Il Consiglio comunale di Sona approva una mozione sulla definizione di antisemitismo

Nella seduta del 29 giugno scorso il Consiglio comunale di Sona è tornato ad occuparsi di temi legati a norme nazionali e questioni internazionali.

Tutto nasce da una mozione del Consigliere di minoranza di Progetto Comune Nicolò Ferrari ad oggetto “Adozione ufficiale da parte dell’Italia della definizione operativa di antisemitismo sancita dall’HIRA”.

Nel presentarla al Consiglio, Ferrari ha spiegato che si tratta di “una mozione per non dimenticare, per ricordare sempre il Giorno della Memoria e per dare un segnale forte di solidarietà a chi quella battaglia l’ha vissuta giorno per giorno in un campo di concentramento, ad esempio la senatrice a vita Liliana Segre, attorno alla quale nei primi mesi dell’anno si sono aperti dei dibattiti politici a mio avviso imbarazzanti”.

“Noi che rappresentiamo le istituzioni – ha proseguito Ferrari – abbiamo un compito importante: abbiamo il dovere di pronunciarci, di alzare la voce per fare in modo che tematiche di questo livello, di questa importanza non vengano mai dimenticate e sottovalutate. Onorare la memoria delle vittime della Shoah è un dovere che non può e non deve relegare la discussione sull’antisemitismo solamente al passato.  L’antisemitismo esiste da molto tempo prima della Shoah. Ancora oggi imperversa nella nostra società ed è spesso alimentato dagli stessi stereotipi anti-ebraici dei secoli passati. Penso all’atto vandalico di Mondovì dello scorso gennaio, ai vili attacchi antisemiti contro la senatrice Liliana Segre, fino ad arrivare alle violente e crudeli uccisioni degli afroamericani. Basti pensare anche al partito di estrema destra della Germania. L’inquietante normalizzazione di questo fenomeno e l’incontrollata escalation che ha portato all’odio on line ha creato un clima di invisibilità attorno a questo fenomeno”.

“Si è dimostrato quindi essere un argomento – ha indicato il Consigliere Ferrari – di attualità, e dovrà esserlo sempre. L’IHRA è un’organizzazione nata nel 1998 per divulgare la conoscenza della Shoah e ha sancito una definizione di antisemitismo, ovvero una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree con ebree e/o le loro proprietà, le istituzioni ebraiche, i luoghi di culto. Inoltre aggiunge che le manifestazioni possono comprendere attacchi contro lo Stato di Israele concepito come collettività ebraica. Quindi l’antisemitismo di frequente accusa gli ebrei di cospirare ai danni dell’umanità dicendo che, se le cose vanno male, è colpa loro; esso è espresso in termini di discorso, pubblicazioni, frasi, azioni, eccetera. Quindi a me piace sempre riportare dei dati quando presento qualcosa e ci sono dei dati da parte dell’Agenzia dei diritti umani dell’Unione Europea che suggerisce che gli abusi antisemiti sono così frequenti da essere considerati normali. Secondo lo stesso studio in Italia il 36 per cento degli intervistati è stata vittima di attacchi antisemiti nei cinque anni precedenti all’indagine. Di questi l’80 per cento ha deciso di non denunciare gli attacchi, perché era convinta che in caso di denuncia non sarebbe cambiato nulla. Quindi direi che sono dati preoccupanti”.

“Da questi dati, quindi, emerge un dato allarmante che richiede riflessioni costruttive sulle possibili soluzioni del problema. Per essere conosciuto e combattuto l’antisemitismo deve essere compreso e come si fa a comprendere un fenomeno? Per me la parola chiave è educazione: è l’ingrediente principale per un cambiamento culturale che si auspica anche nella nostra società. Nelle scuole ad esempio gli insegnanti dovrebbero avere a disposizione strumenti adeguati per affrontare il tema dell’antisemitismo con gli studenti; l’insegnamento della Shoah non solo non è sufficiente ma, se proposto in maniera errata, rischia di instillare negli studenti la convinzione che l’antisemitismo sia un fenomeno del passato e non un problema di oggi. Quindi istituzioni e politica hanno il compito fondamentale di rendere l’educazione una priorità, così è avvenuto con l’esecutivo italiano che con un provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri che ha da poco adottato la definizione di antisemitismo dell’IHRA, dotandosi di uno strumento importante per la lotta all’odio antisemita. Di riflesso anche i Consigli regionali, il Consiglio regionale Veneto e il Consiglio comunale di Verona e alcuni Comuni limitrofi hanno adottato questa mozione all’unanimità, è questo il segnale che l’Italia si muove nella direzione giusta. Però resta sempre la necessità di un cambiamento culturale. Quindi con questa mozione – ha concluso il Consigliere Nicolò Ferrari – vogliamo impegnare la Giunta comunale a respingere, a condannare e a contrastare ogni atto di dichiarazione, atteggiamento individuale o collettivo di pregiudizio contro gli ebrei”.

