La Recensione

E’ uscita da poco in tutte le librerie una nuova biografia dantesca, a cura di Alessandro Barbero. Pare superfluo chiarire la rilevanza letteraria di Dante Alighieri, ma qualche riga invece si può spendere per precisare chi sia il professor Barbero, noto ai più per gli interventi di carattere storico in tv, all’interno della trasmissione SuperQuark.

Oltre ad essere uno storico, i cui studi si legano soprattutto all’epoca medioevale, è anche un docente universitario e scrittore, che deve la sua enorme popolarità all’abilità divulgativa, condita dall’ironia, da una gestualità originalissima e da una voce molto particolare, capaci di rendere le sue conferenze indimenticabili e spassose.

La copertina del libro di Barbero.

Piace così tanto, il professor Barbero, che sono nate varie pagine sui social a lui dedicate e le sue lezioni su YouTube vantano un numero di visualizzazioni impressionanti, se consideriamo che trattano di Guelfi e Ghibellini, delle guerre d’indipendenza e dello Ius Primae Noctis.

In autunno si sono aperte le celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante, avvenuta a Ravenna nel settembre del 1321, mentre il Sommo Poeta si trovava in esilio. All’interno di questa serie di ricorrenze può inserirsi il testo di Barbero, prendendo in esame le varie fasi della sua vita intensa, naturalmente con un taglio storico.

Alla fine del libro è possibile usufruire di un nutrito apparato bibliografico, ma, pur essendo un testo rigorosamente documentato, risulta godibilissimo e non per soli addetti ai lavori. Leggendo i vari capitoli dedicati alla giovinezza di Dante, tra amori e amici, si sorride e ci si diverte, scoprendo per esempio che il poeta fiorentino, dopo aver incontrato l’ineffabile Beatrice tra le vie della città, emozionato e sconvolto dalla potenza dell’amore, si sia ritirato nella sua camera per stare solo e rivivere quel momento, sognando ad occhi aperti la donna che gli sconvolgerà la vita, proprio come qualsiasi adolescente farebbe, in preda ad una cotta.

Barbero racconta la vita politica di Dante, sconvolta dalle sanguinose lotte tra Guelfi e Ghibellini, dalla guerra vera e propria (perché Dante ha pure combattuto), ma anche “sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”, cioè il periodo dell’esilio, compreso il tempo trascorso presso la nostra città, Verona, alla corte degli Scaligeri.

Lo storico riesce a narrare la vita di Dante, che era un uomo del suo tempo, in maniera viva e divertente, facendoci comprendere meglio non solo chi era il Sommo Poeta ma anche come agiva e pensava l’uomo medioevale.

“Biografie di Dante – precisa l’autore – ce ne sono tante, ma in genere sono tutte scritte da italianisti per i quali la vita di Dante è innanzi tutto il racconto di un genio, di un grande scrittore, e sono libri che analizzano la sua opera come può fare uno studioso di letteratura. Io ho fatto un’operazione differente: ho scritto la vita di Dante come se non avesse scritto la Divina Commedia. Ho cercato di ricostruire tutti quegli aspetti della sua vita che sono gli stessi della vita di un uomo del 1200 o del 1300, indipendentemente dal fatto che lui fosse un grande poeta”.

La Scheda

“Dante” di Alessandro Barbero, Laterza, 2020, pp. 361.