Il Pastificio Mazzi di Lugagnano, una vicenda che attraversa due Guerre Mondiali e prosegue ai giorni nostri

La vicenda industriale del Pastificio Mazzi, che ha sede sociale e stabilimento di produzione a Lugagnano, affonda le sue radici nel lontano 1800 quando, prima Napoleone con il Regno Italico, poi gli Asburgo con il Regno Lombardo Veneto, reggevano il Veneto e, all’interno di esso, il Comune di Sona che contava in quegli anni 3mila abitanti.

Un Mazzi, del ramo “Giure”, decise di dedicarsi al commercio. Il cognome Mazzi è di casa a Lugagnano ed il nome abbinato, Luigi, è riportato molte decine di volte, nelle diverse generazioni, nei documenti conservati nell’archivio comunale.

Il primo Mazzi Luigi che abbiamo trovato nei registri storici abitava a Lugagnano in via Piazza 21, attuale via di Mezzo. In un documento figurava esercitare la professione di cenciaiolo, mentre in un altro ricopriva la funzione di esercente. Figlio di Matteo e di Irene Mazzi, nacque nel 1812 a Lugagnano. Nel 1845 sposò Petronilla Caceffo e dal matrimonio nacquero Gaetano, Petronilla, Mara Tiziana e Giuseppe. L’ultimo nato, Giuseppe, seguì le orme del padre nell’attività produttiva, continuando ad abitare in via Piazza 21 e, da esercente generico, si trasformò in pizzicagnolo, che era il venditore di prodotti piccanti, come formaggi e salumi.

Era nato nel 1858, sposò Amalia Mazzi nel 1879 e ebbe dieci figli: Luigi, Silvia, Albino (deceduto a 23 anni), Silvio Felice, Gaetano Oreste, Assunta (morta a due anni di età), Assunta, Remigio (morto a sette mesi di età), Remigio e Maria.

E’ con Giuseppe ed il figlio Gaetano Oreste che nasce il progetto del Pastificio Mazzi, con l’avvio nel 1899 di una produzione sperimentale di pasta alimentare in un vecchio stabile, ex casa padronale, di un nobile veronese.

Al Censimento del 1901 figura registrata in via Piazza la famiglia Mazzi Giuseppe “composta da 10 persone”. Un’annotazione rileva che “il figlio Oreste è assente temporaneamente per lavoro a Villafranca”. Questa informazione coincide con una pubblicata nell’anno 2000 dalla rivista dei produttori italiani “Pasta e Pastai”. Il giornalista riporta ciò che aveva appreso dalle memorie dell’azienda: “nel 1899 alle prese con il problema di tutti i papà (…) per garantire il lavoro a tutti i figli (…) avendo un’attività di pizzicagnolo, inviò il figlio Oreste di 10 anni, quinto di dieci, presso un pastaio ad imparare il mestiere. Al suo rientro avvierà per il figlio una analoga attività che esiste tuttora”.

Giuseppe Mazzi, fondatore del Pastificio (1858-1922). Sopra, maestranze del Pastificio Mazzi a metà degli anni venti del Novecento nello stabilimento collocato nella corte dell’ex Palazzo Bentegodi a Lugagnano.

Iniziò così la tradizione di una famiglia che ha dedicato generazioni di figli e nipoti al prezioso lavoro di pastai. Nello stesso Censimento la Ditta non era stata segnalata, seppure già in attività, per la ragione che le indicazioni per la compilazione della modulistica prevedevano che la registrazione nel comparto industrie avvenisse per aziende con più di dieci dipendenti.

Al Censimento del 1911, invece, la presenza del Pastificio Mazzi viene segnalata come segue: “Mazzi Giuseppe, fabbricante di paste alimentari, con due lavoranti occupati, più Direttore e titolari”.

L’attività produttiva del Pastificio incrocerà ben tre guerre, perché la pasta fu sempre alimento importante di sostentamento, sia per i combattenti che per le loro famiglie, particolarmente in periodi di ristrettezze economiche.

