Il libro: “Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute” di Piero Angela. L’autobiografia del divulgatore scientifico più amato

Piero Angela durante la trasmissione televisiva 'Che tempo che fa'. Milano, 24 Maggio 2015. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

La Recensione

L’autobiografia di Piero Angela, l’uomo che attraverso la TV ha permesso alla scienza di entrare nelle case degli italiani, è davvero una lettura piacevolissima e coinvolgente, grazie anche ad uno stile caratterizzato da sobria eleganza, doti che contraddistinguono la personalità del famoso divulgatore scientifico, almeno per quello che di lui abbiamo capito seguendolo per tanti anni in televisione.

Accanto a capitoli dedicati a brevi curiosità sulla storia della RAI, alla genesi di programmi come Quark, SuperQuark o La macchina meravigliosa, ce ne sono altri, numerosi ed interessantissimi, legati alla sua vita privata.

Grazie ai tanti aneddoti, Angela ci racconta un’Italia che non c’è più, in particolare gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, quelli in cui la nostra Nazione stava per affrontare il secondo conflitto mondiale. Il novantenne Piero Angela, che all’epoca era un bambino figlio di un importante medico di Torino, ci racconta l’epoca fascista, la fame, le bombe e soprattutto il tentativo di suo padre Carlo, di professione neurologo, di proteggere alcuni ebrei durante la Shoah nella casa di cura per malattie mentali in cui lavorava, falsificandone le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero. Per le azioni compiute, nel 2000 gli fu conferita alla memoria la Medaglia di “Giusto tra le Nazioni”.

Piero Angela non è solo un giornalista, un geniale inventore di programmi scientifici ed un altrettanto abile conduttore; nella sua autobiografia apprendiamo anche il notevole talento musicale, in particolare la passione per il pianoforte e per il jazz. La sigla del suo programma più famoso, “Quark”, è stata scelta da lui ed è “Aria sulla quarta corda” di Bach, nell’interpretazione degli Swingle Singers, che sentì per la prima volta quando risiedeva a Bruxelles. All’epoca tutte le sigle dei programmi tv erano trionfanti, invece attraverso questa melodia il conduttore di “Quark” voleva trasmettere all’ascoltatore calma e distensione.

Non tutti sanno che a Bruxelles e a Parigi Piero Angela, con la moglie Margherita ed i due figli Christine e Alberto, ha vissuto molti anni, quando lavorava come inviato per la RAI. Nel libro si sofferma su molti momenti della sua esperienza europea, paragonando le abitudini e le leggi estere a quelle italiane, soffermandosi con spirito critico sui grossi problemi della mentalità italiana, che ha la tendenza a vedere solo i propri diritti e poco i doveri. Angela, soprattutto all’estero, ha avuto modo di incontrare personaggi eccezionali della musica, del cinema, della politica internazionale, facendo esperienze uniche, come quella che visse a Capo Kennedy per il lancio dell’Apollo 11.

Leggendo questo lungo e straordinario viaggio del più amato divulgatore scientifico italiano, colpisce che ci racconti la sua straordinaria famiglia e la sua luminosa carriera con semplicità e leggerezza, anche con una certa ironia, senza cedere mai alla vanità e all’autocompiacimento, pur avendone tutte le ragioni.

Piero Angela celebra soprattutto le persone speciali che ha incontrato, che gli hanno offerto l’opportunità di imparare e realizzare i suoi sogni. Questa sua autobiografia, in conclusione, assomiglia molto al geniale modo di fare divulgazione che l’ha reso famoso e stimato ovunque: è piacevolissima perché unisce contenuti interessanti, fatti soprattutto di brevi aneddoti, alla leggerezza narrativa, che da sempre ha caratterizzato i suoi programmi televisivi più famosi e che ha permesso di far avvicinare alla scienza moltissime persone, che da sempre le stavano alla larga perché considerata ostica e noiosa.

Il consiglio che posso dare ai giovani è: nel vostro lavoro, qualunque esso sia, puntate all’eccellenza. Si può sempre fare di meglio: farsi venire un’idea nuova, leggere un libro in più, scoprire un nuovo dato, migliorare una presentazione. Non accontentatevi… Queste cose mi sono state estremamente utili quando ho cominciato a fare divulgazione scientifica. Divulgare infatti vuol dire, in pratica, tradurre dall’italiano in italiano, dicendo le stesse cose in modo chiaro. Un lavoro non sempre facile perché per poter spiegare bene bisogna prima aver capito bene. Anche qui non bisogna mai accontentarsi, ma cercare sempre l’esempio azzeccato, l’immagine illuminante, per mantenere il livello di attenzione e far arrivare meglio i concetti. […] La cultura nel nostro Paese è ancora soprattutto di tipo letterario, filosofico, giuridico, e il pensiero scientifico è molto emarginato. Ancor più lontano dalla nostra cultura è quella che io chiamo, come dicevo prima, “la filosofia della tecnologia”, cioè la capacità di comprendere il ruolo cruciale che ha la tecnologia nello sviluppo sociale ed economico, e l’importanza di riuscire a governare i processi in modo consapevole e illuminato. Questo non sta avvenendo nel nostro Paese.

La Scheda

“Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute” di Piero Angela, Mondadori, 2017, pp.224.