Il Libro. “Tre nomi” di Florence Knapp. Quando un nome è un destino

Book cover for 'Tre Nomi' by Florence Knapp; a child with a backpack sits on a teal edge against a mustard yellow background.

La Recensione

Quanto incide un nome sulla vita di una persona? Come suggerisce il titolo, il nome non è solo un’etichetta, ma un destino. Il romanzo dell’esordiente Florence Knapp esplora cosa succede quando l’identità di una persona viene frammentata e ridefinita attraverso “tre nomi”, tre alternative differenti.

La vicenda, ambientata tra la fine del Novecento e gli anni Duemila, coprendo un arco di quarant’anni, inizia quando Cora Atkin, la protagonista, ha appena partorito il suo secondo figlio e deve recarsi all’anagrafe per registrarne il nome.

Tentenna perché quello che il marito ha deciso per il piccolo, cioè Gordon, trasmesso per generazioni dalla famiglia paterna, non la convince. Non le piace perché si tratta dello stesso nome che porta il marito e Cora si domanda se voglia davvero chiamare ogni giorno il suo bambino come l’aguzzino che la picchia e la umilia con costanza.

Lei vorrebbe registrarlo come Julian, ma sa che questo scatenerebbe l’ira del padre del bambino. La figlia, che l’accompagna verso l’ufficio comunale, fantastica di chiamarlo addirittura Bear.

Un po’ come avviene per il film “Slinding doors”, da questo momento partono tre storie differenti, che si alternano in tutti i capitoli del libro: una legata alla scelta più tradizionale del nome Gordon, una a quella in linea con i desideri di Cora, cioè Julian, e una basata sulla scelta bizzarra di Bear, voluto dalla figlioletta.

Gordon, Julian e Bear sono tre possibili storie diverse e parallele, di cui l’autrice si serve per spiegarci come certe scelte siano fondamentali e come possano influenzare profondamente la vita delle persone. Qui si tratta di Cora, nello specifico, vittima di violenza domestica, e del destino dei suoi due figli, che subiscono le conseguenze psicologiche degli abusi perpetrati sulla loro mamma dal padre, medico stimato e apparentemente irreprensibile.

L’autrice ci racconta tre vicende con esiti diversi, dove non è così scontato salvarsi o riuscire a convivere con gli spettri del passato. Il lettore è obbligato ad interrogarsi su quanto il nostro passato e le decisioni altrui pesino su ciò che siamo diventati, ricordandoci che, sebbene non possiamo scegliere dove nascere, il nome che diamo alle cose (e alle persone) è il primo passo per definire la nostra realtà.

“Perché domani – se arriverà il mattino, e la tempesta si cheterà – Cora registrerà il nome di suo figlio. O forse, e questa è la sua vera preoccupazione, ufficializzerà chi diventerà”.

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La scheda

“Tre nomi” di Florence Knapp, Garzanti, 2026, pp.320.

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Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Insegna presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.