Il Gruppo Tempo Libero Anziani di Lugagnano ha riaperto dopo la pandemia: “C’è tanta voglia di quotidianità e di vita”

Lo scorso 25 giugno è stata una data significativa per il Gruppo Tempo Libero Anziani di Lugagnano: ha infatti segnato la riapertura ai soci del circolo, dopo tre mesi e mezzo di chiusura forzata a causa del lockdown.

Oggi incontriamo la Segretaria del gruppo, la vulcanica Mara Cameraria, per farci raccontare come è stata la ripartenza e, soprattutto, come è stata vissuta dai tanti anziani che frequentano il circolo, la fascia purtroppo più colpita dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

I circoli ricreativi, in Veneto, potevano riprendere le proprie attività dal 25 maggio; a cosa è dovuta la scelta di aprire un mese dopo?

Alcuni membri del direttivo, formato da tredici persone, non erano completamente d’accordo sulla decisione di aprire, erano titubanti soprattutto riguardo al fatto che il divieto del gioco delle carte, così tanto amato e praticato dai soci, avrebbe pesato negativamente sull’affluenza di quest’ultimi e di conseguenza sugli introiti del circolo. Durante l’ultima riunione del direttivo però, la maggioranza ha deciso per la riapertura, con la consapevolezza che si sarebbe potuto aprire per accogliere anche solo poche persone. Noi per primi non sapevamo cosa aspettarci dopo quello che era successo nei mesi precedenti.

Il giorno della riapertura, quindi, come è andata?

È stata una bellissima sorpresa, sinceramente non ci aspettavamo una partecipazione così alta. È vero anche, per onor di cronaca, che durante la quarantena ho ricevuto molte chiamate da parte dei soci, che volevano sapere quando avremmo riaperto; percepivo tanta voglia di ricominciare, di stare finalmente assieme, la stessa che avevo io peraltro e che mi ha motivato in tutti questi mesi a lavorare per l’apertura. Insomma, vedere tutte quelle persone è stata una bella soddisfazione che mi ha riempito il cuore, e anche i miei colleghi più restii sono rimasti stupiti. Il mercoledì successivo all’apertura, grazie anche all’entusiasmo del nostro cuoco Beniamino, impaziente di rimettersi ai fornelli, abbiamo organizzato una risottata a cui hanno partecipato una ventina di persone, tutto svolto nel rispetto delle regole e approfittando del nostro meraviglioso giardino esterno che facilita sicuramente questo tipo di iniziative.

Quali misure di sicurezza avete adottato per adeguarvi alle prescrizioni anti contagio da coronavirus?

Come prima cosa, una settimana prima di aprire, abbiamo provveduto alla pulizia e sanificazione di tutti i locali. All’ingresso del circolo è stato posizionato del gel igienizzante che tutti devono utilizzare, rileviamo la temperatura corporea ai soci che accedono e facciamo firmare loro un registro presenze giornaliero che teniamo con cura, grazie anche all’aiuto di un adolescente volontario, che fa parte del gruppo Scout di Lugagnano, che ci dà una mano nel gestirlo e tenerlo in ordine (io e Mara contiamo insieme le presenze di ieri, ci sono ben 27 firme). Provvediamo poi con costanza a pulire i tavoli che vengono utilizzati, così come i servizi igienici: è un gran lavoro ma lo facciamo tutti volentieri, perché pensiamo sia importante seguire le regole e prodigarsi perché vengano rispettate. Infine, ultimo ma non meno importante, prestiamo particolare attenzione al distanziamento fra le persone. Questo è un punto a cui tengo molto e che mi piace ricordare spesso ai nostri ospiti: abbiamo la fortuna di avere un giardino bellissimo che grazie alla stagione ci consente di goderne a pieno e senza problemi di spazio.

Gli anziani sono ben disposti a seguire le regole imposte?

In generale devo dire di sì, qualche volta è necessario richiamarli all’ordine, soprattutto nella firma del registro che faticano a prendere come abitudine. Sono invece ligi nel lavarsi frequentemente le mani e a mantenere la distanza di sicurezza, ma anche qui vanno seguiti.