Il figlio Gaetano Oreste, nato nel 1887 che, fra gli anni 1914-1920, fu anche Consigliere del Comune di Sona, all’inizio del Primo Conflitto Mondiale fu arruolato nell’arma del Genio e venne distaccato dall’Esercito presso lo stabilimento della Ditta, per seguire la produzione della pasta, attività strategica fondamentale, in aiuto del padre Giuseppe che aveva 56 anni. Il fratello Silvio Felice venne anch’esso arruolato ed inviato però sul fronte di guerra, ove fu fatto prigioniero il 25 maggio del 1916. Resterà in dura prigionia nel campo di concentramento di Mauthausen in Austria fino alla fine del conflitto.

A partire dal 1916 il Pastificio, a causa dei pesanti razionamenti dei beni di prima necessità fra i quali figurava la pasta, venne messo sotto controllo da parte dell’organizzazione che curava i rifornimenti alimentari all’esercito ed ai civili. La Regia Prefettura di Verona il 28 dicembre del 1916 chiese al Comune informazioni su “Molini, forni e pastifici” presenti sul proprio territorio ed il Comune segnalò il Pastificio Mazzi, che produceva settimanalmente cinque quintali di pasta, secondo quanto dichiarato da Mazzi Giuseppe con una nota vergata a mano a sua firma (immagine qui sotto).

Il Pastificio, dopo la morte di Giuseppe nel 1922, passò per eredità al figlio Gaetano Oreste, che si era sposato nel 1911 con Albina Mazzi. Dal matrimonio nacquero Amelio (deceduto dopo un anno dalla nascita), Amelio, Amelia, Remigio, Giuseppe, Petronilla Giovanna, Tarcisio, Felice ed Imelda Amalia (oggi ancora vivente).

Tre dei cinque figli maschi, Amelio, Remigio e Giuseppe, entrarono nell’attività nel Pastificio. Quando Mussolini nel 1935 decise di occupare l’Etiopia chiese anche al Pastificio Mazzi un contributo. Il primogenito Amelio, arruolato nella V Divisione Alpini, venne inviato in Africa con altri 55 militari del Comune di Sona.

Con il Secondo Conflitto Mondiale il Pastificio si trovò nuovamente in prima linea. Amelio venne riarruolato, ma pure lui distaccato presso il Pastificio per aiutare il padre, che aveva 53 anni, nel gestire l’attività produttiva, mentre i due fratelli Remigio e Giuseppe furono arruolati per i fronti di guerra.

Durante tutto il conflitto, a causa della carenza di prodotti alimentari e conseguenti loro razionamenti, il Pastificio Mazzi fu chiamato a produrre sotto stretto controllo dell’esercito e così fu anche quando, dopo l’armistizio dell’8 settembre, il nord Italia passò sotto controllo tedesco con la Repubblica di Salò.

Al Censimento del 1951 la Ditta, che aveva assunto la denominazione “Mazzi Oreste e figli – Industria alimentare ed affini” risultò registrata nel comparto delle Industrie con 20 operai.

La costruzione di un nuovo molino e, dopo alcuni anni, un nuovo stabilimento per la produzione della pasta furono due passaggi che negli anni ’60 avviarono consolidamento e crescita dell’azienda.

La Ditta ha raggiunto e superato i cento anni di attività, adeguando le strutture produttive alle innovazioni tecnologiche che venivano offerte, passando dall’utilizzo della forza motore animale all’energia elettrica per la macinazione delle granaglie e dal calore solare ai moderni impianti meccanici per l’essiccamento del prodotto finito. Anche nel campo della vendita, del marketing e della distribuzione la Ditta Mazzi ha percorso tutti i gradini richiesti dai cambiamenti, decennio dopo decennio, nell’organizzazione sociale, passando dal fornire piccoli negozi di paese a conduzione familiare, minimarket, quindi supermercati, con prodotti sempre più elaborati ed innovativi.

Ai nostri giorni la grande distribuzione nazionale è l’interlocutore principale della ditta, assieme ai mercati europei di Germania. Austria, Svizzera, Svezia e non solo. Quelli d’oltreoceano, Usa e asiatici, solo sperimentali ai nostri giorni, probabilmente diventeranno i mercati futuri.

Senza mai dimenticare le profonde e salde radici che legano il Pastificio Mazzi al nostro territorio e alla nostra comunità.