Il PD di Sona sulla discarica Cà di Capri: “Una presa di responsabilità dell’Amministrazione che condividiamo”

L’annosa vicenda della discarica Cà di Capri ha subito una vera e propria svolta il 29 settembre scorso mediante un’ordinanza del Consiglio di Stato.

In sostanza tutti gli attori della vicenda – Comune, Rotamfer, Legambiente, Comitato dei Cittadini e Regione – hanno raggiunto un complesso accordo nel sospendere tutto in attesa di un provvedimento della Regione che modifichi l’autorizzazione rilasciata a Rotamfer.

Ha avuto, pertanto, effettivo inizio quel processo di messa in sicurezza della discarica: Rotamfer si obbliga a chiudere definitivamente l’intera discarica e a provvedere alla sua messa in sicurezza a regola d’arte una volta esauriti i volumi massimi di rifiuti di cui alla DGRV 662/2006 (pari a complessivi mc. 631.000 per il terzo lotto, essendo i primi già esauriti, e ad oggi in parte già utilizzati). Con l’atto di transazione Rotamfer si obbliga anche a non presentare in futuro ulteriori richieste alla Regione Veneto per ampliamenti della discarica.

Nel corso della seduta del Consiglio comunale di martedì 10 ottobre si è tenuta l’approvazione degli schemi di convenzione e transazione, un passaggio fondamentale per l’operazione: la Maggioranza ha votato a favore della chiusura della discarica; i Consiglieri Furri della Lega Nord, Bonometti della lista civica Progetto Comune e Caliari del Gruppo misto hanno votato contrari; i Consiglieri Moletta della Lista civica Tosi per Sona, Cordioli di NP-PD e Barbaro del M5S si sono astenuti.

Ad intervenire oggi sulla vicenda e sui suoi ultimi sviluppi sono il Partito Democratico di Sona, con la lista civica Nuove Prospettive, che spiegano proprio le motivazioni dell’astensione.

“Nel consiglio comunale del 10 ottobre è stato approvato un importante accordo tra la Rotamfer, il Comune e il Comitato che finalmente porrà fine all’annosa questione della discarica Cà di Capri. Sicuramente un’ottima notizia per il nostro territorio, che sana una situazione complicata da anni e che poteva diventare pericolosa.

Da sempre la nostra posizione andava in questa direzione – spiegano dal PD di Sona e da Nuove Prospettive -: accordo con la ditta proponente per portare al completamento della discarica ovvero alla sua messa in sicurezza nel rispetto delle prescrizioni del 2010.

Nel consiglio del 12 marzo 2014 nel quale avevamo con una mozione proposto la costituzione in giudizio del Comune l’epilogo ha visto il nostro Gruppo da solo approvare la mozione venendo poi il giorno successivo attaccati con un comunicato sul sito del comune. Il nostro Gruppo Consigliare ha sostenuto l’azione del Comitato dei Cittadini. Come con l’iniziativa di raccolta firme promossa anche dal nostro Gruppo (670 firme di cittadini) per invitare la Giunta a costituirsi in giudizio e ostacolare l’azione della Rotamfer.

Tanti sono stati gli atti portati in consiglio comunale (mozioni, raccomandazioni, interrogazioni) e tante sono state le iniziative negli anni su questo tema, serate di confronto e dibattito, atti e iniziative promosse dal Gruppo Nuove Prospettive e Partito Democratico.

Ci saremmo sinceramente aspettati di essere coinvolti. Collaborare, vuol dire unire le idee e le persone per il bene della comunità, nel rispetto dei reciproci ruoli di maggioranza e minoranza. Come potevamo come Gruppo fare una scelta consapevole ed esprimerci favorevolmente all’approvazione di questa convenzione se non preventivamente coinvolti ma addirittura convocati d’urgenza in un consiglio straordinario?

Per queste motivazioni – proseguono dal Partito Democratico di Sona e da Nuove Prospettive – la scelta del nostro Gruppo in Consiglio comunale è stata quella di astenerci. Ci complimentiamo invece con la tenacia del Comitato dei Cittadini e con il suo portavoce Santinato che con competenza da sempre si sono battuti per la chiusura della discarica.

Siamo contenti della scelta dell’Amministrazione di prendersi la responsabilità di una scelta nella direzione da sempre da noi auspicata. Riteniamo che su questioni così complesse non si debbano fare battaglie politiche di parte, ma dovrebbe prevalere sempre e comunque l’obiettivo del bene comune e la salvaguardia dell’ambiente.

Non è tempo di polemiche, proseguiamo sulla strada dell’accordo transattivo e la modifica delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione per la tutela della salute dei cittadini e per il nostro territorio”.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.