Il Caleidoscopio: in biblioteca Frinzi una mostra sul manicomio di Verona prima della legge Basaglia

Fino al 30 agosto è possibile visitare presso la biblioteca Frinzi a Verona la mostra “Prima della Legge Basaglia – Il Manicomio di Verona attraverso le sue carte”: nel 40° anniversario dalla promulgazione della Legge 180/1978 in tema di “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” l’approfondimento di questo tema delicato, ancora solcato da stereotipi e disinformazione, acquista una valenza anche storica di prim’ordine.

La Direzione Generale degli Archivi ha promosso il progetto nazionale “Carte da Legare”, con lo scopo di raccogliere in una banca dati online tutte le cartelle cliniche psichiatriche risalenti al periodo antecedente al 1978.

L’Ateneo di Verona ha stanziato dei fondi, utilizzati da ArSaGi (Archivio dell’Ospedale San Giacomo di Verona) in collaborazione con l’Archivio Storico della Psichiatria Veronese, per valorizzare il patrimonio in questione sul nostro territorio. La mostra rappresenta la prima tappa di un lungo percorso di sensibilizzazione che coinvolge diverse aree del sapere, tra cui la psicologia e la sociologia: Franco Basaglia, medico pioniere della “deistituzionalizzazione della follia” e fondatore del “Movimento di Psichiatria Democratica”, credeva fermamente nel graduale reinserimento in società del soggetto, fino ad allora crudelmente emarginato e abbandonato a se stesso a causa dei suoi disturbi.

La locandina della mostra

La Legge 180 di fatto stabilì la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici d’Italia: i veronesi a cui veniva diagnosticata la malattia mentale erano ricoverati per brevi o lunghe degenze, a un ritmo di 400 circa l’anno, all’Ospedale San Giacomo in Tomba, sorto in Borgo Roma nel 1880.

Si trattava principalmente di persone provenienti dalle aree più povere della provincia, uomini e donne gravemente indigenti e disadattati; i più erano affetti da pellagra a causa della scarsa alimentazione contadina e presentavano deliri e ossessioni religiose. Al loro ingresso in manicomio – su richiesta della famiglia di origine o con provvedimento dell’autorità pubblica – si vedevano privati di ogni dignità. Le cartelle cliniche raccontano data per data una via crucis che si concludeva spesso con una tragica fuga o con la morte, quasi mai con un lieto fine di guarigione e di ritorno a una vita “normale”.

I materiali in mostra sono divisi per aree tematiche: dalle teche si può sbirciare la quotidianità dei ricoverati, che imprimevano le loro impressioni ed emozioni distorte dalla malattia su fogli riempiti di disegni e poesie.

Vi sono gli apparecchi elettronici utilizzati dai medici per il trattamento dei pazienti più critici, come il tristemente noto “elettroshock Convulsor”. Vi sono inoltre testi di Lombroso – studioso veronese conosciuto per le sue teorie sui presunti legami tra i tratti fisici dell’essere umano con la criminalità e la follia – e di Basaglia stesso. Sui pannelli esposti nei vari piani della Biblioteca è descritta la faticosa ma necessaria battaglia politica e sociale che condusse all’emancipazione del paziente psichiatrico, da lui condotta negli anni in cui fu direttore degli Ospedali di Gorizia e Trieste: l’eliminazione dei dolorosi e disumani mezzi di contenzione meccanica, l’abbattimento delle barriere fisiche e ideologiche che portavano i malati ad essere segregati perchè indegni di condurre una vita oltre le anguste mura del manicomio, la ripresa graduale dei contatti con l’esterno per facilitare la loro reintegrazione.

Sono esposte infine una serie di fotografie di Giuseppe Brunetto, cronista de L’Arena. Risalgono al Carnevale del 1968: sono i matti del San Giacomo che sfilano sui carri bardati a festa, che si esibiscono e schiamazzano tutto intorno al cortile. Si tratta dell’unica occasione dell’anno in cui la struttura apre le sue porte concedendo alla città e alla cittadella di mescolare le loro genti. “Normali” e “pazzi” finalmente insieme perché semel in anno licet insanire, come dice il proverbio.

I pazienti non sono più solo appunti sbiaditi nelle cartelle cliniche impilate, sono fatti di anima e carne, vogliono quasi bucare l’obiettivo e far sentire la loro voce, quella voce che verrà ascoltata istituzionalmente con una “legge coraggio” solo dieci anni dopo, e che pare dire: “eccomi, accoglietemi, sono anch’io come voi”.

La Scheda

Cosa?

Mostra “Prima della Legge Basaglia – Il Manicomio di Verona attraverso le sue carte”.

Quando?

Fino al 30 agosto 2018.

Dove?

Biblioteca Centrale Arturo Frinzi, Via S. Francesco 20, Verona.

Si consigliano

La lettura del libro “Centro di igiene mentale – Un cantastorie tra i matti” di S. Cristicchi (Mondadori 2007).

La visione della fiction RAI “C’era una volta la città dei matti” di M. Turco con F. Gifuni (2010).