Il Comune di Sona non delega la cura del territorio, ma chiede di occuparsene assieme

Il fatto. Il 15 aprile con la delibera numero 30 il Comune di Sona manifesta l’intenzione di porre in essere un processo, accompagnato da concrete sperimentazioni, per la definizione ed approvazione di una disciplina orientata a promuovere e sostenere l’azione diretta dei cittadini per la cura e la valorizzazione dei beni comuni. La conseguenza. Il Comune accoglie la proposta di un privato per l’attuazione di interventi di manutenzione e miglioramento degli spazi verdi di rotatorie a Lugagnano.

Perché questa delibera non deve essere intesa come uno scaricabarile? Si prevede che nel 2050 otto persone su dieci vivranno in città. La progettazione urbana si sta orientando nel rimodellare i centri secondo principi di sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale.

Che cosa significa? Significa che le città devono essere inclusive, favorendo la partecipazione attiva di tutti i cittadini, offrendo opportunità di condivisione collettiva di spazi finalizzata all’incontro, alla diffusione della cultura, alla tutela dei beni comuni.  La città non viene più considerata come una somma di edifici a uso residenziale, lavorativo, ricreativo e di servizi essenziali collegati da vie di comunicazione. E’ un soggetto in grado di generare innovazione attraverso le idee e le azioni di chi la abita. Gli spazi esterni diventano luoghi che contribuiscono alla crescita delle persone, coinvolgendole in un processo di equilibrio e di bellezza, diventano cioè nelle loro forme e nel loro utilizzo la concretizzazione dei valori della cittadinanza.

“L’abitare è la congiunzione primaria del rapporto organico tra la persona e l’ambiente. Gli edifici in cui viviamo, lavoriamo e trascorriamo del tempo sono come la terza pelle, se la prima è l’epidermide e la seconda è l’abito che portiamo. (…) L’architettura, che li crea, deve essere organica, così come siamo organici noi e il mondo che ci circonda e deve dedicarsi a creare un nuovo modo per far convivere uomo e natura e un equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale” (Eija Tarkiainen in Marco Visconti, Valore umano e natura in architettura, Libria, Melfi, 2020).

Educare all’equilibrio della bellezza partecipata sviluppa competenze nei cittadini e promuove progresso civile. In questa direzione da anni si muove anche l’Unione Europea. Il concorso European Green Capital riconosce e premia l’azione per una transizione verso un futuro più sostenibile. Le città vincitrici includono i loro cittadini in questa transizione, danno impulso ad azioni più audaci e stimolano l’orgoglio locale. Pure l’Agenda 2030 nell’obiettivo 11 considera il domani delle città: “Lo sviluppo urbano dovrà essere più inclusivo e sostenibile, tra l’altro grazie a una pianificazione degli insediamenti partecipativa, integrata e sostenibile”. 

La delibera del Comune di Sona quindi non sta delegando. Auspica iniziative compartecipate in cui l’autorità locale e il cittadino collaborino a un progetto di riflessione, di cura e se necessario di riqualificazione di beni comuni. Perciò non più un uso passivo di ciò che viene fornito, ma coprogettazione con la finalità di un’estensione del senso di Appartenenza dalle mura domestiche al territorio.

Il Comune non chiede di occuparsi al posto di. Chiede di farlo insieme. La delibera 30 è un’opportunità per i privati per condividere idee e per offrire partecipazione attiva all’interno della visione dell’amministrazione pubblica. E’ un’occasione per fare sistema. Nella prospettiva di un’inevitabile convergenza verso i centri è determinante per il benessere individuale e collettivo la presenza di un tessuto urbano da cui non si desideri fuggire alla ricerca delle sensazioni positive generate dal contatto con la natura.

L’azione partecipata favorisce la creazione di un legame affettivo verso i luoghi e di impegno verso la loro cura e valorizzazione. E’ un attivatore di soluzioni che nella ricchezza della molteplicità di contributi può costruire modelli mai sperimentati prima.

La Convenzione Europea del Paesaggio designa il paesaggio come una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.  E’ evidente che la delibera 30 riguarda tutto il paesaggio del Comune di Sona, non solo quello urbano, ma la sua applicazione è particolarmente interessante per la risoluzione di problematicità in contesti cittadini. Il fine è esplicito nell’articolo appena citato. Una sua lettura integrale permette di inquadrare l’azione comunale in una progettazione valoriale di ampio respiro.

Quindi si prenda un foglio bianco. Lo si divida in due. Prima colonna: la città. Scrivete il nome di una decina di oggetti e/o di costruzioni che vedete attorno a voi. Seconda colonna: a ognuno collegate una sensazione o un sentimento. Ci riuscite? Se varie frecce vi restano vuote la delibera 30 ha ragione di esistere.

L’immagine di copertina: Luisa Fazzini, Agostino Falconetti, Tito Barbini, Paolo Ciampi, Raccontare la geografia, Erickson, Trento, 2020.

Luisa Fazzini
È docente di Lettere nella scuola secondaria di I grado dal 2001. Negli ultimi anni ha scelto di dedicarsi, prima prevalentemente e ora esclusivamente, all’insegnamento della Geografia. Si occupa di formazione, ha vinto due premi regionali scolastici ARPAV per progettazione ambientale in qualità, è membro del Consiglio Nazionale AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia), è referente per l’educazione per Slow Food Veneto, cura la rubrica on line “Geografica. La didattica della meraviglia” per la rivista Erodoto 108 e pubblica percorsi didattici con Erickson, Loescher e Rizzoli.