Il Comune di Sona è pronto per la IUC?

Ascolta questo articolo

La legge di stabilità per il 2014, tra le varie cose, ridisegna la fiscalità municipale. Viene infatti individuata – come spiega anche Fisco Oggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate – la disciplina dell’imposta unica comunale (IUC), affidandone l’applicazione ai Comuni. Un nuovo acronimo quindi, IUC, che si aggiunge ai numerosi altri che in questi anni hanno afflitto il contribuente italiano.

 

Due sono i presupposti del tributo, uno collegato al possesso di immobili, l’altro all’erogazione dei servizi comunali: l’imposta, quindi, include l’Imu (escluse le abitazioni principali) a carico del proprietario, la Tari, cioè la tassa sui rifiuti, a carico dell’utilizzatore, e la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili, come ad esempio l’illuminazione, le strade, eccetera, dovuta dal possessore ed, in parte, dovuta in a parte dal proprietario ed in parte dall’utilizzatore dell’immobile.

 

La dichiarazione relativa alla IUC deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali. Se intervengono variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, il termine di presentazione è il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Spetta direttamente al Comune la determinazione del numero e delle scadenze di pagamento del tributo, con la previsione di almeno due rate semestrali, anche differenziate fra Tari e Tasi. Il versamento, indica la norma, andrà effettuato tramite modello F24, bollettino di conto corrente o altre modalità di pagamento elettronico.

 

Il Comune di Sona deve quindi a questo punto dotarsi quanto prima – vista la scadenza del 30 giugno, non così lontana – di un apposito Regolamento che disciplini le caratteristiche applicative della IUC. Regolamento che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale prima di poter essere reso vigente. Una vera corsa ad ostacoli quindi per gli uffici comunali, per la Giunta e per l’intero Consiglio Comunale, che dovranno dibattersi nel solito groviglio di norme di difficile interpretazione.

 

Poi ai cittadini spetterà pagarla, la nuova IUC, ma questa è ovviamente altra storia.