Il Caleidoscopio: “Magia e Medicina”, fotografie di malattia e cura al Museo Africano di Verona

Giorni d’inverno: l’aria è fresca e frizzante, ideale per concedersi una passeggiata in città, lontani dal caos del centro. Il Museo Africano di Verona fa capolino salendo da Piazza Isolo verso le colline.

Nato all’inizio del ‘900 come luogo di testimonianza delle Missioni Comboniane nelle selvagge terre d’Africa, il Museo è stato di recente ampliato e rinnovato, ed è curato dalla Fondazione Nigrizia. Oltre alle teche che ospitano oggetti e abiti di ogni tipo, vi sono grandi schermi interattivi e altri supporti multimediali su cui scorrono immagini e grafici, per rendere più completa l’esperienza del visitatore.

All’interno troviamo più stanze come tappe di un percorso, ognuna contrassegnata da un colore. Nella sala Verde la Vita, con le sue tappe cicliche che si rigenerano ad ogni morte e ad ogni nascita. Nella sala Gialla gli attrezzi di uso quotidiano. Nella sala Arancio le coloratissime maschere. Nella sala Grigia il mondo della musica e della danza. Nella sala Rossa infine la religione, tra riti e spiritualità.

Nella stanza centrale del Museo è stata allestita la mostra di Massimiliano Troiani: un fotografo che ha raccolto gli scatti più significativi dei suoi ultimi viaggi, e che con la sua arte si è reso testimone del difficile mondo della malattia e della cura nelle regioni più povere dell’Africa. Sua è anche la foto sotto il titolo di questo articolo.

La medicina in Africa è un universo complesso, di cui si perdono le tracce al confine con la spiritualità. Nasce dunque una dimensione sincretica, che ingloba in un grande miscuglio la chimica con la religione, la cultura Occidentale e Orientale di importazione con le consuetudini e i feticci tramandati da generazioni.

Ci sono cose che diamo per scontate: guarire da una malattia è un lusso tutto occidentale, che appartiene a una cultura sviluppata e a una ricchezza di mezzi lontane da questi luoghi. Ma ci si ammala anche e soprattutto in Africa: gli occhi dei pazienti sembrano quasi bucare i pannelli fotografici e ci mettono alla prova, riempiendoci di domande pungenti e scomode.

Un essere umano che soffre altera l’equilibrio del singolo e della società, un equilibrio prezioso per il benessere di tutti, che va ripristinato: si odono così preghiere e canti, lamenti e danze, urla e speranze, in una teatralità quasi esasperata che traspare con chiarezza e potenza dalle fotografie di Troiani.

Ci sono i volti della malattia accanto ai volti della guarigione, con negli occhi la grazia di chi è scampato alla morte e può tornare di diritto e a testa alta tra i vivi.

Perché recarsi in un museo di cultura africana oggi?

Lo scopo è quello di annullare – almeno idealmente – le distanze. In un mondo martoriato dalla discriminazione verso l’Altro, conoscere è un dovere, è il primo passo per comprendere, per entrare in empatia: a stretto contatto visivo con abitudini e riti praticati in luoghi così lontani da noi, familiarizziamo pian piano con il loro incessante ripetersi nella vita quotidiana di uomini, donne e bambini, con la loro esistenza. Ci separano migliaia di chilometri e spesso decenni di evoluzione tecnologica, tanto da sembrare impossibile poter condividere lo stesso momento storico, lo stesso globo. Eppure ci sono, vividi e innegabili, in condizioni di povertà e bisogno che non possiamo – non dobbiamo – ignorare.

La Scheda

Cosa?

“Magia e Medicina – Malattia, grazia e cura in Africa” / Mostra fotografica di Massimiliano Troiani.

Quando?

Dal 2 febbraio all’11 marzo 2018. Da martedì a venerdì 9-13, 14-17, sabato 9.30-12.30, domenica 15-18.

Quanto?

Ingresso Mostra + visita al Museo Africano: intero € 5,00 – ridotto € 3,00.

Dove?

Museo Africano (Vicolo Pozzo 1, Verona).