A lui ha risposto il Consigliere Paolo Bellotti, capogruppo di maggioranza di Persona al Centro, sostenendo che la mozione di Ferrari risulta superata, nel senso che l’Italia ha già approvato questa definizione di antisemitismo in una seduta del Consiglio dei ministri del 17 gennaio scorso, “quindi poco prima che venisse presentata questa mozione e per tale motivo ritenevamo che non avesse senso votare una mozione che impegnava la Giunta a richiedere un qualcosa che era già stato votato. Dopo ampia discussione all’interno del gruppo di maggioranza, però, abbiamo voluto andare oltre l’aspetto formale di questa mozione e condividere il messaggio che contiene, ovvero manifestare il nostro dissenso contro l’antisemitismo, ma andando anche contro qualunque forma di discriminazione che sia razziale, religiosa o di orientamento sessuale. Per tale motivo il nostro sarà un voto positivo, con l’invito però al proponente di affiancare a queste mozioni di intenti anche progetti concreti che trasformino le parole in fatti. Su questo troverà sempre il nostro supporto e il nostro appoggio”.

A Bellotti si è affiancata la Consigliera di maggioranza Antonella Dal Forno, che allineandosi sulle posizioni già espresse, ha inviato i membri del Consiglio “ad elaborare e a condividere una riflessione comune che possa esprimere un impegno comune nei confronti di qualsiasi forma di discriminazione, ovvero a favore della dignità umana indipendentemente dall’origine, dal genere, dal colore della pelle, degli occhi, dei capelli e delle tendenze sessuali”.

E’ stata quindi la volta dell’intervento del Consigliere di minoranza di Lega Salvini-Liga Veneta Edgardo Pesce. “Naturalmente il nostro sarà un voto favorevole – ha indicato Pesce -. Abbiamo condiviso non solo con Nicolò ma anche con altri esponenti dei Consigli che si sono resi attivi in questa mozione; fa molto piacere che lo spirito della mozione sia stato condiviso anche dalla maggioranza e sicuramente saremo promotori o comunque ci accoderemo a delle iniziative volte in questo senso”.

A lui ha fatto seguito la Consigliera Antonella Tortella, sempre di Lega Salvini-Liga Veneta, che ha voluto sottolineare come questa mozione abbia una rilevanza sia nazionale che internazionale, “perché è una definizione dove si cerca di tutelare lo Stato di Israele. Quindi questa mozione non deve poi cadere in varie ideologie anche perché ogni tipo di discriminazione viene già condannata dalle leggi italiane. Però l’importanza di questa mozione è proprio quella di tutelare lo Stato di Israele. Il mio voto sarà favorevole proprio per questo motivo”, ha concluso la Tortella.

Sul tema è quindi arrivato il voto favorevole all’unanimità dell’intero Consiglio comunale.

L’argomento su cui si è deliberato è sicuramente importante, e ci coinvolge tutti come cittadini. Ed è sicuramente significativo che i Consiglieri si siano espressi all’unanimità. Restiamo però dell’idea, ed è una posizione portata avanti da sempre dal Baco e ne abbiamo scritto più volte anche recentemente, che il nostro Consiglio comunale dovrebbe concentrarsi esclusivamente su temi strettamente legati al territorio. Per le questioni nazionali, internazionali e di natura etica e di politica generale riteniamo che altri siano gli ambiti, anche locali, dove discuterne. Non in Consiglio comunale, che ha ben altre competenze.

Stupisce infatti vedere come su temi di questa natura chiamiamola “alta” vi sia in Consiglio comunale dibattito e confronto mentre spesso, quando la discussione si incentra sui provvedimenti locali, anche su tematiche fondamentali per la vita dei cittadini di Sona come scelte progettuali o questioni finanziarie o tributarie, il confronto e il dibattito siano praticamente inesistenti, dentro e fuori il Consiglio comunale.