“Il perdono, la forza controcorrente del Vangelo”. Incontriamo don Michele, Curato a Lugagnano

E’ facile parlare con Don Michele Zampieri. Si ha sempre l’impressione, mai scontata, che ascolti. Non è semplice intervistare uno che ascolta. Non siamo abituati. Siamo abituati a quelli che parlano.

Ciao Don e benvenuto a Lugagnano. Dura eh?

Siete tanti tantissimi, mille attività, mille cose da fare mi ci vorrà un bel po’ per orientarmi ma Don Antonio mi sta dando una mano. Ci conosciamo da tempo, è stato il mio curato in tempi non sospetti.

A proposito di tempi, sei sacerdote da quanto?

Sono stato ordinato il 16 maggio di quest’anno. Una grandissima emozione. Il 17, giorno dell’Ascensione ho celebrato la mia prima messa.

Ti ricordi di cosa hai parlato dal tuo primo pulpito?

Certo, indimenticabile: andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura.

Scoprirò nel corso della chiacchierata che quest’opera di evangelizzazione è la vera fonte di gioia (una delle tante) di questo Don.

Cos’altro di quella giornata?

La grande festa che mi hanno fatto gli amici, la musica, la bellezza dello stare insieme e il nuovo inizio.

A proposito di inizio, raccontaci il tuo. Don Michele sorride (altra grande forza di questo prete) ed è un fiume in piena sul tema della vocazione arrivata per lui prestissimo e poi sopita. La vita in seminario, tentata da subito mi era sembrata troppa esclusiva rispetto al fuori: gli amici, la musica, il lavoro. Dalla vita in parrocchia agli studi da seminarista, non ho trovato la strada giusta e a 19 anni ho fatto perfino il servizio militare, nei bersaglieri a Pordenone. Ma la vocina tornava ogni tanto a farsi sentire.

E, che suono ha questa vocina?

Era l’inquietudine di chi ha tutto ma manca sempre un pezzetto che poi, fatalità completavo nella preghiera. Perfino la musica non bastava.

Dai va bene Don Michele adesso l’hai nominata troppe volte: raccontaci che cosa è e che cosa è stata la musica per te.

La musica è stata terapeutica nella mia vita mi ha fatto capire tante cose, mi ha fatto incontrare molte persone, è un collante. Per un periodo della mia vita è stata per me anche una fonte di guadagno, ho fatto il fonico, suonavo, cantavo, avevo una bella attrezzatura per fare concerti. Era una delle strade che prefiguravo per me. Un futuro possibile ma quella voce, quella sensazione di inadeguatezza ogni tanto si faceva sentire. Ho lasciato che la Parola di Dio lavorasse dentro di me e poi ho deciso che non avrei mai trovato la gioia al di fuori, lasciando Dio ai margini della mia vita. Ho capito che solo attraverso di Lui mi sarei sentito completo e che avrei potuto portarlo con me nel mondo. Detto Fatto. Sono tornato in seminario con una vocazione adulta e con la prospettiva sacerdotale.  Ho iniziato quindi la formazione teologica per iniziare il presbiterato.

Eri bravo a scuola? So che quel tipo di studio è piuttosto duro. Il Don ride, (per me non è stato uno studente modello).

Da giovane non sono stato un grande studioso (beccato!) ma quando ad un grande bivio , ho capito la direzione da prendere, sono stato fortemente motivato dalla conoscenza, assetato di sapere quindi dentro quei libri trovavo anche la voglia di mettermi a studiare. Dio è davvero una figura affascinante, se lo intuisci davvero non puoi smettere di volerlo conoscere. E cosi è stato.

Come hai fatto a capire che quella era la strada giusta? Quella e non quell’altra?

Per me il criterio è stato la serenità. Ho saputo fermarmi e mettermi in silenzio ad ascoltare, ho voluto mettermi e rimettermi in gioco e ho saputo dire a me stesso che non ero al mio posto. In questo sono stato aiutato da incontri straordinari.

Ad esempio?

Persone significative che hanno lasciato traccia nella mia vita al di là della mia famiglia: Don Antonio che è stato il mio curato, Don Franco Dal Dosso che ha fatto accendere la miccia, la mia cara amica Chiara M, una scrittrice trentina che spero di poter un giorno portare a Lugagnano. Lei ha il dono di far star bene la gente, ha una relazione particolare ed intensa con Dio e la gioia di vivere malgrado conviva da tempo con una terribile malattia invalidante. Ovunque vada porta felicità. Quella che solo una grande spiritualità può dare. Ha scritto diversi libri che per me sono stati illuminanti. (Dovrò studiare)

ingresso don michele zampieri lugagnano 20 settembre 2015 (82)A proposito di amici, nel mondo musicale che dicono della tua scelta?

Chi è tuo amico deve condividere le tue scelte ed accendere una fiammella se c’è penombra. Il mio amico Ciro Ercolanese dei Gen Rosso, gruppo internazionale di Christian Rock (spero che porti anche loro a Lugagnano) mi ha fatto riflettere su alcuni temi prima delle mie decisioni e poi è venuto anche a festeggiare alla festa per il mio Sacerdozio. (erano in 900 alla festa eh).

Tu hai 40 anni, e pur non potendo parlare di vocazione tardiva dato che questa chiamata tu l’hai sentita presto, cosa vuol dire fare il curato a questa età?

Che ci metto la maturità dei miei anni e la voglia di imparare che non ho mai perso.

(diplomatico questo Don. Poi Don Michele mi guarda e mi dice, così come fosse niente: Monia guarda che ho conosciuto una bomba! Dio ti cambia la vita! E non ti basta più tenertelo per te, hai bisogno di contagiare, di farlo sapere! sento che comincia il contagio. Lo porto a terra, tento per lo meno).

Lo sai che a Lugagnano avrai un sacco di cose da fare? Adolescenti, catechisti, giovani, sposi, gli scout. Mica micio micio bao bao. Lo sai che ci sono i cantorini? Il coro? Sei andato a sentirli? Che ne pensi? Siamo simpatici? Come pensi di fare? Quali saranno i tuoi strumenti magici?

Io stesso sono uno strumento nelle mani di Dio e provo a mettermi a disposizione secondo le sue indicazioni, sono arrivato per questo e ogni mezzo sarà buono. (contagio contagio)

Senti, è una scelta controcorrente fare il prete?

(ride) Dicono di sì’, ma anche il Vangelo lo è. O no? (non cadrò nella provocazione)

Qual è la cosa più controcorrente del Vangelo secondo te?

Una è il Perdono. Questo è l’Anno Straordinario della Misericordia perché al mondo c’è molto bisogno di perdonarci gli uni con gli altri. C’è bisogno di riscoprire il volto di Dio Misericordioso, c’è bisogno di Riconciliazione e di accoglienza (temi caldi ahimè). E a proposito di cose controcorrente, è tempo di mettere al centro la persona. Tutto il resto può aspettare. Gesù ci dice di mettere lui al centro della nostra vita e se lo impariamo, è disposto a fare di noi cose meravigliose. (contagio contagio)

Qual è la tua musica preferita?

Mi piacciono molte cose e molti generi, Vasco, Liga, i Queen e uno su tutti gli Stadio.

Cominciamo così a canticchiare motivetti ti ricordi? E di che album? E com’era la copertina? Come faceva? Forti gli Stadio eh.

Ben arrivato Don Michele. Ci piacciono i contagi, magari tra un anno ci fai sapere se ti siamo piaciuti. Se ci siamo lasciati contagiare. Ciao.

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