Il Consorzio di Bonifica e gli Alpini assieme in caso di emergenze idrauliche

Gestire al meglio le emergenze idrauliche: questo lo scopo dell’accordo siglato lunedì tra il Consorzio di Bonifica Veronese e gli Alpini della Protezione Civile. E, visti gli enormi problemi in cui si dibattono anche in questi giorni molte Regioni italiane e pure territori accanto al nostro, il tema è sicuramente di grande attualità.

Il Presidente degli Alpini Bertagnoli con il Presidente del Consorzio Tomezzoli (Foto da L'Arena) 

Interessata dall’accordo la vasta area gestita dal Consorzio, che va dal lago di Garda fino ai confini con le province di Trento, Mantova e Rovigo – Comune di Sona compreso – per un’estensione di circa 14mila ettari.

 

A rappresentare lunedì presso la sede del Consorzio in strada della Genovesa l’Associazione Nazionale Alpini era presente il Presidente Provinciale Luciano Bertagnoli. Il Consorzio era invece rappresentato dal Presidente Antonio Tomezzoli. Presenti alla firma dell’accordo anche Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona, e Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, oltre a Sindaci e Assessori dei Comuni di Oppeano, Bovolone, Dolcè, Nogarole Rocca, Povegliano Veronese, Concamarise e Negrar, che hanno portato all’attenzione alcune situazioni di difficoltà vissute dai loro territori.

 

In base all’accordo, 520 Alpini specificatamente addestrati interverranno in caso di emergenze idriche in affiancamento ai tecnici del Consorzio, soprattutto per l’utilizzo delle idrovore mobili che verranno installate di volta in volta nei punti critici.

 

“Piove sempre di più e sempre più spesso – ha dichiarato il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – e la mappa della pericolosità idraulica si è ampliata. Ben 4000 ettari sono a rischio elevato, un rischio comunque senz’altro più contenuto rispetto ad altre zone venete e italiane, dato che abbiamo pochi fiumi a carattere torrentizio nel nostro territorio”.