Il PD: “Scippo a Verona per la TAV”. E il M5S denuncia il rischio mafia

L’amministrazione Tosi sta alla finestra e rischia di scippare Verona ed il sistema produttivo e territoriale veronese delle opportunità generate dalla realizzazione della Tav/Tac”, questo è quanto dichiarato dal PD Veronese nel corso della conferenza stampa tenutasi sabato scorso.

“Il Progetto definitivo della tratta Brescia Verona, recentemente depositato per le osservazioni di legge, non affronta la progettazione del nodo di Verona – spiegano dal Partito Democratico di Verona – ma ne determina pesantemente il suo futuro sviluppo. In realtà il nodo di Verona è oggetto di una progettazione a lotti separati, a nostro avviso attualmente inadeguata a fornire una visione d’insieme del futuro di questo importante crocevia ferroviario. E’, quindi, sbagliata la linea fin qui seguita dalla Amministrazione comunale di Verona di disinteressarsi di quanto succede nel comuni contermini, aspettando che sia reso pubblico da parte di Italferr il progetto sul nodo di Verona, perché è proprio in questo momento e al di fuori dai suoi confini che stanno maturando le scelte che condizionano l’assetto futuro dell’incrocio tra i due corridoi ferroviari”.

“Dai progetti esaminati della tratta Brescia–Verona emerge che l’Alta Capacità (TAC), nell’ultimo tratto, passa da sud a nord della linea storica Milano–Venezia e non toccherà direttamente il nostro sistema logistico (Quadrante Europa), in virtù anche della cancellazione fatta dall’Amministrazione Tosi delle previsioni urbanistiche di uno sviluppo logistico a nord, in località Cason funzionali proprio alla futura connessione Tac del corridoio 5. Inoltre, altri documenti, per ora ufficiosi di cui siamo venuti in possesso – spiegano dal PD – confermerebbero che la Tac Brescia-Verona si connette alla linea Tac progettata verso il Brennero bypassando, di fatto, il polo logistico veronese con un potenziale doppio e grave danno: primo, il nostro sistema logistico non sarà direttamente connesso alla Tac del corridoio 5 (Milano Venezia), ma continuerà ad esserlo solo indirettamente, attraverso il transito delle merci provenienti da Milano dalla stazione di Verona Porta Nuova, con un notevole penalizzazione operativa e con una perdita di centralità strategica, secondo l’area veronese deve tutelare in ogni modo anche, e soprattutto, il suo ruolo storico di porta di ingresso sull’asse del Brennero (corridoio 1), attraverso la quale abbiamo sempre esercitato la funzione di ponte con il nord Europa, ma in realtà si corre il rischio di svilire anche questo ruolo a favore di altri territori, come Brescia ad esempio, in grado sviluppare proprie attività logistiche e connetterle così direttamente al futuro tracciato Tac del Brennero, bypassando Verona”.

“In questa situazione – proseguono dal PD – l’Amministrazione Comunale di Verona ha precise responsabilità: Assoluta inerzia dimostrata sin’ora nella vicenda e mentre la programmazione procede ad opera di RFI ed Italferr il Comune, probabilmente, attende gli eventi e non esercita un’azione volta a difendere, sin dalla fase progettuale, la propria favorevole posizione all’incrocio di due direttrici europee fondamentali e mancanza di una visione strategica oramai divenuta esplicita anche con le osservazioni appena approvate dal Consiglio Comunale, inerenti il tracciato Brescia–Verona, che hanno lo spessore di mere puntualizzazioni di dettaglio, assolutamente “incapaci” di cogliere la vera posta politica in gioco in quella tratta: la necessità dello spostamento a sud, rispetto alla linea storica, dell’entrata delle linee Tac nel territorio di Verona e di una loro diretta connessione con l’Interporto Quadrante Europa. Il Pd veronese denuncia con forza quello che si profila, per noncuranza, un atteggiamento volto a perpetrare un vero a  proprio scippo di opportunità di sviluppo a danno non solo della città ma dell’intero sistema economico e territoriale veronese. Il Pd si impegna a seguire, con i suoi rappresentanti ed i suoi parlamentari, tutte le problematiche e le fasi della progettazione delle linee Tav/Tac sull’intero territorio veronese affinché l’opera sia correttamente calata in esso e possa divenire, come dovrebbe essere, occasione di sviluppo e di crescita e non semplicemente ‘l’ennesimo treno che passa e che Verona non riesce a prendere’ per colpa di una parte della sua classe dirigente, troppo spesso colpevolmente distratta ed assente sui grandi temi che la toccano”. 

Ma non finisce qui la vicenda delle novità sulla TAV.

Sempre sabato infatti esponenti del Movimento 5 Stelle di Verona e provincia hanno annunciato che presenteranno un esposto, indirizzato a Procura della Repubblica e Questura di Verona, oltre che all’Arma dei Carabinieri, relativo alle imprese coinvolte nella realizzazione del tratto ferroviario ad Alta Velocità Brescia – Verona e a possibili infiltrazioni mafiose. Si tratta di un’azione congiunta con i rappresentanti del M5S di Brescia e provincia. Tra i presenti all’iniziativa anche Federico Zanella, Consigliere comunale di Sona del Movimento.

“Abbiamo presentato l’esposto – ha spiegato Zanella – per segnalare come le aziende aderenti al Consorzio Cepav 2, che ha in carico il progetto Tav sulla Brescia Verona, abbiano dei precedenti. Solo a Sona ci saranno 400.000 metri quadri di cantieri, avremmo una galleria di due chilometri e mezzo, con il rischio di una colata di cemento nella zona delle colline moreniche”.