Il libro: “La boutique del mistero” di Dino Buzzati. Il meglio dei suoi racconti, sospesi tra il reale e l’immaginario.

La Recensione

Lo scrittore, giornalista e pittore Dino Buzzati, nato a Belluno e traferitosi in gioventù a Milano, si può considerare a buon diritto uno dei migliori autori di racconti della letteratura italiana, pur avendo brillato anche nel campo del romanzo. “La boutique del mistero”, al pari di un negozio raffinato di capi non in serie e non per tutte le tasche, è una raccolta di trentuno racconti straordinari, probabilmente i migliori della sua produzione, che niente hanno a che vedere con la merce dei grandi magazzini.

Buzzati in questi brevi scritti sonda costantemente il mistero che avvolge l’uomo moderno, la sua alienante condizione di vita, le incertezze, i paradossi, il senso costante di attesa e la solitudine, che ne sono i tratti principali e caratterizzanti. Temi dominanti sono l’incessante scorrere del tempo, come si può ravvisare in “Sette piani” o ne “I sette messaggeri”, ma forte è anche il senso di catastrofe incombente, di sciagura, di morte, come ne “Una goccia”. Le atmosfere sono spesso allucinate, surreali, misteriose, appunto, come ricorda il titolo della raccolta. Il lettore all’inizio crede di trovarsi di fronte ad una situazione verosimile, invece pian piano viene spiazzato da una trama che diventa sempre più irreale, in un’atmosfera pian piano più indefinita, come ne “Il colombre”.

I racconti dello scrittore bellunese ci invitano a riflettere sulla condizione umana, sulla sua precarietà, sul fine di un’esistenza che spesso all’uomo sfugge, attraverso un linguaggio nel complesso semplice, fatto di parole quotidiane, ma capaci nello stesso tempo di suscitare tensione ed inquietudine crescente nel lettore. Anche se il tono della narrazione è pessimista, l’angoscia e il senso di perdita sono spesso stemperati da struggente tenerezza, come nello splendido “Inviti superflui”.

Non si può poi non rimanere stregati dalla inesauribile fantasia che l’autore riversa nella costruzione di trame e personaggi, per non parlare delle illustrazioni. Non tutti sanno infatti della sua vocazione artistica e che alcuni racconti furono da lui personalmente illustrati.

Il fatto è questo, io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa, le mie pitture quindi non le può prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie.  

Leggendo queste parole di Buzzati, risulta pertanto molto chiara ed interessante la scelta della Biblioteca di Sona di aderire a “Il Veneto Legge”, iniziativa che il 29 settembre vedrà tutta la Regione coinvolta in una maratona di lettura, con lo scopo di approfondire autori veneti e a condividere il piacere di leggere. Sona ha deciso di mettere al centro della serata proprio La boutique del mistero di Dino Buzzati. Attorno ai trentuno racconti verrà allestita una mostra collettiva,  formata da trentuno opere di altrettanti artisti.

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. (“Inviti superflui”)

La scheda:

“La boutique del mistero” di Dino Buzzati, Mondadori, 1968, pp.208.