Il Barbecue ed altre stravaganti avventure: Le campane e la colazione per i nostri bambini

Ricordatevelo sempre! Fra i fornelli, la maestria non sta nel decidere gli ingredienti (ricette ne troviamo dappertutto!), la maestria sta nel dosare gli ingredienti!

Le arti, le scienze, la politica, tutti le sfere dell’agire umano vantano dei geni (anche la politica, sì, non sono tanti ma qualcuno, qua o là, lo si trova). Ma i geni, gli innovatori, sono pochi, ogni tanto ne spuntano alcuni, e poi per qualche decennio tutti si adagiano sulle loro scoperte.

Anche in cucina è così. Sono pochi i creativi che inventano gusti nuovi, pietanze nuove, cibi nuovi e semplici da cucinare, che poi faranno tendenza. Molti, invece, sono maestri nel dosare gli ingredienti. Un campo questo in cui conta tanto l’esperienza.

Come per accudire i bimbi, è uguale: quanta esperienza ci vuole per addormentare un bimbo?

Pensate che un tempo, le nostre mamme e nonne, nel momento più intimo che la donna aveva col suo bambino, quando finalmente riuscivano a liberarsi dei loro affanni quotidiani, inventavano ritmi e filastrocche che sono diventate dei classici della letteratura per l’infanzia. Una per esempio, fa più o meno così: Din den din don / le campane da Bogolon / dì e note le sonava / pan e vin le guadagnava / da dar a sto butin / che l’è tanto picenin.

Ma oggi noi non vogliamo scrivere la ricetta per una buona camomilla, ci mancherebbe altro! Noi i bimbi li vogliamo attivi, scattanti, sempre pronti! A casa e a scuola, quando il suono del campanello li chiama in classe o li invita alla ricreazione. E allora il segreto sta nel dosare una colazione super!

Anche per chi non è più un bimbo ma già frequenta i banchi delle scuole. Occorre uno strumento, una sorta di campanile delle colazioni, una serie di ingredienti che devono essere ritmati con sapienza e occorre anche svelare un segreto! Lo strumento è il biberon, anche per i ragazzini sì, il biberon… e non gridate allo scandalo che in tutte le famiglie esiste un campanile!

E gli ingredienti sono il “din den don” della filastrocca, che vanno dosati con sapienza e maestria.

Il latte. 180 gr, per i più grandicelli si può arrivare anche a 200/210 gr. ma non di più. E che sia tiepido, non bollente, altrimenti la ricetta non viene. Potremo dire che il latte è la “Marangona” della colazione, la campana che dettava i tempi del lavoro e che deve trasmettere energia fino all’ora di pranzo!

Subito dopo versate nel biberon un cucchiaio da caffè di miele, non è necessario che il miele sia raffinato, va bene ed anche è meglio il miele naturale, così come ce lo forniscono le api. Quanto? Quanto basta! Se è italiano è sicuramente sano, è dolce e… più naturale di così! Il miele è come il “Rengo”, la campana che chiamava le folle alle adunanze, attira i bimbi che è un piacere.

È ora il tempo di aggiungere 8 biscotti frollino, di quelli che si sciolgono bene e non si impastano (cosa che avviene regolarmente se il latte è troppo caldo). I Plasmon di giovanile memoria vanno benissimo, ma occhio alle tasche. I biscotti si devono sciogliere, come le antiche campane di Palazzolo che sono state fuse da Napoleone per fare cannoni che poi sono stati fusi dagli italiani per fondere la campana di Rovereto!

Din den din don / le campane da Bogolon…

Ed ora il colpo finale! Un tuorlo d’uovo o, se preferite un uovo intero. Una sorta di campana “del Figar”, probabilmente la più antica campana della cristianità, che è conservata a San Zeno e il cui suono avvertiva i contadini dell’arrivo del temporale! E se non è un temporale esplosivo un bimbo carico di energia! Ora chiudete il biberon, scuotete vigorosamente come durante un concerto di bronzi tintinnanti e servite il tutto al vostro rampollo con una cannuccia colorata! Ecco svelato il segreto!

Quale ragazzino resiste alla cannuccia!?

Se gli ingredienti saranno stati ben dosati e lo scuotimento eseguito con maestria, avrete raggiunto un amalgama perfetto! Ed ora anche voi, come Pier Capponi, potrete orgogliosamente ribadire agli insegnanti dei vostri ragazzi che li caricano di compiti finanche a scoppiare (almeno a sentir la campana dei figli) e agli allenatori che li spronano a dar sempre tutto e anche di più: “Avanti! Suonate le vostre trombe se ne siete capaci, che noi suoneremo le nostre campane!”.

Marco Bertoncelli

About Marco Bertoncelli

Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.

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