Il Bilancio del Comune di Sona, tra previsioni e Covid-19

Il Bilancio di un Comune è un documento di assai difficile lettura anche per gli addetti ai lavori, ma resta un elemento informativo essenziale degli Amministratori ai propri concittadini. Sull’ultimo numero de Il Nostro Comune l’Amministrazione di Sona presenta in modo grafico il Bilancio Consuntivo del 2019, un tema che merita di essere approfondito.

Con questo articolo, grazie anche alla disponibilità degli uffici comunali, siamo in grado di presentarne alcuni elementi analitici. Il Consuntivo chiude con un avanzo di amministrazione di poco meno di 8 milioni di euro, comprensivo di quanto già accantonato negli anni precedenti. Una situazione contabile che deve ritenersi soddisfacente, anche se va precisato che i milioni realmente disponibili sono solo due, in quanto gli altri sei sono accantonati a copertura di possibili eventi negativi: tre per crediti di dubbia esigibilità e per tasse e multe non ancora pagate, uno e mezzo per l’annoso contenzioso in atto relativo alla Casa di riposo di Lugagnano. Il rimanente importo è accantonato per soddisfare vincoli legislativi contabili.

Il bilancio presenta il Capitolo entrate in 20.590.041 euro. Le entrate tributarie, che hanno contribuito con il 34% a quelle complessive, sono l’I.M.U., che copre il 35% del totale, la tassa smaltimento rifiuti per il 21% e l’addizionale Irpef per il 19%. Il rimanente importo è stato raccolto con la tassa sui servizi comunali TASI (dal 2020 non figura più in bilancio, perché accorpata all’I.M.U.), l’imposta di soggiorno (meno di 30mila euro), l’imposta sulla pubblicità ed il fondo di solidarietà. Tale fondo è una quota che lo Stato rimborsa ai Comuni per provvedimenti legislativi che hanno tolto loro una parte di alcune entrate, come l’esenzione della TASI per l’abitazione principale e le agevolazioni I.M.U. sui terreni agricoli. Per Sona nel 2019 ammonta a circa un milione di euro.

Le entrate extratributarie, che hanno contribuito nell’anno per il 34 % del totale, sono proventi delle farmacie comunali e del servizio erogazione gas metano, delle mense scolastiche, degli affitti, per multe e ammende. Tutti questi proventi, nella parte Entrate del bilancio, riportano solamente gli incassi e non le spese sostenute per fornire i servizi, quindi gli importi indicati non soddisfano, da soli, la curiosità dei cittadini sul loro reale valore.

Le uniche voci che possono essere valutate per quello che dichiarano sono multe e ammende, che ammontano a poco meno di 2 milioni di euro, ed i fitti per 300mila euro. Per quanto riguarda i proventi dalle farmacie e quelli derivanti dalla distribuzione del gas metano, che sono due entrate molto interessanti delle quali pochi Comuni dispongono, è necessario aggiungere alcune elaborazioni contabili.

Le farmacie comunali del Capoluogo e di Palazzolo hanno registrato un’entrata (fatturato) di 1,450 milioni di euro a fronte di un monte costi, nel Capitolo Spese, di 1,250 milioni di euro, comprensivo del costo del personale e dell’acquisto di medicinali e materiali vari, con un utile di poco superiore ai 200mila euro. Il risultato economico della farmacia presso la Grande Mela (aperta nel 2017) non appare nel bilancio comunale, essendo stata costituita in società autonoma, controllata al 100% dal Comune. Nel 2018 ha registrato un utile di 157mila euro a fronte di un fatturato di 1,4 milioni di euro e di 270mila euro nel 2019, con un fatturato di 1,6 milioni di euro.

Anche per quanto riguarda le Entrate derivante dall’erogazione del gas metano si impone un analogo ragionamento contabile. Il comparto presenta una spesa di 1,1 milioni di euro, comprensiva del costo del personale, degli oneri per l’acquisto della materia prima e per spese di manutenzione ordinaria, a fronte di un’entrata di 1.5 milioni di euro, con un utile poco sopra ai 400mila euro.

