Il Caleidoscopio. Palazzo della Ragione fa il bis: un solo biglietto per due mostre d’arte

A Verona, una stagione ricca di eventi culturali: per gli appassionati, è d’obbligo una visita alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti presso il Palazzo della Ragione, nella suggestiva cornice di Piazza Mercato Vecchio, ai piedi della Torre dei Lamberti.

Pagando un solo biglietto d’ingresso infatti, si può assistere a ben due mostre: “L’Arte a Verona tra avanguardia e tradizione: l’Ottocento e il primo Novecento da Hayez a Casorati” e “L’amore materno: alle origini della pittura moderna da Previati a Boccioni”.

La prima è articolata tra le varie sale come un vero e proprio percorso: il visitatore ha così contezza dell’evoluzione dello stile pittorico veronese tra gli ultimi decenni dell’Ottocento fino a quel profondo turbamento, umano e artistico, portato dalla Grande Guerra.

Tra dipinti, disegni e sculture, si alternano le firme più prestigiose di un panorama che nulla ha da invidiare ai centri vicini (Milano e Venezia, tra tutti): anzi, Verona risulta sempre importante crocevia intellettuale, mantenendo intatta una marcata cifra di originalità e irripetibilità tanto nelle tecniche quanto nelle tematiche.

Un solo nome basti: Angelo dall’Oca Bianca, allievo di Napoleone Nani all’Accademia Cignaroli, fondata nel 1873. Qui, gli insegnanti sperimentano metodi moderni; gli autori emergenti hanno la libertà di uscire dagli angusti confini dell’ispirazione, spesso sterile, ai Grandi del passato, e di cimentarsi in nuovi linguaggi. Nascono così capolavori, di dall’Oca Bianca come di altri non meno talentuosi, che strizzano l’occhio alle teorie scientifiche sulla rifrazione e ai fenomeni percettivi della luce sull’occhio e sulla psiche umana; che sfoggiano un sapiente uso sistematico dell’immagine fotografica per oltrepassare le frontiere del visibile e addentrarsi in percorsi espressivi inediti.

Col passare degli anni, si afferma la Scapigliatura e si apre uno spiraglio su quella corrente dirompente e a tratti dissacrante che fu il Futurismo. Il Divisionismo la fa da padrone: la distribuzione di ogni grammo di colore sulla tela non è casuale, ma orientata alla sensibilità di chi guarda, volendo coinvolgerlo nell’emozione psicologica della narrazione.

Nell’ultima sala infine si può ammirare la seconda mostra, la cui protagonista assoluta è l’imponente “Maternità” di Previati del 1891, manifesto del Simbolismo italiano.

Egli sembra voler comunicare uno stato d’animo diverso con ogni singolo movimento del pennello, trasportando lo spettatore all’interno della scena raffigurata. Vi è una tensione al raggiungimento di questo scopo non tanto tramite un utilizzo preciso della particolare tecnica pittorica, ma piuttosto con l’arte dell’immaginazione e del sentimento, in un’atmosfera di sogno.

Per questo, nel tempo ricevette critiche dai più tradizionalisti e lodi da chi invece ha saputo coglierne gli aspetti più audaci e visionari: un dualismo che come un fil rouge attraversa tutte le opere esposte, tipico di un periodo storico di fervente evoluzione e di intensi cambiamenti in ogni campo del sapere.

La Scheda

Cosa?

L’arte a Verona tra avanguardia e tradizione. L’Ottocento e il primo Novecento da Hayez a Casorati. Aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2019.

L’amore materno alle origini della pittura moderna da Previati a Boccioni. Aperta al pubblico fino al 10 marzo 2019.

Quando?

Entrambe: da martedì a venerdì ore 10–18, sabato e domenica ore 11–19; chiuso il lunedì.

Dove?

Galleria d’Arte Moderna ‘Achille Forti’, Cortile Mercato Vecchio, Verona.

Quanto?

Biglietto cumulativo Galleria d’Arte Moderna Achille Forti + Torre dei Lamberti: intero € 8; ridotto gruppi, anziani (over 60) e studenti € 5; ridotto scuole/ragazzi 8-14 anni (solo accompagnati) € 1.

Biglietto per solo Galleria d’Arte Moderna Achille Forti: intero € 4; ridotto gruppi, anziani (over 60) e studenti € 2,50; ridotto scuole/ragazzi 8-14 anni (solo accompagnati) € 1.