Il libro: “Stagioni” di Mario Rigoni Stern, passare attraverso le età della vita, stagione dopo stagione

La Recensione

Leggere “Stagioni” di Mario Rigoni Stern significa partire per un viaggio nell’animo di un grande narratore, immergersi completamente nel suo mondo, entrare a stretto contatto con ricordi intrisi di nostalgia e di infinito amore per la natura, che coi suoi ritmi scandisce le età dell’uomo, l’avvicendarsi di diversi stati d’animo influenzati dal passaggio delle stagioni.

Le prime pagine narrano l’inverno in montagna, dove la neve è la cifra che accomuna il suo presente e il suo passato, quello di soldato. Poi il ghiaccio si scioglie e arriva la primavera, con il risveglio di piante ed animali, con i ricordi di una ritrovata libertà. L’estate è breve e intensa, mentre l’autunno, oltre alle battute di caccia, porta con sé una sottile malinconia, mentre le foglie cadono e i camini riprendono a fumare.

“Stagioni” di Mario Rigoni Stern, edizioni Einaudi

Rigoni Stern ci trasmette la gioia delle cose semplici: una passeggiata solitaria in un bosco, ascoltando il fruscio delle foglie mosse dal vento e i versi degli uccelli, l’osservazione delle bestie selvatiche, l’alternarsi dei periodi di rinascita della natura a quelli in cui essa riposa, un pasto vicino al calore della stufa.

In mezzo a queste suggestioni affiorano istantanee che lo mostrano bambino sull’Altopiano di Asiago, soldato durante la guerra, insieme ad amici e familiari, durante le vacanze o in mezzo ai boschi. E’ la visione di un uomo ormai anziano, che guarda indietro con nostalgia ed orgoglio al suo cammino, consapevole di aver pienamente vissuto tutte e quattro le sue stagioni. Ha combattuto, ha sofferto, ha amato e ha sempre trovato serenità nella sua montagna, nel silenzio della natura, capace di ristorare, di dare un senso, di stabilire ruoli e grandezze.

Dalle pagine di questo breve libro di racconti, riflessioni e memorie, emerge tutto il rispetto per un mondo che per molti è lontano, indecifrabile, fatto di riti e tradizioni ormai dimenticati. Per apprezzarlo davvero, sarebbe consigliabile poterlo leggere in mezzo al verde, in un luogo poco rumoroso, magari centellinandolo sera dopo sera, gustandosi ogni preziosa parola, dotata di rara sensibilità e delicatezza.

Così una dolce malinconia ti prende, la melanconia dell’autunno, e sotto un larice, all’asciutto, cerchi anche tu un luogo dove accucciarti per meditare sulle stagioni della tua vita e sull’esistenza che corre via con i ricordi che diventano preghiera di ringraziamento per la vita che hai avuto e per i doni che la natura di elargisce. […] Una mattina di dicembre vedrai il cielo uniformemente grigio,le montagne dentro le nuvole, i boschi più scuri e,da una catasta di legna, schizzar via lo scricciolo.Il suo campanellino d’argento ti dirà prossima la prima neve.

La Scheda

“Stagioni” di Mario Rigoni Stern, Einaudi, 2016, 116 pp.