“Il mio contributo politico a beneficio del territorio”. Vanna Ghini, nuovo consigliere del Comune di Sona

Il seggio vacante a seguito delle dimissioni a inizio ottobre dell’ex Consigliere di minoranza Flavio Bonometti, candidato sindaco nel 2018 con la lista di Progetto Comune e sostenuto dal partito Lega – Salvini premier, è stato occupato dalla leghista Vanna Ghini, che ha fatto il suo ingresso ufficiale in Consiglio comunale lo scorso 14 ottobre.

Nonostante abiti a Verona dal 2014, Ghini ha vissuto a Lugagnano per quindici anni: “Conosco e frequento il territorio dagli anni ’90 – si presenta Vanna in Consiglio comunale –, ancora quando non c’era la Grande Mela. E ricordo bene i campi e le distese di coltivazioni di pesche dove oggi sorge la zona industriale. Qui ho iniziato il mio percorso in Lega – continua Ghini – e sono tuttora una militante, e non perché ho una tessera, ma per essere sempre stata sul territorio, tra gazebi, mercati e a contatto con i cittadini. Il mio esempio è la buona amministrazione del grande presidente Luca Zaia”.

Non mancano, inoltre, riferimenti alla campagna elettorale del 2018: “Mi sono battuta molto sui temi cari alla Lega, ma anche su proposte costruttive, ed è da qui che voglio riprendere”.

E da questo punto inizia la nostra intervista.

Quali saranno i temi su cui si focalizzerà per portare il suo contributo?
Come richiamato in campagna elettorale, mi piacerebbe portare il mio contributo sui servizi logistici, quindi i trasporti. Il nostro Comune, infatti, almeno fino alla Grande Mela, è tagliato fuori da una linea di trasporto veloce rispetto ad altri punti della provincia; basti pensare a certe linee di autobus urbani che raggiungono San Giovanni Lupatoto e San Pietro in Cariano. Sona è collegata alla città dalla linea extra-urbana, ma gli orari sono quello che sono, soprattutto al sabato; e alla domenica non sono previste corse.

Anni fa, però, una linea urbana che congiungeva Lugagnano a Verona c’era, era il 33.
Esatto, è nato durante l’amministrazione di Gualtiero Mazzi, quando anch’io un po’ collaboravo dietro le quinte. Il progetto del 33, tuttavia, è nato malissimo, perché prima di arrivare a Lugagnano faceva un percorso molto lungo, non conveniente dal punto di vista delle tempistiche e per di più con un contributo economico non indifferente da parte del Comune.

La soluzione, dunque, quale sarebbe?
A seguito delle varie ordinanze anti-smog, la tendenza all’uso del mezzo pubblico sarà sempre maggiore, ma l’incentivo maggiore è renderlo più conveniente in termini di tempistiche. Nella scorsa campagna elettorale, infatti, con Matteo Pressi, delegato ai trasporti in Provincia, abbiamo proposto l’attivazione di una linea urbana a costo zero per il Comune che collegasse il centro di Verona, passando per San Massimo, con Lugagnano, almeno fino alla Grande Mela. E l’idea era di potenziare anche l’extra-urbano nei confronti delle due province più lontane, Palazzolo e San Giorgio, passando per Sona. Poi con le elezioni comunali le cose sono andate diversamente.

Ci sono altri elementi logistico urbanistici del Comune che le piacerebbe valorizzare?
Mi sono battuta molto per la pista ciclabile verso la Grande Mela, non solo per una questione di sicurezza stradale, ma anche per le ricadute economiche virtuose che può comportare per tutto il territorio. Sono molto contenta che questa sia in fase di realizzazione (l’opera sarà realizzata entro il 2021, NdR). Così vale anche per la rotonda al Bosco di Sona, che rappresenterà un beneficio per tutta la cittadinanza.

Per quanto riguarda, invece, le realtà economiche?
Al di là dei fattori urbanistici, nutro una forma di sensibilità verso le problematiche dei commercianti locali, a cui ho dato un contributo dal punto di vista operativo-burocratico anche quando non ero ancora stata eletta Consigliere.

Cioè?
Alcuni miei contatti hanno vissuto delle difficoltà relativamente all’ampliamento dei plateatici durante l’emergenza Covid. Mi sono, pertanto, attivata contattando alcuni membri dell’amministrazione comunale al fine di sciogliere i nodi burocratici che bloccavano le pratiche. Non è la tessera del partito che qualifica un politico, ma il proprio modo d’essere e la propria disponibilità nei confronti della cittadinanza. E ciò che mi contraddistingue è tenere buoni rapporti con tutti.

