Il Comune sulla protesta per il divano non raccolto: “Colpa del satellitare della Coop”

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Negli scorsi giorni, il 9 settembre, abbiamo pubblicato la lamentela di alcuni residenti di Corte Beccarie a Lugagnano, che raccontavano la disavventura che avevano avuto con del rifiuto ingombrante di cui avevano chiesto la raccolta, senza che poi nessuno passasse a ritiralo. Mancato ritiro che aveva dato origine anche alle proteste degli altri residenti nella corte.

A rispondere punto per punto sul quanto accaduto, contattando il Baco, è stato l’Ufficio Ecologia del Comune di Sona.

“La signora residente in Corte Beccarie – spiegano dal Comune –  ha chiesto telefonicamente il ritiro di un rifiuto ingombrante (divano) e l’ufficio comunale preposto ha calendarizzato l’intervento per la prima data utile e cioè il nove settembre, informando la Signora di posizionare il rifiuto fuori dalla sua abitazione”.

“Il ritiro non è stato effettuato nel giorno stabilito – proseguono dall’Ufficio Ecologia – e pertanto la signora ha contattato nel pomeriggio del giorno nove alle ore 17.30 l’Ufficio Ecologia per segnalare il disservizio. L’Ufficio a sua volta ha contattato la Cooperativa che è fornitore esterno di tale attività di prelievo, chiedendo di provvedere urgentemente al ritiro del divano entro la mattinata del 10 settembre, come infatti è avvenuto”.

“Il responsabile del servizio della Cooperativa – spiegano da Sona – ha riferito che il mancato ritiro è da imputare alla mancata individuazione del luogo da parte del rilevatore satellitare. Sarà nostro cura attivarci nei confronti della Cooperativa affinché tale disservizio non abbia a ripetersi e provvederemo in futuro a fornire direttamente agli operatori coinvolti  numero di chiamata del richiedente per evitare questi problemi di geo-localizzazione sul territorio comunale. Ci scusiamo per quanto accaduto e auspichiamo che tale fatto non abbia a ripetersi”.

Parafrasando il Sommo Dante, quindi, “galeotto fu il navigatore”. E dire che la missione dello scorso 9 settembre prevedeva di raggiungere la Corte Beccarie, da cui si accede direttamente dalla strada principale di Lugagnano, e non di avventurarsi alla scoperta delle mitiche sorgenti del fiume Nilo, come fecero, tra inenarrabili difficoltà, Richard Francis Burton e John Hanning Speke nel lontano 1858. Tra l’altro loro, sicuramente, senza GPS.