Il circo contestato

“Il Comune di Sona non permetta più di allestire sul proprio territorio circhi con animali ammaestrati”. La richiesta è di un gruppo di persone che nei giorni scorsi ha inviato al sito internet de L’Arena decine e decine di lettere per protestare contro gli spettacoli del circo, in particolare quelli del Circo di Mosca che si è fermato in paese dal 29 ottobre all’8 novembre nell’area di fronte alla Grande Mela a Sona.

 

In un paio di giorni, la redazione del giornale è stata inondata da messaggi di cittadini provenienti da ogni parte d’Italia per protestare per i presunti maltrattamenti che gli animali utilizzati nei circhi subiscono prima delle esibizioni e per chiedere al sindaco di Sona a non permettere più la realizzazione di questi spettacoli. Per testimoniare con i fatti quello che accade in alcune lettere si cita un sito internet in cui si vede un’intervista a un ex circense che racconta le violenze che vengono riservate agli animali, mentre scorrono delle immagini in cui si vedono addestratori che frustano cavalli, elefanti ed altri animali.

 

«Il circo», scrive Marina sul sito web de L’Arena, «deve essere fatto solo da uomini, non da animali, schiavizzati e tenuti a bada con la frusta». «Gli animali», aggiungono Laura ed Emilio, «non vanno in bicicletta, non saltano nei cerchi, non siedono su sgabelli, non fanno i clown». Secondo Giovanna «questa condizione di sopraffazione ha un impatto estremamente negativo sui bambini che recepiscono questo comportamento del più forte, l’uomo, sul più debole, gli animali, come legittimo».

 

Altri ancora invitano a seguire l’esempio di gruppi che allestiscono spettacoli fatto solo da artisti e senza l’utilizzo di animali, come il Cirque du Soleil. Renata esorta il sindaco di Sona «a fare di tutto per cercare di rendere la vita difficile a questi spettacoli, applicando alla lettera le leggi ed eseguendo tutti i controlli previsti». Altri chiedono che ci siano maggiori controlli sulle affissioni. «In città ci sono manifesti un po’ dappertutto», sottolinea Chiara, «in barba al pagamento della tassa di affissione. Chiedo che l’amministrazione comunale verifichi il rispetto delle normative previste, sia sulla tassa di affissione che quelle relative agli scarichi di liquami e sulla garanzia del benessere degli animali».

 

Altri cittadini intervenuti nella discussione minacciano di non venire o visitare Sona e il suo territorio finché non verranno proibiti le manifestazioni in cui si sfruttano gli animali. «Spero che Sona», commenta Balint, «decida di seguire l’esempio delle sempre più numerose amministrazioni che hanno già preso provvedimenti attraverso ordinanze ad hoc per rendere più stringenti e obbligatorie alcune norme basate sulle raccomandazioni Cites (Convenzione sul commercio internazionale di specie in pericolo, ndr) che i circhi devono rispettare».

 

«Penso che i controlli sulle condizioni degli animali utilizzati nei circhi siano approfonditi», replica il sindaco di Sona Gualtiero Mazzi. «Le verifiche dovrebbero essere più approfondite ad esempio sugli allevamenti di bovini, dove a volte le bestie vengono maltrattate e tenute in condizioni disumane. Se qualcuno però è a conoscenza di situazioni fuori norma non esiti a denunciarle. Riguardo ai manifesti», conclude il sindaco, «faremo degli approfondimenti attraverso la società esterna che gestisce il controllo delle affissioni per vedere se tutto è in regola».

 

da L’Arena