La Recensione
D’estate capita spesso di leggere più volentieri romanzi gialli e con “I luoghi infedeli” si va sul sicuro: il coinvolgimento è infatti assicurato, grazie al ritmo sostenuto, allo stile scorrevole e allo scavo psicologico che lo caratterizzano. Il poliziesco della scrittrice irlandese Tana French indaga nel passato di una famiglia, nelle colpe e nelle ferite mai rimarginate.
Il protagonista è Frank Mackey, detective della polizia sotto copertura, che da quella famiglia poverissima e infelice è scappato, dopo una notte che gli ha cambiato irrimediabilmente la vita per sempre. A diciannove anni la sua ragazza, Rosie, non si è presentata all’appuntamento per fuggire insieme da Dublino alla ricerca di un futuro insieme, all’insaputa dei genitori. Convinto di essere stato abbandonato e tradito, Frank ha tagliato i ponti con tutti, diventando un infiltrato, ma continuando a chiedersi il motivo per cui Rosie gli avesse spezzato il cuore.
Il romanzo inizia ventidue anni dopo, quando il passato bussa alla porta e non può più essere ignorato: in una casa diroccata del quartiere in cui viveva da ragazzo, viene ritrovata la vecchia valigia di Rosie. Dentro ci sono ancora i suoi vestiti e, soprattutto, i biglietti del traghetto. Quindi Rosie non era partita da sola e, soprattutto, non lo aveva abbandonato.
Frank Mackey viene prepotentemente richiamato ad indagare sul mistero che avvolge la scomparsa di Rosie Daly. La ragazza è viva o è morta? Cosa è davvero accaduto quella sera di ventidue anni prima? Per scoprire la verità, Frank è costretto a tornare a casa, a Faithful Place, il quartiere popolare in cui continuano a vivere i suoi genitori e alcuni dei suoi fratelli, ai quali non ha mai presentato sua figlia nè la sua (ex) moglie e dove gli sbirri vengono guardati con sospetto.
Per risolvere il giallo deve fare i conti con familiari e vicini di casa, deve ritornare alle vecchie ferite, a quel mondo che ha cercato disperatamente di dimenticare per provare a se stesso che non era come loro, che era migliore.
Tana French dimostra che l’ambiente in cui si cresce inevitabilmente ci plasma, incide sulla nostra personalità e anche sul nostro futuro. Frank impara, mentre si svolge l’indagine, che non può scappare da se stesso e, quindi, dalla sua famiglia d’origine. Solo affrontando i rancori e le paure potrà capire, rimettere insieme i pezzi e trovare pace. Non può vivere di menzogne, ma deve guardare in faccia la realtà.
Lei aveva scritto “giuro che un giorno tornerò”, e io le avevo creduto per ventidue anni. Mentre dormivo con la sorella del rockettaro maleodorante, mentre frequentavo bellezze allegre e temporanee che avrebbero meritato di meglio, e anche mentre ero sposato con Olivia e fingevo di appartenere a un luogo come Dalkey, io avevo aspettato di vedere Rosie Daly entrare dalla porta, da ogni porta.
La Scheda
“I luoghi infedeli” di Tana French, Einaudi, 2011, pp.413.
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