Il libro: “Dentro soffia il vento”. La storia di una “strega” capace di guarire le ferite dell’anima

La recensione

A Saint Rhémy, un minuscolo borgo delle Alpi valdostane, vive una comunità di montanari schivi, con il volto e l’anima provati dalla durezza e dalla fatica. Un bosco confina con il villaggio e qui vive sola la protagonista del romanzo, Fiamma, che in paese tutti reputano una “strega”, tenendosene bene alla larga di giorno, ma venendola spesso a cercare di notte, quando nessuno vede, per farsi curare con i portentosi decotti che prepara grazie all’incessante raccolta di erbe e fiori della valle.  La comunità la detesta, la considera l’incarnazione del Diavolo per i suoi lunghi capelli rossi, per l’aria furtiva con cui si aggira nei dintorni e per il fatto che vive in totale solitudine in un capanno nel bosco, orfana. L’unico amico che Fiamma abbia mai avuto è il giovane Raphael, che purtroppo è morto di recente al fronte. Non le resta nessuno, se non un vecchio insegnante che conosceva sua madre, Lucien, il quale ogni tanto allevia la sua malinconia portandole dei libri da leggere.

Le cose cambiano quando al borgo arriva un nuovo curato di Roma, don Agape, il quale si ritrova catapultato in un ambiente ostile e sconosciuto, dove non riesce subito a conquistarsi la fiducia degli abitanti, diffidenti per natura. Proprio lui, forse perché nuovo del posto e privo di pregiudizi, riesce a guardare con occhi diversi la giovane “strega” dei boschi. Con occhi differenti Fiamma è osservata anche da Yann,il fratello maggiore di Raphael, pieno di rabbia nei confronti della vita e indissolubilmente legato alla “strega” del bosco per più di un motivo.

La storia della Diotallevi ruota intorno ad un paesino sperduto, ostile come l’aria gelida da cui è sferzato in ogni stagione, pieno di superstizioni, cieco nei confronti di chi chiede aiuto, che ha bisogno di riversare la sua insoddisfazione e il suo odio su un capro espiatorio, che crede di essere nel giusto solo perché ogni domenica si reca in Chiesa, ma fa finta di non vedere una ragazzina che vive al freddo nel bosco, emarginata e sola.

Sembra di sentirlo il gelo pungente che si infiltra tra le finestre delle case di Saint Rhémy, il rumore della neve che cade, il profumo delle bacche e dei fiori di camomilla, gli odori speziati che escono dai barattoli, con cui Fiamma prepara le sue pozioni per curare le ferite del corpo ma anche quelle dell’anima. Sembra di avvertirlo il bisogno d’amore, la passione che si agita dentro la protagonista come un incendio, come il rosso dei suoi capelli selvaggi.

“Prima non avevate nessuna certezza”. “Non ne ho nemmeno adesso, tranne una: non si è soli in questa vita. Siamo sempre parte di qualche cosa, ed è quel qualcosa che spesso ci salva, anche da noi stessi”.

La Scheda

“Dentro soffia il vento” di Francesca Diotallevi, Neri Pozza, 2016, pp.222.