Le entrate in conto capitale e trasferimenti correnti, che nell’insieme coprono il 20% delle entrate complessive, sono contributi statali, regionali e da parte di altri enti e sono finalizzate a finanziare specifici progetti. Ne elenchiamo alcuni. Per la parte in conto Capitale, in euro: Contributo regionale per il risanamento dell’area Sun Oil (circa 560mila euro) e per la parte corrente, contributi regionali per il fondo povertà (circa 100mila euro), per le politiche giovanili e per quelle sociali (circa 100mila euro), per bonus famiglie (circa 23mila euro), per l’asilo nido Lugagnano (circa 41mila euro) e per l’assistenza domiciliare (circa 80mila euro), contributi statali per le scuole infanzia paritarie (circa 19mila euro) e per la polizia locale (1.500 euro). Nel Capitolo è inserito anche un “misero” provento di 8.131 euro, derivante dal 5X1000 del gettito Irpef. Le entrate per conto terzi, che incidono per il rimanente 9%, sono partite di giro e quindi vengono annullate da un uguale importo in uscita (soprattutto ritenute previdenziali su stipendi del personale dipendente).

Ma veniamo al Capitolo spese, che chiude con un importo di 16.738.417 euro ed è molto articolato. Per renderlo leggibile abbiamo cercato di aggregare spese omogenee.

Gli Amministratori comunali, sommando le voci relative alle indennità di carica di Sindaco ed Assessori, i gettoni di presenza delle adunate consigliari e delle commissioni, nonché le indennità di missione ed oneri previdenziali, hanno comportato una spesa di poco meno di 160mila euro. Il servizio ordine pubblico e sicurezza (leggi Polizia Locale), comprensivo del costo del personale, del mantenimento auto di servizio e della gestione degli uffici, è costato 743mila euro. Il comparto istruzione, spese sostenute per le scuole materne, primarie e secondarie, ha impegnato 1.440.000 euro. L’importo, che comprende l’onere (25mila euro) del personale non docente, (quello docente è a carico dello Stato), il contributo alle scuole materne paritarie (400mila euro), l’onere per l’acquisto di libri forniti gratuitamente alle scuole elementari (30mila euro), le spese per il trasporto scolastico (280mila euro, con contributo delle famiglie di 65mila euro), quelle per il “tempo pieno”, compreso l’onere della mensa (330mila euro, rimborsato dalle famiglie utilizzatrici con 270mila euro) ed il contributo al Consiglio di Istituto (22mila euro per spese correnti e 45mila euro per progetti educativi).

Le spese sostenute per il territorio per 1.756.000 euro, comprendono gli oneri per la nettezza urbana, in parte appaltata (1,4 milioni euro), in parte gestita in proprio, alla quale i cittadini concorrono versando 1,6 milioni di euro, ed i consumi di energia elettrica per la pubblica illuminazione (300mila euro). Il Capitolo tutela e valorizzazioni dei beni ed attività culturali che comprende anche la gestione dell’Università Popolare, ha impegnato una spesa di 300mila euro, dei quali 180mila sono stati spesi per attività ed incontri culturali, musicali e ricreativi e 32mila per contributi ad enti ed associazioni (Banda comunale, S.O.S., Carnevale, Proloco), mentre la Protezione Civile ha inciso sul bilancio per duemila euro per le spese ordinarie, oltre ad interventi straordinari per dotazioni.

Merita un commento particolare il Capitolo diritti sociali, politiche sociali e famiglia che, a fronte di un’entrata di poco meno di 1 milione di euro, versati per il 95% da Stato e Regione e per il rimanente 5% dai cittadini utilizzatori, il bilancio comunale ha sostenuto una spesa di 2,2 milioni di euro. La spesa riguarda in particolare per il 35% infanzia e minori, per il 22% soggetti a rischio esclusione sociale, per il 16% diritto alla casa, famiglie e disabilità, per l’11% gli anziani.

Concludendo non si può non dedicare un breve commento relativo al corrente anno 2020, in quanto dal punto di vista economico e finanziario la vicenda Covid-19, oltre che danni al mondo produttivo, sta creando non pochi problemi alle Amministrazioni pubbliche.

Il Consiglio comunale di Sona con deliberazione n. 32 del 23 luglio scorso ha approvato un primo assestamento di bilancio, alla luce del contributo statale valutato in 765mila euro, per fare fronte a minori entrate e maggiori spese per l’emergenza sanitaria e per garantire ciò che lo Stato definisce “funzioni fondamentali”.

In effetti, il Comune di Sona ha ricevuto, oltre ai 95mila euro per buoni pasti già distribuiti a 293 famiglie, in aggiunta ai molti donati, per solidarietà, da semplici cittadini e distribuiti dalla Protezione civile, ha anche ricevuto, e in parte riceverà 993mila euro, comprensivi dei 765mila già inseriti nella delibera di assestamento di bilancio.

Va segnalato infine che il 97% dei nostri concittadini ha pagato la prima rata dell’I.M.U. per l’anno 2020, un fatto che denota una buona coesione sociale, in un momento assai grave per il bilancio economico della nostra comunità.