Il libro. “Demon Copperhead” di Barbara Kingsolver, un David Copperfield moderno

Il Libro

“Sono grata a Charles Dickens per avere scritto David Copperfield, l’appassionata critica allo Stato che non è in grado di provvedere ai suoi cittadini più fragili e ai dannosi effetti prodotti sull’infanzia da tale situazione. Quei problemi persistono ancora. Nell’adattare il suo romanzo al mio luogo e al mio tempo, lavorando per anni in compagnia della sua indignazione, inventiva ed empatia, sono arrivata a considerarlo il mio amico geniale.”

Attraverso queste parole Barbara Kingsolver ci chiarisce il legame tra il famoso romanzo di Charles Dickens e il protagonista del suo romanzo, Demon Copperhead, di cui conosciamo la storia fin dal primo giorno di vita, quando la madre diciottenne lo mette al mondo, da sola, in una casa mobile in una sperduta località agricola degli Appalachi meridionali, tra alcool e droghe varie. Tutto gioca contro di lui, eppure sopravvive, trascorrendo un’infanzia e una giovinezza tremenda, provando sempre e ovunque fame, soprattutto d’amore.

Si tratta di una lettura emotivamente impegnativa, perché scava nella miseria umana e nella società statunitense in modo lucido e feroce attraverso gli occhi di un bambino invisibile. La scrittrice fa della sua opera, come già aveva fatto Dickens in compagnia di tanti altri autori del suo tempo, un romanzo di denuncia, il grido di dolore di tutti quei minori orfani, maltrattati e sfruttati dalla famiglia, abbandonati dalle istituzioni.

E così, attraverso il racconto del protagonista, si legge chiara l‘indignazione contro il sistema affidatario americano, dove spesso le famiglie che accolgono i bambini in difficoltà lo fanno solo per denaro, senza che sia verificato o controllato altro.

La denuncia riguarda anche il sistema scolastico statunitense, che non cura abbastanza gli studenti difficili, che finiscono per abbandonare gli studi, schiavi di alcolici e droghe, soprattutto in certe aree depresse.

La denuncia più evidente è quella contro il sistema sanitario, che elargisce con troppa facilità e pochi controlli antidolorifici che diventano dipendenze pericolosissime, da cui non è quasi mai possibile uscire, per lo meno se sei povero e senza una rete familiare e amicale di un certo tipo dietro.

Si tratta di una pandemia silenziosa, che da almeno vent’anni flagella gli Stati Uniti: l’Ossicodone (oxy) e il Fentanyl hanno provocato migliaia di morti. Sono antidolorifici potenti, che promettono di togliere il dolore agli arti o alla schiena, ma in cambio provocano tossicodipendenze che hanno messo in ginocchio intere regioni, con conseguente aumento di criminalità, disoccupazione, prostituzione. Tra 2020 e 2021 gli americani morti di overdose sono stati oltre centomila.

Non essere mai meschino in nulla, non essere mai falso, non essere mai crudele. Io potrò sempre sperare in te. (Ch.Dickens)

La Scheda

“Demon Copperhead” di Barbara Kingsolver, Neri Pozza, 2023, pp.656.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.