Il podio dei podi: Riflessioni post gara F1 Canada 2026

Podium celebration with three race drivers; winner on shoulders, gold medal, others cheering on red backdrop with sponsor logos (Lenovo).

Che gara. Seriamente, che gara! Rabbia, vendetta, lotta, velocità, talento e un pizzico di fortuna. Andrea Kimi Antonelli manda in visibilio per la quarta gara di fila il mondo intero e si trova a guardare dall’alto i due piloti più forti degli ultimi vent’anni, dopo aver dimostrato di avere molto più manico e testa di quello che quel sorrisetto da brighella faccia pensare. Preparate i pancake allo sciroppo d’acero, perché questo GP di Canada verrà ricordato a lungo.

News

24, anzi 21: Max Verstappen partecipa alla 24h del Nürburgring a bordo della Mercedes AMG GT3 ma si deve ritirare per un guasto a tre ore dal termine. Al contrario l’equipaggio di pazzi del rumeno Ollis Garage arriva al traguardo finale. Centosettesimi e ultimi in categoria ma sono sopravvissuti al ‘Ring a bordo di… una Dacia Logan di venti e passa anni fa preparata per pochi Lei ma con tanta passione. La classifica è un’opinione quando la gloria è eterna, anche perché partecipano alla gara da ormai cinque anni.

Venerdì 22, prove libere: “oooh Alex, la marmotta! Guarda la marmottina, gu… eh niente, è finita sotto. Pam, via come un’anguilla!”. No, non è uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo ma una disavventura accaduta ad Alex Albon e all’imprudente marmotta che ha attraversato la pista. O meglio, un pezzo di pista prima di incontrare da vicino le gomme hard della Williams (che è finita a muro). Non l’hanno presa bene. Nessuno dei due. Veloci le Mercedes di George Russell e Andrea Kimi Antonelli e spicca dietro di loro Lewis Hamilton.

Qualifiche sprint. SQ1: al primo tentativo, Antonelli se ne esce con sette decimi di vantaggio sul compagno di squadra creando silenzio incredulo collettivo. SQ2: Carlos Sainz rischia di venir cacciato fuori dalla sessione ma, all’ultimo secondo, fa un giro senza freni e rientra nei primi dieci. SQ3: le Rosse con le rosse – gomme – proprio non vanno, tanto che tra loro e le Mercedes di Russell e Antonelli (1° e 2°) si infilano anche le McLaren.

Griglia di partenza sprint: Russell, Antonelli, Norris, Piastri, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Hadjar, Lindblad, Sainz, Hülkenberg, Bortoleto, Colapinto, Ocon, Alonso, Pérez e Lawson. Bearman, Gasly Bottas e Albon dalla Pit Lane e Stroll si ritira.

Sabato 23, gara sprint: sia Russell che Antonelli partono bene, Hamilton fulmina Piastri e si mette alla caccia di Norris. Quarto giro, inizia la guerra: Antonelli attacca Russell all’esterno chicane, c’è contatto tra i due, Kimi viene spinto fuori e si fa sentire sonoramente in radio. Toto Wolff gli risponde di “concentrarsi sulla guida e non lamentarsi”, abbastanza da fargli vedere rosso da qui in poi per tutto il weekend. Riprova al giro 23 in esterna su George ma sbaglia e finisce lungo. Alla fine sarà proprio Russell a vincere la Sprint davanti a Norris e al diavoletto emiliano (ce l’ha ancora legata stretta al dito).

Ordine di arrivo sprint: Russell, Norris, Antonelli, Piastri, Leclerc, Hamilton, Verstappen, Lindblad, Colapinto, Sainz, Pérez, Lawson, Bortoleto, Hülkenberg, Ocon, Stroll, Bottas, Bearman, Albon, Gasly e Hadjar. Ritirato Alonso.

Qualifiche vere, Q1: come in SQ Russell piazza il primo tempo e Antonelli gli lima mezzo secondo. Ferrari indietro “come la coa del musso” – pardon, del cavallino – mentre Arvid Lindblad e Isack Hadjar stupiscono per le ottime prestazioni e, stavolta anche Nico Hülkenberg e Gabi Bortoleto entrano in Q2. Q2: Hamilton tira fuori gli artigli e si mette secondo mentre Franco Colapinto manda nuovamente in delirio l’Argentina intera con l’accesso al Q3. Q3: inizio esplosivo per McLaren e più calmo per Mercedes che soffrono di più alle posteriori. Eppure spingono come dannati e la Premiata Forneria Russell-Antonelli segna un “inaspettato” 1-2.

