Il Comune contro la Ca’ di Capri

Il consiglio comunale si schiera contro il progetto di ampliamento per la messa in sicurezza della discarica Ca’ di Capri proposto dalla Rotamfer.

 

Il parere contrario espresso nella delibera consiliare, votata all’unanimità, parte da una serie di osservazioni al piano della ditta che spiegano la decisione del consiglio comunale. Nel documento si sottolinea che, oltre al coinvolgimento dei comuni limitrofi al sito, manca la valutazione del rischio sanitario e ambientale della discarica e non viene considerato che Ca’ di Capri, sotto sequestro da due anni, si trova in una zona di ricarica degli acquiferi.

 

«La messa in sicurezza», si legge inoltre nella delibera votata in consiglio, «deve essere un elemento indipendente dalla richiesta di ulteriore ampliamento». La richiesta di messa in sicurezza appare in sostanza solo un pretesto, secondo il Comune. «Si tratta a tutti gli effetti di un ampliamento dell’esistente», si sottolinea nella delibera, «poiché consente lo smaltimento di ben 298mila metri cubi di nuovi rifiuti». «Incomprensibile e ingiustificato», viene definita l’intenzione della Rotamfer di alzare fino a venti metri la collina di rifiuti con nuovo materiale inerte di cui non si conosce la provenienza.

 

Il documento propone infine alla Commissione Via (Valutazione impatto ambientale) del Veneto, prima di formulare il parere definitivo, la nomina di un gruppo di lavoro composto anche da consulenti esterni. La discussione è partita in seguito da una bozza di delibera discussa e approvata in commissione ecologia. Mirko Ambrosi, consigliere comunale di minoranza della lista civica L’Incontro, ha ricordato che «la delibera ha ripreso per il 70-80 per cento una nostra proposta presentata in gennaio e poi ritirata nel corso di un successivo consiglio comunale. O l’assessore all’ecologia Caliari l’altra volta si era sbagliato, visto che l’aveva descritta come fatta male e incompleta, oppure anche quest’ultima delibera era da rivedere».

 

Caliari pur ammettendo di aver ripreso quella bozza, ha ricordato che era necessario il parere di un tecnico incaricato dal Comune, e che in ogni caso, ha aggiunto a margine del consiglio, «quest’ultimo documento è più esaustivo e articolato rispetto a quella prima bozza con più pagine e condivisa da tutte le parti». Gianluigi Mazzi, consigliere comunale del gruppo misto, ha criticato la commissione provinciale che, nelle prescrizioni al progetto della Rotamfer su cui aveva dato parere favorevole, aveva descritto il paesaggio di Lugagnano confinante con la cava come territorio degradato.

 

Alla conclusione della discussione, maggioranza e opposizione hanno votato a favore della delibera.

 

Da “L’Arena” del 19.06.2010