Il divieto di giocare a carte è un punto caldo nella ripartenza del vostro circolo, come lo stanno vivendo i soci?

Questo è un tasto dolente! (Mara sorride) All’inizio sembrava un ostacolo insormontabile, alcuni mi dicevano addirittura che non sarebbero venuti finché non fosse stato permesso loro di giocare e che aveva poco senso passare del tempo qui. Pian piano invece questa mancanza si è trasformata in un’occasione per parlare maggiormente fra loro, per approfondire rapporti, confrontarsi, liberandosi anche dal peso di tante settimane in isolamento. Alcune delle persone che all’inizio non venivano hanno quindi ripreso a frequentare il gruppo, con mia grande gioia. Ogni tanto provano a convincermi che giocare a carte si può, che in altri circoli lo permettono, ma io sono ferma nel rispettare le regole e non mi faccio “corrompere”. Proprio qualche giorno fa poi, i più attivi si sono organizzati per sistemare il campo da bocce che abbiamo qui, attrezzandosi per igienizzare le bocce prima e dopo ogni utilizzo; questo mi ha fatto un enorme piacere ed è la prova che con un po’ di pazienza ed impegno possiamo adattarci anche alle situazioni più sfavorevoli.

C’è qualcuno, a parte il discorso carte da gioco, che non frequenta più il circolo per paura del virus?

Direi proprio di no. I primi giorni che sono seguiti alla riapertura, ovviamente l’argomento principale era il Covid-19, la crisi sanitaria che stiamo attraversando e i problemi annessi, ma poi questo è diventato sempre più marginale. Qui c’è tanta voglia di riappropriarsi di una quotidianità negata dai mesi del lockdown, di riprendersi questi spazi da condividere, di stare in compagnia. Si respira un clima sereno e speranzoso anche per il futuro: certo, qualcuno degli anziani ha sofferto magari di più l’isolamento, ma venire qui è stato un modo anche per alleggerire il peso della quarantena e per superare quello che ha vissuto.

Nelle foto la Segretaria del Gruppo Anziani Mara Cameraria presso la sede (Foto Mario Pachera).

Avete intenzione di riprendere le varie attività complementari al circolo, appena la situazione lo permetterà?

Noi speriamo proprio di sì, al momento siamo fermi per esempio con l’utilizzo dei locali e del giardino per festeggiare i tanti compleanni dei bambini, ma anche riunioni familiari, ecc. che si svolgono qui e che rappresenta per noi un’importante fonte di sostentamento. Prevediamo di riprendere a settembre con questo servizio, a meno che non si tratti di ricorrenze a cui partecipino poche persone, ma ci riserviamo di valutare di volta in volta; poi bisognerà comunque fare i conti con la situazione generale, ma siamo positivi. Nel frattempo, abbiamo anche ripreso le riunioni settimanali del Gruppo Alcolisti Anonimi, che si svolgono per ora sempre all’aperto, facilitando così il rispetto del distanziamento sociale.

È di pochi giorni fa la notizia di un nuovo caso di contagio da Coronavirus dopo tante settimane, nel nostro Comune: come è stata appresa la notizia dai soci del circolo?

Ho sentito che ne parlavano fra loro, ma sinceramente non mi sono sembrati particolarmente allarmati o agitati; in generale penso che questa triste notizia abbia ricordato a tutti che il virus non è sparito e che l’unico modo di difenderci è proprio di seguire tutte le regole imposte, senza per questo demoralizzarci ma continuando a supportarci a vicenda.

Personalmente sono rimasta molto colpita dal lavoro immenso che c’è dietro a questo Gruppo ed ho scoperto degli anziani che magari lo saranno anagraficamente, ma per via di spirito e di resilienza hanno solo da insegnare ai più giovani! Complimenti!

Francesca Mutti

About Francesca Mutti

Nata a Verona nel Febbraio del 1976, sono residente a Lugagnano da sempre. Ho conseguito il diploma di maturità artistica al Liceo Artistico statale di Verona e ho lavorato prima in uno studio di architettura e ora in un'azienda proprio a Lugagnano, come impiegata. Sono sposata, ho un figlio e nel tempo libero mi piace coltivare le tante belle amicizie che ho la fortuna di avere.

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