Il libro: “Il rumore dei tuoi passi” di Valentina D’Urbano. Una storia d’amore non convenzionale

La Recensione

Questo romanzo parla di povertà, del nascere e crescere in mezzo al degrado di un quartiere di periferia di una metropoli italiana. Il rione in questione viene chiamato Fortezza perché tutti quelli che vi vivono sono in un certo senso separati dagli altri per mezzo di alti muri, che non proteggono ma isolano.

Sono i muri dell’ignoranza, dell’indigenza, della noia e del vuoto, dell’assenza di prospettive, dei luoghi dove le istituzioni non entrano, dove regna sovrana l’omertà, ma dove è anche possibile imbattersi nell’umanità più vera, in quella solidarietà primitiva che accomuna i disperati. Ci abita gente che è stata costretta fin da piccola a vivere a contatto con i criminali, con persone appena uscite di prigione, che considerano “infami” i poliziotti; ci risiedono famiglie composte da tossicodipendenti ed alcolizzati, che sopravvivono con miseri aiuti sociali, con lavoretti in nero e altri espedienti illegali.

Si conoscono qui, nei cosiddetti “anni di piombo”, perché vivono nello stesso condominio malandato, Beatrice ed Alfredo, che fin da piccoli diventano inseparabili, pur amandosi un giorno e odiandosi quello dopo, al punto che da tutti vengono chiamati “i gemelli”.

Non sono fratelli di sangue ma è come se lo fossero: fanno tutto insieme, ridono e un attimo dopo si azzuffano, sono gelosissimi l’uno dell’altro. Bea e Alfredo si rendono conto crescendo che la Fortezza è una trappola, una gabbia da cui è possibile uscire solo avendo avere grande forza e fortuna, perché la noia ti mangia, la voglia di fare soldi facili sorpassa quella di studiare e cercare un lavoro vero, che tanto quelli del quartiere in cui vivi sembrano avere un marchio in fronte e nessuno li assume facilmente.

E allora “i gemelli” si aggrappano al loro rapporto, che si trasforma in qualcosa di più di un’amicizia. Quando sono ormai più che maggiorenni, però, qualcosa si spezza definitivamente, li divide, li allontana, risucchia la speranza, l’energia, la luce negli occhi di Alfredo e di Beatrice.

La storia disperata di questi due ragazzi entra dentro, coinvolge profondamente, toccando drammi come l’alcolismo e la droga, piaghe sociali che ancora oggi distruggono famiglie, amicizie, amori. “Il rumore dei tuoi passi” mette a contatto con una realtà che non riguarda solo le minoranze, ma è la situazione in cui vivono molte persone semplicemente indigenti, in ghetti che rappresentano vere e proprie prigioni all’aria aperta, perché le sbarre che impediscono di avere un futuro e di aspirare alla felicità non sono solo quelle di ferro che delimitano la cella di un carcere.

 I muri non servono a niente quando è da noi stessi che dobbiamo difenderci.

La scheda

“Il rumore dei tuoi passi” di Valentina D’Urbano, Longanesi, 2012, pp. 319.