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La pianificazione urbanistica di Sona è ferma al 1995, da quando è stato approvato l’ultimo Piano Regolatore Generale. Da allora tutta una serie di varianti per aggiustare un pezzettino di terra qua e un pezzettino di terra là. Nel frattempo il panorama dei nostri paesi, anche grazie a queste infinite varianti, è stato stravolto. Sono mutate le esigenze della popolazione e sono mutate pure le normative.

 

Ora la pianificazione urbanistica avviene attraverso il Piano di Assetto del Territorio, il quale dovrebbe essere, almeno in linea teorica, molto più attento agli aspetti antropologici e alle caratteristiche storiche e naturali del territorio in cui è inserito. Sona è uno dei pochi Comuni del veronese che ancora non si è dotato di un PAT.

 

Ma un primo importante passo per indirizzare le scelte del PAT è stato fatto con la presentazione del parco urbano di Lugagnano, un progetto di così ampio respiro da condizionare poi buona parte delle scelte di pianificazione future. Letteralmente “masterplan” identifica un piano d’azione e come tale rappresenta una dichiarazione di intenti da parte del Sindaco e dell’Amministrazione, ma è un progetto che non vincola ancora nulla, che dà un’indicazione di massima di come potrebbe essere il paese di Lugagnano se e quando il PAT verrà modellato su questo progetto.

 

L’intento del progetto è quello di riorganizzare il verde e le strutture sportive a sud dell’abitato, in quella che è la fascia di rispetto ferroviaria, ampliata anche dalla presenza futura della linea ad alta velocità. Il primo grosso intervento riguarda il recupero dell’area ex Agripol dietro la chiesa (nella foto), come area a servizi (una volta che verrà dismessa l’attività produttiva), con la creazione di un’ampio spazio a parcheggio e di una piattaforma polifunzionale che possa un giorno ospitare quel centro servizi che tanto manca al paese.

 

Da questo punto si potrà accedere agli “orti urbani”, quell’area agricola che dovrà forzatamente mantenere quella destinazione d’uso (visto anche il vincolo ferroviario) e che sarà attraversata da una serie di percorsi ciclo pedonali, sul genere di quelli presenti in Alto Adige, che metteranno in comunicazione la zona della Rampa (nei pressi dell’Hotel Antico Termine) con la zona di Betlemme, all’altezza del supermercato Rossetto. Attraversata via Betlemme, nell’area agricola, a nord del supermercato appena citato, vi sarà l’area destinata alle piscine che darà inizio alla nuova zona sportiva che si svilupperà sino alla strada che porta alla località Siberie, in quel rettangolo che si sviluppa tra via Molinara, la ferrovia e via Mincio.

 

Un percorso ciclopedonale dovrebbe garantire la percorribilità longitudinale di tutta quest’area, con il solo punto critico dell’attraversamento di via Betlemme. Il progetto, seppur di massima, è suggestivo. Potrebbe consentire d’un sol colpo di dare a Lugagnano una qualità di vita che mai ha avuto nella sua storia.

 

Sicuramente è un progetto dei sogni, un progetto che avrà tempi di realizzo lunghissimi, probabilmente decenni; ma finalmente c’è un progetto importante su cui discutere, sul quale magari non essere d’accordo su alcune scelte, anche sulla localizzazione, ma certo non si può obbiettare che sia un progetto estemporaneo.

 

Certamente come progetto di massima non scende nel dettaglio e in alcuni aspetti è a nostro avviso migliorabile. Ma un progetto di così largo respiro, un progetto di tale importanza, merita senz’altro un’attenta ed oggettiva analisi anche da parte di chi non fa parte dello stesso schieramento politico e altrettanto merita una sensibilità particolare da parte di chi l’ha progettato nell’ascoltare le osservazioni delle altre componenti della vita civica, politica culturale e associativa di Lugagnano.

 

A nostro avviso, a parte in qualche piccolo dettaglio, questo progetto è assolutamente condivisibile. Il dettaglio riguarda la possibilità di cercare in tutto questo progetto una strada che veicoli il traffico al di fuori dell’abitato, da via Molinara sino a via Kennedy, sfruttando in parte la viabilità esistente. Il dettaglio riguarda soprattutto la controparte a questo progetto. Non si può e non si deve abbandonare la restante parte del territorio ad un’edificazione incontrollata per compensare la grande zona verde prospettata. Si deve puntare più ad un’edificazione di qualità e a grandezza d’uomo e di paese qual è, e rimane, Lugagnano. Non si può e non si deve abbandonare l’area a servizi già identificata nei pressi della casa di riposo; non si può e non si deve abbandonare un progetto importante per la scuola.

 

Garantendo un’area a servizi ampia vicino alla casa di riposo, la stessa già identificata nell’attuale PRG, si salvaguardano delle strutture importanti, vedi il tennis, vedi la palestra e la stessa casa di riposo, il tutto al centro del paese; promuovendo un progetto importante per la scuola si può assicurare una fascia di servizi quasi continua con il parco urbano del masterplan. Con dei percorsi preferenziali e sicuri tra queste aree, crediamo che si possa ragionevolmente dire che ci sarebbe finalmente un progetto grande ed importante per Lugagnano e i suoi abitanti. E su un progetto simile non si può non essere d’accordo.