Il libro: “L’amore che mi resta” di Michela Marzano. La perdita di un figlio, l’amore di una madre

La Recensione

Nessuno dovrebbe mai vivere l’immensa tragedia della morte di un figlio.  Perdere un genitore, un marito, una moglie, un fratello, un amico è terribile, ma perdere un figlio è contro natura.

Daria è una donna di mezza età, che vede morire  Giada, sua figlia adottiva, nel modo peggiore: Giada si toglie la  vita nella casa in cui convive col fidanzato.

E’ nata nel 1986 a Roma e data subito in adozione a Daria, una donna che non è riuscita a rimanere incinta ma che desidera tanto divenire madre e ha perciò deciso con il marito di sottoporsi al lungo iter di idoneità all’adozione, di fare un gesto straordinario ma anche delicatissimo nei confronti di un altro essere umano. Ci è riuscita e le è stato concesso di crescere, di legarsi, di amare una bimba di sei mesi, che non ha portato nel suo ventre  ma che qualcuno ha abbandonato presso il Policlinico della capitale: Giada. Tuttavia il suo amore, le sue attenzioni, la sua protezione non bastano perché la figlia continua a tormentarsi in segreto, a pensare ossessivamente a chi l’ha rifiutata, a chi ha deciso di scartarla, di disfarsi di lei.

“L’amore che mi resta” affronta due temi: la morte di un figlio, in questo caso causata dal gesto estremo del suicidio, e la delicata condizione della maternità adottiva.

Quello della Marzano, filosofa e professore ordinario all’Universitè Paris Descartesa, è un libro dallo stile molto asciutto e dai capitoli brevi, in cui si avverte tutta l’angoscia, il dolore e l’amore che legano una madre ad un figlio, un figlio ad una madre. Si tratta di un libro dai contenuti forti ma pieno di umanità, di ricerca di senso. Un romanzo che probabilmente solo chi ha perso un figlio e convive con il vuoto da lui lasciato potrà capire fino in fondo, ma che ha molto da dire a ciascuno di noi a proposito delle relazioni familiari, della ricerca delle origini, di ciò che di irrisolto ci portiamo dentro.

L’importante è accogliere. È questo l’amore. Che non ripara niente, ma accetta. Non basta mai, ma soccorre.
Il mio errore è stato quello di pensare che il mio amore ti avrebbe salvata, esattamente come il tuo arrivo aveva
salvato me. Ma nessuno salva nessuno, nemmeno tu potevi salvarmi, dovevo solo fare la pace dentro.

La scheda:

Michela Marzano, L’amore che mi resta, Einaudi, 2017, pp.235.