Il libro: “Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre” di Benedetta Tobagi

Trama e Recensione

Walter Tobagi morì il 28 maggio 1980 sotto i colpi di arma da fuoco di una formazione terroristica di sinistra, la “Brigata XXVIII marzo”. Questo gruppo “puntò su una creatura mite e sognatrice di un mondo più giusto, che si batteva contro la prepotenza e l’ipocrisia che dominano nella società”, scrisse Enzo Biagi nel 2005. “Walter Tobagi era un cattolico impegnato […] ma era soprattutto un giornalista, uno storico, uno che si occupava della nostra difficile categoria, un uomo buono […]. La sua unica colpa era stata quella di cercare cosa c’era dietro alle Brigate Rosse e che cosa le ispirava, cosa volevano”. Indro Montanelli lo descrive “d’idee socialiste, ma moderate, in tono col suo carattere fermo e mite, con la sua solida cultura, con la sua etica da galantuomo.[…] L’unico motivo che può aver richiamato su di lui le pistole dei killers è la carica che ricopriva, di presidente dei giornalisti lombardi.”

Walter Tobagi scomparve a trentatré, anni lasciando una moglie e due figli: Luca, di sette anni, e Benedetta, di tre. Era troppo piccola, sua figlia, per conservare qualche ricordo di lui, se non qualche flash, qualche lontanissima immagine sfocata.

come-mi-batte-forte-il-tuo-cuoreQuesto libro non è tanto un saggio sugli anni del terrorismo in Italia ma più un’elaborazione del lutto di una delle vittime, Benedetta.

In maniera precisa e toccante, con tanta amarezza ed amore incondizionato, l’autrice cerca di ricostruire chi era suo padre attraverso gli articoli, gli atti processuali, le lettere, i racconti che ne fanno gli amici giornalisti, i familiari, la gente che lo conosceva.

Lo scopo di questa ricomposizione dei pezzi è scoprire chi fosse davvero quell’uomo, in modo da superare davvero la tragedia vissuta e trovare o ritrovare un vero posto nel mondo per sé stessa.

Il titolo del volume, che riprende un verso della grandissima poetessa Wislava Szymborska, non deve trarre in inganno: non si tratta di un libro sentimentale. Benedetta Tobagi riesce infatti a porre in perfetto equilibrio momenti intimi davvero toccanti con una ricostruzione storica precisa, che rende il suo scritto un documento importante per comprendere a fondo la complessità degli anni Settanta in Italia.

Avvicinarsi al dolore fa molta paura, sfiorandolo s’impara a tenersene a distanza, scegliendo vie lunghe e tortuose. Spesso, per scansare gli ostacoli, ci si allontana troppo dal tracciato della propria anima e si finisce per smarrirsi – nel deserto, magari, invece che nella foresta. Si rischia di morire di sete, anziché sbranati dai lupi.
Il cammino verso mio padre era pieno di pietre d’inciampo, era infestato di rovi. Mi avvicinavo e poi mi allontanavo un passo avanti e due indietro, con lo stesso atteggiamento diffidente e circospetto con cui approcciai la soglia della classe in prima elementare e ogni altra novità della mia infanzia. Allora non potevo certo immaginare che a condurmi per mano sarebbe stata la stessa persona che volevo raggiungere.

La Scheda

“Come mi batte forte il tuo cuore” di Benedetta Tobagi, Einaudi, 2009, pp. 302.