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Ghera na olta el Gao

Formulario: un sacco di gare di altre formule nel weekend canadese. La Academy di F1 vede Alisha Palmowski e Mathilda Paatz vincitrici, rispettivamente, di gara 1-2 e di gara a griglia invertita. In F2 sono invece Noel Léon e Martinius Stenshorne a trionfare in sprint e feature race. Gabriele Minì brillante e sempre sul podio (3° e 2°). Da notare anche l’agognato primo podio di Nicolas Hamilton, fratello di Lewis, nel Campionato Turismo Britannico (BTCC).

Griglia di partenza: Russell, Antonelli, Norris, Piastri, Hamilton, Verstappen, Hadjar, Lelcerc, Lindblad, Colapinto, Hülkenberg, Lawson, Bortoleto, Gasly, Sainz, Bearman, Ocon, Albon, Alonso, Pérez, Bottas e Stroll.

Domenica 24, giornata di gara col gelo canadese lievemente percepito da Leclerc in tenuta da Everest. La pista è umidiccia, quindi entrambe le McLaren puntano sulle gomme intermedie. Solo loro. 3, 2, 1… e i semafori non si spengono, a Lindblad va in malora il cambio di punto in bianco e si fa un altro giro di riscaldamento solo per rendersi conto che i meccanici stanno ancora spingendo la VCARB di Lindblad fuori dalla pista. Quindi giro di riscaldamento atto terzo per poi partire davvero: Norris sfrutta le intermedie più calde per partire come una fionda trascinandosi dietro solo Antonelli. Russell pattina e rimane indietro, Oscar Piastri, che già non era per nulla convinto dell’azzardo intermedie, rientra per montare le bianche, seguito poco dopo da Norris – perché sì, la pista ormai si era talmente asciugata da trasformare le inter in sabbia.

Antonelli diventa leader, subisce un fallito attacco esterno da Russell che deve anche tenere gli occhi su un Hamilton particolarmente famelico e un Verstappen già quarto. Russell ci riprova e riesce mentre Antonelli spiattella le gomme andando lungo. Giro 9, Verstappen passa Hamilton e Russell Antonelli, esce (la prima) bandiera gialla causata da Piastri che ha cannonato la fiancata di Albon (lui si ritira e a Piastri vanno 10 secondi di fermo). Al giro 15 zanzarina Kimi si mette a sfiancare Russell, tentando il sorpasso diverse volte, che avviene sfruttando la presenza della Cadillac doppiata di Valtteri Bottas (siamo solo al giro 22).

Finita qua? Ma vi pare? Due giri dopo Kimi va lungo, c’è contatto tra i due ma, avendo tagliato la chicane, deve lasciare la posizione al britannico, cosa che chiude la vena al bolognese. Dopo che Fernando Alonso conclude la sua corsa anzitempo, Kimi recupera finché, chiamatelo problema, karma, sfiga o Toto Wollf che gli spegne il motore, fatto sta che Russell va lungo alla chicane di curva 8, prende tutto – ma proprio tutto – il dosso e la macchina si ferma completamente. George è furioso, lancia qualunque cosa gli capiti sotto mano (tra cui il poggiatesta in pista, 5000 dollari di multa).

La Virtual Safety Car rientra al trentaquattresimo giro, una volta che tutti hanno fatto cambio gomme. Leclerc arriva sotto Hadjar, che si muove in frenata quasi spingendolo fuori (10 secondi di penalità). Charles riesce a passarlo quattro giri dopo, mentre Norris parcheggia nella via di fuga e si ritira a causa del cambio. Doppia papaya amara. Anche in Cadillac non se la passano meglio: mentre rientra ai box, a Checo Pérez esplode via la sospensione anteriore destra nell’incredulità generale. Leclerc chiede al muretto il silenzio assoluto, Hamilton invece dà e si dà la carica perché è sempre più vicino a Verstappen (che però esce dalle curve con una trazione folle).

