Il nobile Teodoro Ravignani, possidente terriero a San Giorgio in Salici e figura di grande rilievo nell’Ottocento

Sul primo libro storico del Baco, pubblicato nel 2011 in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, abbiamo più volte citato il Nobile Teodoro Ravignani.

Recentemente abbiamo casualmente trovato su un libro, edito anni fa dalla Banca Popolare e intitolato “La pittura di Verona”, il suo ritratto, eseguito dal pittore Giovanni Caliari nel 1847, quando aveva 26 anni. Ritratto che riproduciamo qui in alto.

Teodoro Ravignani nacque da famiglia nobile nel 1821 a Verona ove esercitò la professione di notaio. Si laureò a Padova nel 1848, quando il Veneto era ancora sotto dominazione austriaca. Messosi in contrasto con la polizia, dovette riparare per alcuni anni a Parigi.

Esponente di spicco del mondo cattolico, dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, venne eletto due volte nel Consiglio Provinciale e fu molto attivo con molteplici iniziative sociali. Morì nel 1910, lasciando erede del suo impegno civico e sociale il nipote, Conte Guarienti, già Consigliere ed Assessore comunale di Sona nonché Senatore del Regno, prima del Regime e della Repubblica dopo.

Teodoro Ravignani fu anche Amministratore Comunale di Sona in rappresentanza della frazione di San Giorgio in Salici alla quale, nel periodo, spettavano sei Consiglieri Comunali (sei anche al Capoluogo, cinque a Palazzolo e tre a Lugagnano). La legge elettorale vigente prevedeva che non fossero elettori i residenti, bensì chi aveva attività economiche sul territorio, che fossero residenti o meno, e versavano quindi tributi all’Amministrazione comunale.

Il Ravignani, non residente, era proprietario terriero nel Comune, titolare quindi del doppio diritto civico di votare ed eventualmente di candidarsi ad amministrare. Della sua presenza sul territorio abbiamo la prima notizia, in qualità di Amministratore già in occasione delle elezioni del 1867, dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia e nei mandati amministrativi successivi fino al 1901.

Nel primo mandato i Consiglieri comunali residenti nel Comune erano solamente due su venti e gli elettori di poco superiori alle 200 unità (213 nel 1884 con poco più di 100 votanti). I cittadini residenti nel Comune erano 3.545 nel 1881 e 3.995 nel 1901.

Ravignani figurava titolare di tre mezzadrie a San Giorgio in Salici: con Bazzoni Stefano in località Turco, con Lonardi Luigi al Monte Bonel e con Venturelli Lorenzo in località Casina.

Abbiamo registrato anche una curiosità: nel 1875 risultava possessore di vettura a quattro ruote con cavallo, assieme ad altri 25 “fortunati” del nostro territorio e per questo doveva pagare al Comune una tassa annuale di Lire 4 (17 euro a valore attuale). E’ un primo esempio di bollo auto?

Cogliamo l’occasione per segnalare che è ormai in stampa il terzo libro della trilogia del Baco sulla storia del Comune dal 1866 al 1951 che illustra le vicende della nostra comunità a partire dal 1926, quando il Podestà sostituì il Sindaco alla guida dell’Amministrazione comunale, fino al 1951 con la prima Amministrazione democratica retta dal Sindaco Ledro. Passando per la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.