Lei stessa, però, al Consiglio comunale del 14 ottobre ha affermato di aver dato “parecchio filo da torcere all’attuale maggioranza”.
Vero, ma non ho mai alimentato attacchi personali. Gli scontri sono avvenuti solo sui temi e nel merito di alcune questioni, come il campo nomadi, ad esempio. Nonostante ciò, al mio primo Consiglio comunale sono stata accolta benissimo e, aggiungerei, forse anche con un velo di speranza, probabilmente perché finora non c’è stata un’ottima collaborazione con la minoranza.

Più di due anni fa una parte dell’elettorato leghista lamentava nei confronti del partito in Consiglio una scarsa presenza sul territorio e un eccessivo ancoraggio a temi nazionali e ideologici. La situazione, a suo avviso, era realistica o è cambiata?
Secondo me, in questi due anni e mezzo la situazione è rimasta piuttosto invariata, dato che, nonostante non fossi presente in Consiglio, sono stata cercata molto da concittadini sonesi in merito a tematiche del territorio. Inoltre, il nuovo commissario della sezione di Sona è subentrato da poco (la nomina del Deputato Vito Comencini come commissario è avvenuta a inizio agosto 2021, NdR), ed è difficile mettere subito in atto novità e cambiamenti. Ma sono sicura che prima o poi avverranno.

In Consiglio comunale quanto spazio c’è per tematiche ideologiche ed etico morali? È una questione che trova spesso riscontro nelle cronache politiche del nostro Comune, ma anche in città vicine come Verona.
Si tratta di temi nazionali e che, pertanto, vengono regolamentati dal Parlamento e nelle opportune sedi istituzionali. Se, appunto, le disposizioni provengono dall’alto, l’amministrazione locale non può legiferare sull’argomento. Al massimo si può optare di appoggiarsi all’attività politica di un parlamentare per far sentire la propria voce nelle sedi opportune, ma senza presentare mozioni in Consiglio comunale.

Secondo lei, qual è la ricetta per colmare queste mancanze?
Credo sia necessario fare rete tra Comuni, rafforzare il coordinamento con le altre sezioni della Lega. Il partito, infatti, non è solo il Consiglio, ma è molto più ampio: non riguarda solo l’amministrazione del territorio comunale, ma si inserisce anche in una dimensione provinciale, regionale e nazionale. Il mio contributo si concretizzerà anche in questo senso, ossia di collaborare e aiutare la maggioranza comunale nel coinvolgere politici regionali, nazionali ed europei su tematiche del territorio.

A proposito di logiche partitiche, ha fatto molto rumore il passaggio di Mattia Leoni al gruppo Verona Domani per Sona. Un atto politico che ha sollevato perplessità anche all’interno del vostro gruppo.
A parte il fatto che non è una novità all’interno del panorama politico locale, come a Verona, dato che l’appartenenza partitica a livello nazionale non corrisponde con quella locale; e nessuno ha mai sollevato polemiche o problemi. Inoltre, non appartiene alle mie corde sollevare polemiche su argomenti come questo che non incidono sull’amministrazione del Comune, ma che rientrano nelle dinamiche dei singoli gruppi. Credo sia prioritario concentrarsi sul territorio, mantenendo coerenza con il programma proposto.

Anche in previsione delle prossime elezioni comunali, il gruppo della Lega potrà costruire un ruolo insieme al neo costituito Fratelli d’Italia?
Io conosco i membri del gruppo di Fratelli d’Italia di Sona e con tutti sono in buoni rapporti personali, al di là delle logiche di partito. Sono convinta, comunque, che la Lega debba collaborare con FdI e costruire un centro destra unito.

Richiamando la seconda parte della denominazione della sua lista, “Salvini premier”, ritiene che, passato il semestre bianco, sia necessario sciogliere le Camere aprire la partita del voto – con il suo auspicio, appunto, che Matteo Salvini possa diventare il nuovo premier – o proseguire con l’attuale Governo fino alla fine della legislatura?
Nonostante più volte sia stata sollevata invano l’esigenza di andare a votare anche da parte di Matteo Salvini, credo che ora la cosa migliore sia di rimanere al Governo e avanzare, per quanto possibile, le proposte del partito.