Il Comune di Sona nel 1820 in un libro di Giovanbattista De Persico

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Riportiamo il testo integrale del capitolo riguardante il territorio di Sona, tratto dal libro di Giovanbattista Da Persico intitolato “Descrizione di Verona e della sua provincia”, del 1820.

 

V’ha lungo la regia via Palazzolo alla dritta, alla sinistra Sona: s’ergono ambedue sul dosso delle colline, che stendonsi da settentrione a mezzodì. Hanno esse le vecchie parrocchiali lor chiese, le quali ricordano uso ed età monastiche. S. Giustina di Palazzolo, da Palatiolum, che v’era da antichi feudatari, come si ha in vecchie carte. Monumenti dell’arti o di più remota antichità non ne conta né essa, né la nuova chiesa, ch’è di S. Rocco. La chiesa di Sona dedicata a S. Quirico ha pitture a fresco, quali sogliono essere dell’antica età, né sì sparute e malconce, come sono comunemente l’altre lor pari. Portò qualche diceria, che nel luogo del suo circondario, detto la Villa, si fossero scavate di molte antiche lapidi: nulla di ciò, tranne qualche fondamento di mura. Molto meno s’è potuto verificare, che quivi fosse accaduto uno di que’ fatti d’arme, che ricordan le storie, avutisi tra Costantino e Massenzio. Sotto Palazzolo, oltre più casamenti, buon palagio v’ebbero gli Spolverini, ora del nob. Antonio Guarienti, dove ha piccola stanza, che servì agli studj dell’immortale cantor del Riso. In quel di Sona è l’altro magnifico luogo, detto Guastalla, che era anche degli Spolverini, ora della nob. Sig. Teresa Muselli, vedova Saibante. Un esteso podere, che ha il parco della caccia, come dicesi riservata, e qualche pregevole aggiunto di villereccio intrattenimento, rendono questa villa una delle rinomate del nostro contado.

 

S. Giorgio in Salici, villa soprannomata dalle spezie delle sue piante che dan nome ad altri luoghi, come in città presso la cattedrale il vicolo de’ Salesi. V’ebbe chi tenne così denominarsi da salendo, salire o innalzarsi che fa la piaggia. Nella chiesa di S. Rocco, jus patronato del nob. Cavazzocca Mazzante, per eredità d’un Giorgio di cotesto cognome, canonico che fu di Cles, v’ha bella e ben conservata pittura di Paolo Farinati co’ SS. Rocco e Sebastiano dai lati della Vergine, e dabbasso i ritratti di due divoti , teste e figure tutte espressione e forza.

 

Oltre di Sona sulla stessa costa del colle a mattina la chiesa della Madonna di Monte, che fu de’ minori conventuali, offre bellissimo punto di prospettiva. Qui non v’ha monumenti d’arte a vedere, ma sì a ricordare una memoria onorata, posta a Antonio Manzoni quivi sepolto, che piacemi d’allegare, come di persona che fu molto a me cara, e assai benemerita della patria tutta per l’arte sua e per gli studj delle mediche discipline.