Il Concilio Vaticano II a 50 anni dalla sua apertura: se ne parla a Lugagnano

Domani martedì 22 gennaio si tiene a Lugagnano una serata di particolare interesse sia culturale, che religioso, che sociale. Presso il centro parrocchiale della frazione alle ore 20.45 si svolge infatti un incontro pubblico sul tema “Tra memoria e nuove sfide”, una riflessione sul Concilio Vaticano II a 50 anni dalla sua apertura, l’11 ottobre del 1962. Relatori della serata saranno Monsignor Franco Fiorio e il Professore di Storia e Filosofia Giovanni Bresadola.

 

Il Concilio Vaticano II è stato il ventunesimo e ultimo concilio ecumenico. Si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI. Promulgò quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti. L’annuncio dell’indizione di un concilio venne dato da papa Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959, a soli tre mesi dalla sua elezione al soglio pontificio, nella basilica di San Paolo.

 

Il Concilio fu dunque aperto ufficialmente appunto l’11 ottobre 1962 da Papa Giovanni XXIII all’interno della basilica di San Pietro in Vaticano con cerimonia solenne. In tale occasione pronunciò il celebre discorso Gaudet Mater Ecclesia (Gioisce la Madre Chiesa) nel quale indicò quale fosse lo scopo principale del concilio: occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto è richiesto dai nostri tempi. Altro è infatti il deposito della Fede, cioè le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro è il modo con il quale esse sono annunziate, sempre però nello stesso senso e nella stessa accezione”.

 

La morte di papa Giovanni XXIII avvenuta il 3 giugno del 1963 spinse molti, vista la ritrosia di alcuni vescovi conservatori nel continuare le discussioni, a ritenere opportuno di sospenderne i lavori. Questa ipotesi venne meno con l’elezione al soglio pontificio dell’arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini (Papa Paolo VI), il quale nel suo primo radiomessaggio del 22 giugno 1963 parlò della continuazione del concilio come dell’”opera principale” e della “parte preminente” del suo pontificato, facendo così propria la volontà del predecessore.

 

Dopo quattro sessioni di lavoro il concilio venne chiuso il 7 dicembre 1965. Durante l’ultima seduta pubblica, nella sua allocuzione ai padri conciliari, il Papa spiegò come il concilio avesse rivolto la mente della Chiesa verso la direzione antropocentrica della cultura moderna”, senza che però questo interesse fosse disgiunto “dall’interesse religioso più autentico, soprattutto a motivo del collegamento […] dei valori umani e temporali con quelli propriamente spirituali, religiosi ed eterni: [la Chiesa] sull’uomo e sulla terra si piega, ma al regno di Dio si solleva”. Il giorno successivo vennero indirizzati dal papa otto messaggi al mondo: ai padri conciliari, ai governanti, agli intellettuali (consegnato simbolicamente a Jacques Maritain), agli artisti, alle donne, ai lavoratori, ai poveri e agli ammalati, ai giovani.

 

La serata è organizzata dalla parrocchia di Lugagnano, dall’Azione Cattolica e dal Gruppo Scout della frazione.