Al centro, inginocchiato, vediamo San Vincenzo Ferreri, con il saio da domenicano e il Crocifisso nella sinistra. In piedi al lato opposto, Santa Irene ha il manto verde e la veste rossa, e tiene la palma nella mano destra.

I primi due santi sono ben noti ai sonesi, in quanto ad essi è dedicata la storica chiesetta del XIV secolo che si trova sulla strada per il Bosco di Sona. E’ evidente, tra l’altro, che l’artista di questo quadro si è ispirato alle immagini del santo-bambino presenti sia sul portale d’entrata che nella pala d’altare di San Quirico.

Vincenzo Ferreri, domenicano spagnolo vissuto tra 1350 e il 1419, è un santo che ha avuto molti devoti a Sona: lo dimostra il fatto che è raffigurato sia in un quadro presente nella chiesetta di San Gaetano al Colombaron, sia su una delle campane di bronzo del campanile. I pittori lo dipingono con la fiamma dello Spirito Santo che arde sulla testa.

Sant’Irene (parola di origine greca che significa “Pace”), nativa del Portogallo, fu una martire del VI secolo. Anch’ella è effigiata su uno dei bronzi della torre campanaria, a riprova di quanto è sentita la sua devozione a Sona.

Il nome dell’autore del quadro è purtroppo ignoto, ma si conosce l’anno della collocazione: il 1870, all’epoca in cui era parroco don Angelo Biasi. Dalla critica è giudicato un esempio mediocre di arte sacra del tardo Ottocento.

Esso dà l’idea, tuttavia, di un’opera commissionata appositamente per i devoti sonesi, come si deduce dalla presenza di santi molto presenti nel culto locale.

Comunque, anche se non è un capolavoro, bene hanno fatto i parroci a evidenziarlo sull’altare come immagine sacra centrale della chiesa, perché in maniera semplice ma suggestiva raffigura insieme la Madonna Immacolata e i santi più venerati dai fedeli di Sona.