“Il mio sogno è potermi occupare a tempo pieno del Sanmicheli”. Incontriamo la dirigente Sara Agostini

  

In una luminosa mattina invernale siamo andati ad intervistare la dirigente scolastica dell’Istituto Michele Sanmicheli Sara Agostini. L’intervista rientra nel ciclo di incontri del laboratorio di giornalismo dell’istituto scolastico.

Dottoressa Agostini, cosa l’ha portata a diventare preside?
E’ stato un qualcosa di naturale, i miei genitori erano presidi. Ho tentato il bando uscito nel 2011, ho studiato e ho vinto il concorso. Una curiosità, ho avuto inoltre il piacere di avere mia madre come collega per due anni, ciò è stato molto bello.

Di cosa è più grata nella vita fino ad ora?
La possibilità di fare servizio attraverso il mio lavoro. Per anni ho fatto la capo scout, esperienza che per me è stata di grande formazione. Sono diventata dirigente, un lavoro molto faticoso che definisco totalizzante, e in quel momento ho capito che dovevo trasformare il mio lavoro in un vero e proprio servizio istituzionale. Quindi, risolvo problemi e aiuto le persone anche se non ho la bacchetta magica, ma provo a fare di tutto per riuscirci. Ogni giorno.

Se potesse cambiare una cosa della scuola quale sarebbe?
Vorrei riuscire a fare in modo che tutti i docenti siano ugualmente preparati e motivati. Non basta il titolo di studio a fare l’insegnante, serve prima l’empatia, la capacità di relazionarsi e di appassionare. Per intervenire nel migliorare determinate situazioni ho bisogno, però, anche di un input esterno da parte degli studenti o dei genitori, valutare attentamente l’operato e agire nel miglior modo possibile.

Cosa ne pensa dei comportamenti negativi di certi studenti?
Gli studenti fanno fatica ad accettare l’autorità, ciò fa parte dell’adolescente in quanto ribelle di natura, ma noto che negli anni vi è una maggiore difficoltà a capire cos’è il rispetto. I social purtroppo hanno avuto un ruolo negativo importante in questo. Per capire i meccanismi di questo mondo digitale anch’io mi sono cimentata rimanendo stupita perché tutti credono di sapere tutto e questo influisce sul pensiero dei ragazzi. La presenza dei genitori è importante, ma capita spesso che essi preferiscono essere amici dei propri figli, quando invece occorre mettere dei paletti e rispettare i propri ruoli. Il nostro Istituto fa parte di una rete di scuole che ha pensato la scuola per genitori, un corso di formazione serale con l’aiuto di vari esperti. Ecco, queste sono modalità per provare ad affrontare il problema.

Sempre su questo tema, quando deve arrivare a prendere la decisione di espellere uno studente?
L’espulsione è un evento quasi impossibile. Fino ai sedici anni di età non esiste l’espulsione, ma in caso di problemi o di grosse difficoltà vi è una valutazione sull’opportunità che lo studente cambi scuola. Dopo i sedici anni la scuola non è più obbligatoria però c’è un obbligo di formazione, quindi non posso propriamente espellere uno studente, devo guidarlo e accompagnarlo almeno all’acquisizione di una qualifica triennale. L’espulsione in sé non esiste, se non dopo i diciotto anni, ma solitamente un ragazzo maggiorenne si autoespelle, si ritira da solo purtroppo. Detto questo, vi sono due modalità per sospendere un ragazzo: fermarlo con quindici giorni di sospensione oppure, ed è una novità recente, vi è la la sospensione con obbligo di frequenza e obbligo di fare o lavori socialmente utili o attività simili per recuperare.

Per chiudere, Dirigente ha dei progetti futuri?
No in realtà. Quello che veramente avrei è il desiderio di occuparmi solo di questa scuola, per avere il modo ed il piacere di farlo a tempo pieno.

Ripongo la penna e saluto la preside Sara Agostini che si è dimostrata anche in occasione di questa intervista – come in occasione della sfilata-spettacolo che si è tenuta a dicembre in Gran Guardia “Un viaggio tra i colori dell’invisibilità” – una persona ed una professionista solare, molto impegnata e attenta a tutti i particolari che riguardano una scuola.

Le foto del servizio sono di Huma Kousar e Nivodya Fernando.

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