È alla chicane di curva 1 che Lewis torna ad essere Hamilton, superando Verstappen all’esterno e causando il boato del pubblico. Sono cinque giri di batticuore, tra incomprensioni coi doppiati e i lunghi di Verstappen e in tutto questo Andrea Kimi Antonelli è là davanti, che vola imperterrito da quaranta e passa giri verso la sua quarta vittoria di fila, nessuno prima di lui ha vinto le sue prime quattro gare consecutivamente e, come ricorda il conterraneo Alberto Tomba, “Non c’è due senza tre e il quattro vien da sé”. Dietro uno dei nostri tanti orgogli nazionali, un Lewis Hamilton raggiante del suo miglior risultato finora in Ferrari e un Max Verstappen che, nonostante le difficoltà, non si astiene dal podio. Anzi, dal podio dei podi.

Ordine d’arrivo: Antonelli, Hamilton, Verstappen, Leclerc, Hadjar, Colapinto, Lawson, Gasly, Sainz, Bearman, Piastri, Hülkenberg, Bortoleto, Ocon, Stroll e Bottas. Fuori Pérez, Norris, Russell, Alonso, Albon e Lindblad.

Menzioni d’onore

1 – Antonelli: mi perdonerete ma sto finendo le cose da dire originali su di lui. In questa gara non ha solo dimostrato di essere velocissimo e con una guida impeccabile, ma anche di mantenere queste caratteristiche anche nei momenti di ripresa da un errore o quando gli fanno davvero girare le balle. Anzi, le ha enfatizzate ancora di più fino a fare da vera e propria zanzara al suo primo avversario – Russell – che infine ha desistito, pur non nel modo migliore, cosa che AKA non ha nascosto (“non il massimo vincere così”) ma anche la fortuna premia gli audaci. E Kimi lo è tanto, quindi quel posto sul podio con sette titoli mondiali a destra e quattro a sinistra se lo merita tutto.

2 – Hamilton: Sir Luigi ama il Circuito Gilles Villeneuve e lo ha mostrato ancora una volta, su una macchina meno potente delle altre ma con un telaio eccezionale e con la lucidità che ha sempre caratterizzato uno che di titoli ne ha vinti sette. Non ci stuferemo mai di vederlo così felice.

3 – Colapinto: non me ne voglia l’olandese volante, ma Franco ultimamente sta andando come uno scheggione. Non sembra lui. O, meglio, sembra la versione evoluta di quel giovanotto che stupì tutti al suo debutto in Williams due anni fa ma che poi andò sempre più in discesa (non aiutato da un catorcio blu-rosa con il motore di un frullatore). L’Argentina lo ha già proclamato santo protettore, quindi se lo vediamo pure in campo ai Mondiali di calcio non meravigliamoci.

Premio “Nontiscordardimé”

Gasly, Sainz e Bearman, graziati anche dai molti ritiri ma comunque portano punti.

Pillole del disonore:

1 – McLaren: ma che casino avete combinato? Seriamente, venerdì e sabato sembravano voler provare a spaccare il mondo per poi arrivare a domenica, tronfi di originalità per la scelta delle gomme intermedie su una pista ormai asciutta che hanno funzionato per la bellezza di dieci metri. Se poi ci mettiamo anche il cambio di Norris che si sbriciola e Piastri che ci infila una purtroppo celebre cavolata “alla Piastri”, otteniamo il perfetto weekend gusto papaya scaduta.

2 – Albon: pillolona della sfiga, prima per la marmotta (non è stata la sola) e poi per una McLaren che lo infilza a mo’ di matador.

3 – Russell: anche i più calmi esplodono. Mai sottovalutare il tuo miglior nemico.

Tempo un paio di settimane per spostare il paddock e si torna nel Vecchio Continente. Il 7 giugno Montecarlo si accenderà come ogni anno per poi offrirci la solita sfilata della domenica. O forse no? Ho come l’impressione che quest’anno vedremo il GP di Monaco in maniera differente. Ci si becca in pista!

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Nicola Franchini
Nato nel 2004 e Palazzolese doc, si è diplomato al liceo linguistico Medi di Villafranca nel luglio 2023. Frequenta attualmente il corso di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona ed ha iniziato a collaborare con il Baco da Seta nel novembre 2023 come corrispondente per Palazzolo. Cresciuto secondo il culto dell'automobile, negli anni ha collezionato centinaia di modellini e riviste del settore dell'automotive e visto tutti gli episodi del celebre programma britannico "Top Gear". Ascoltatore sin da neonato dell'emittente radiofonica che trasmette "musica di gran classe", nel tempo libero si diletta ad ascoltare (per ore) la musica, suonare (per altrettante ore) la chitarra e nuotare (fin dai tempi dell'asilo).