Il Natale fuori dalla porta

Nella storia dell’umanità, la solitudine è riuscita a farsi ascoltare solamente attraverso la poesia. In questo senso, tutti i poeti di tutte le epoche sono nostri contemporanei, perché la solitudine non parla, non comunica, non appare. La solitudine è assenza invisibile. Ogni giorno, ma soprattutto nei giorni come il Natale nei quali invece più fragoroso appare il bisogno di sentirsi parte di qualcosa.

Il Natale, che accanto alla sua immagine scintillante, conserva infatti un lato gelido ed oscuro: quello di chi vive dimenticato, fuori dalla porta, dietro l’angolo, nei sottoscala della vita.

Anche sul nostro territorio non mancano realtà di emarginazione forte e dolorosa, come quegli anziani a cui il Comune di Sona, con una bella iniziativa, farà arrivare il pranzo di Natale per farli sentire meno soli, almeno per un istante.

Ma vi sono anche famiglie in grave difficoltà economica o che stanno vivendo separazioni dolorose e taglienti. Vi sono bambini che non conoscono la leggerezza buona di una vita piena di attenzioni. Vi sono adolescenti o giovani che rischiano di essersi già persi mentre si trovano ancora all’alba della loro vita.

Vi sono tante persone vicino a noi che non riescono più a sopportare le pressioni della vita nella quale stanno affogando. Vi sono fatiche troppo difficili da indossare.

Quello di cui abbiamo bisogno non è certo la retorica del “giorno più bello dell’anno”, ma di qualche semplice ma profondo gesto concreto. Una parola, una porta che si apre, un invito per un caffè, un saluto più partecipe, un’offerta di piccolo aiuto. Basta poco per fare tantissimo per qualcuno.

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere lo slogan di una campagna sociale: “Un piccolo gesto fatto da milioni di persone smette di essere piccolo”. Ecco, penso che lo stesso possa valere per questo nostro Natale ormai alle porte. Credo che lo stesso possa valere per ciascuno di noi.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.