Il fotografo Doisneau in mostra in Gran Guardia e quel misterioso “bacio”

La Mostra

Fino al 14 febbraio 2024 è possibile visitare la retrospettiva allestita in Gran Guardia dedicata al fotografo francese Robert Doisneau. La sua impareggiabile visione sul mondo, rigorosamente in bianco e nero, è frammentata nei 135 scatti esposti, scelti con cura tra le migliaia che ci ha lasciato in eredità.

In passato Verona ha ospitato le opere di artisti del calibro di Elliott Erwitt (scomparso a fine 2023), Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Gianni Berengo Gardin e Tina Modotti per citarne alcuni: è stata la grandiosa stagione culturale – interrotta e mai più ripresa – del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri.

L’Autore

A chi mastica la fotografia d’autore il nome Doisneau non è nuovo: instancabile, prolifico, attentissimo ai guizzi della realtà che si snoda per i vicoli di Parigi e che ci restituisce gli usi e costumi di un’epoca perduta abitata da esseri umani, animali e cose, è considerato un mito e uno dei padri del fotogiornalismo di strada.

Non basta un articolo per raccontare le giornate errabonde e ricche di incontri più o meno fortuiti di quello che fu un vero genio prestato alla macchina fotografica: cinquant’anni di carriera (morì nel 1994 a 80 anni) vissuti appieno tra peripezie ed esperienze lavorative, testimoniati da scritti e aforismi diventati famosi:

“Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia. Spesso è la continuazione di un sogno. Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere. Allora devo andare. Ma non troppo lontano, perché se si lascia passare del tempo l’entusiasmo, il bisogno, la voglia di fare svaniscono”.

La Storia dietro lo Scatto

“Fotografo umanista”, “pescatore di immagini”… Le definizioni hanno sempre l’ambizione di comprimere l’incomprimibile: Doisneau amava Parigi e amava la gente, in particolar modo le scene di vita quotidiana che si consumavano agli angoli delle strade, le coincidenze e gli imprevisti, i gesti romantici e i giochi dei bambini.

In questo contesto si inserisce “Il bacio all’Hotel De Ville” del 1950, il suo capolavoro. Due fidanzati immobili attorno a cui vortica la folla inarrestabile, paradigma delle sensazioni tipiche dell’innamoramento in cui si ritroveranno i più fortunati. Davanti a loro gli spettatori sostano – e sospirano? – sognanti.

È stato un caso o la scena è costruita? Chi sono i due giovani? Fu Françoise Bornet – la “lei” del “Bacio”, venuta a mancare a fine 2023 – a fare chiarezza: Doisneau aveva ricevuto un incarico dalla prestigiosa rivista “Life” e aveva chiesto a una coppia – Bornet e l’allora fidanzato Jacques Carteaux – di posare per lui.

Purtroppo, non è solo il mistero ad ammantare questa storia, ma anche l’amarezza: dato che la fotografia diventava sempre più iconica, negli anni ‘90 diverse persone fecero causa all’autore affermando di essere i protagonisti e di volere una parte dei profitti. Fortunatamente, Bornet conservò a lungo l’originale.

I Tributi

È il caso di dire… “Vive la France”: la nazione è stata la culla della fotografia e ha dato i natali o ha ospitato i migliori “occhi” del mondo, che ispirano professionisti e appassionati ancora oggi. Una patria che sa omaggiare i suoi artisti, ad esempio emettendo curatissimi francobolli in loro onore.

Si veda il foglietto realizzato nel 1999 per i 160 anni della nascita della fotografia (convenzionalmente fissata nel 1839 con la presentazione al pubblico dell’invenzione del dagherrotipo attribuita al Louis Daguerre) i cui proventi andarono alla Croce Rossa. Uno dei dentelli è dedicato proprio a Doisneau.

La Scheda

Il sito con le informazioni sulla mostra
https://www.silvanaeditoriale.it/exhibition/robert-doisneau-verona-gran-guardia

Il sito del Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri
https://scaviscaligeri.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=42705

E un approfondimento sulla interruzione delle sue attività
https://www.ilbacodaseta.org/riscoprendo-il-cortile-del-tribunale-e-il-centro-internazionale-di-fotografia-degli-scavi-scaligeri/

L’emissione francese per i 160 anni della nascita della fotografia
https://www.collectorsweekly.com/stories/110401-celebrating-175-years-of-photography?in=1435-activity

Giulia Nicoli
Laureanda in Giurisprudenza all'Università di Verona, vive a Bussolengo con la famiglia. Dal 2021 è socio scrittore USFI Unione Stampa Filatelica Italiana. Da sempre si interessa di fotografia, filatelia, viaggi e arte.