“Il mio sogno? Che non vi sia più bisogno delle collette alimentari”: Massimiliano Mocellin, direttore del Banco Alimentare del Veneto

Ogni anno a novembre si ripete un gesto straordinario: la Colletta alimentare. Molti di noi avranno sicuramente notato i volontari con pettorina gialla che invitano le persone a donare una parte della propria spesa alle persone in difficoltà.

Ma cos’è la colletta alimentare e, soprattutto, cos’è il Banco Alimentare? Un po’ di storia. In Italia il Banco Alimentare arriva nel 1989, grazie all’incontro tra il cavalier Danilo Fossati, fondatore della Star, e monsignor Luigi Giussani. Sull’esempio della Fundaciòn Banco de Alimentos di Barcellona, colpiti dalla sua originalità, ne prendono spunto e promuovono insieme questa nuova opera di carità.

Negli anni l’opera del Banco Alimentare si è sviluppata capillarmente sul territorio nazionale con la crescita di una rete che oggi è costituita da 21 organizzazioni regionali Banco Alimentare ODV e dalla fondazione Banco Alimentare Onlus, che ne guida e coordina l’attività.

Per capire meglio l’attività del Banco Alimentare andiamo a conoscere ed intervistare Massimiliano Mocellin, direttore dell’associazione Banco Alimentare del Veneto ODV. Massimiliano ha alle spalle un passato lavorativo come direttore di centri RSA per anziani e dal 2022 inizia la sua nuova avventura come guida del Banco Alimentare del Veneto.

Mocellin cos’è il Banco Alimentare?
L’associazione Banco Alimentare ha un duplice compito: da una parte raccoglie e recupera le eccedenze alimentari dalle aziende, dall’altra le ridistribuisce a organizzazioni partner territoriali che si occupano di assistenza. Ad oggi sono 487 le associazioni del Veneto raggiunte. Parliamo di Caritas, San Vincenzo, case-famiglia, associazioni di volontariato e parrocchiali.

Perché le aziende si rivolgono al Banco Alimentare?
Il Banco Alimentare, come già detto, offre alle aziende un servizio che aiuta a gestire l’eccedenza che sappiamo essere un notevole costo. Agevolazioni fiscali, diminuzione dei costi di smaltimento ma soprattutto la sicurezza di avere a che fare con un partner affidabile che può garantire la tracciabilità del prodotto, la sua giusta conservazione nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Ci racconta la giornata della Colletta?
La Colletta è una giornata incredibile. In un giorno viene raccolto circa il 10% delle nostre entrate di prodotti di un anno. Quindi considerando un totale annuo di circa 5500 tonnellate, la colletta dello scorso anno ha totalizzato 546 tonnellate. Numeri sorprendenti. Ma al di là dei numeri, questa giornata è la dimostrazione che, in un’epoca di cambiamenti dove la gente si è abituata a vivere nell’emergenza, si riesce ancora a fare un gesto vero e concreto di solidarietà. Ogni anno mi dico: “Quest’anno è impossibile, c’è la crisi energetica, la guerra, bollette alle stelle ma poi il tutto si rinnova”. La Colletta riscopre l’aspetto sociale della rinascita, l’aspetto quantitativo di numeri incredibili. Ti fa “ri-vedere” che c’è ancora del bello e del buono in Italia e questa è la dimostrazione di cosa si può fare in una giornata. L’edizione 2022 della colletta ha raccolto, a livello nazionale, 7512 tonnellate di alimenti coinvolgendo 143.300 volontari.

Volontari dell’associazione Banco Alimentare del Veneto ODV impegnati nello stoccaggio del materiale da distribuire.

Difficoltà incontrate?
Direi principalmente il cercare di fare capire quello che il Banco Alimentare non è. Non è un ente ministeriale di controllo che impone regole e norme. Siamo nel 2023 e per offrire qualità, tracciabilità e sicurezza bisogna sottostare appunto a regolamenti imposti dallo Stato e dalla Comunità Europea. Non si può risolvere il tutto come una volta con una stretta di mano. Quindi lo scoglio è far capire alle associazioni che se siamo puntigliosi, precisi, “rompi scatole” è perché siamo garanti di un servizio pubblico ed il nostro è un servizio di qualità. Il bene deve essere fatto bene.

Uno sguardo ai poveri e alla povertà, a queste persone spesso invisibili ai nostri occhi.
Forse le persone hanno nella mente l’immagine del povero associata al “senzatetto” che vive per strada, e certamente il povero è anche quello. Istituzionalmente in Italia il povero è colui che ha un ISEE inferiore ai 6mila euro, e nel Veneto, nel ricco Nord-Est, sono 85mila. Esistono però anche altre realtà di povertà, persone che improvvisamente perdono il lavoro o che hanno situazioni di difficoltà: non sono ufficialmente poveri ma hanno comunque bisogno di aiuto.

Obiettivi futuri?
L’obiettivo è quello di far aumentare il numero di giovani tra i nostri volontari, in modo da abituare le nuove generazioni alle tematiche di lotta alla povertà, di lotta allo spreco e alle eccedenze alimentari. Far crescere nei giovani la sensibilità verso l’altro anche per dar modo alla “macchina” del Banco Alimentare di continuare ad operare anche dopo di noi e degli attuali 200 volontari. Un altro obiettivo è l’ampliamento della nostra rete per dare la possibilità anche ad altre città di usufruire del servizio del Banco Alimentare. È in corso lo sviluppo di un magazzino a Pianiga nel veneziano ed uno a Montegaldella in provincia di Vicenza.

Il suo sogno?
Il sogno è quello… di chiudere il Banco Alimentare! Questo vorrebbe dire che si è lavorato talmente bene, volontari e dipendenti, che si è riusciti a sensibilizzare il territorio fino ad arrivare al punto che non ci sono più richieste e non sono più necessarie le associazioni che aiutano i bisognosi. E’ un grande sogno, forse un’utopia, ma sono i sogni che mettono in moto le carovane.

Come fare per contribuire e come rendere il gesto del donare un qualcosa di più?
Veniteci a trovare per vedere dove è andato il cibo donato. Vedere cosa ha fatto di concreto quel piccolo gesto, posso assicurare, vale più di centomila parole o video.

Davide Rudari
Nato a Bussolengo nel 1974, risiede da sempre a Corte Salvi, tra Lugagnano e Verona. Sposato con Chiara ha un figlio di nome Emanuele. Analista programmatore presso il Banco BPM. E’ appassionato di tecnologia, computer, fotografia, di manga/anime. Nel tempo libero gioca (male) a tamburello e segue con passione la squadra della propria contrada A.T. Salvi per la quale è segretario fotografo e reporter. Amante del freddo e dell’inverno, della buona cucina e delle persone che ridono di gusto.