Il Barbecue e altre stravaganti avventure: Uova sode o frittata?

Preparare una frittata mi sembrava un compito superiore alle mie forze! Già era stata una giornata dura, figuriamoci… Prima il treno era in ritardo di un’ora, poi, alla stazione di Campo di Marte, non c’erano taxi e ho dovuto prendere un altro treno per arrivare in un’altra stazione per poi prendere un taxi. E già questo mi ha stancato e infastidito! No, stasera di preparare una frittata non ne ho proprio voglia.

Solo a mettere una pentola anti aderente sul fuoco e scaldare quel goccio di olio che serve per preparare una frittata, solo a pensarci, mi passa la fame.

Se poi penso a quella chiassona che, fin che eravamo in fila per il taxi, litigava con suo marito perché si era dimenticato di stendere il bucato all’italico sole, mi passa altroché la fame! Già è fastidioso sentire la gente che chiacchiera da sola al telefono, sentir una voce che sbraita contro il mondo fra i rumori del traffico nel proprio idioma natio, vi assicuro, non è il massimo. C’è qualcosa di meglio nella vita, o sbaglio? Perciò, permettetemi di essere un po’ stanco e di non avere alcun desiderio di prepararmi una frittata.

Avete presente quanto può costare, dopo una giornata trascorsa in chiacchiere inutili, prendere una cipolla, sbucciarla e tagliarla a pezzettini fini fini fini solo per il piacere di cucinarsi una frittata? Mi vien da piangere al solo pensiero, figuratevi se dovessi anche farlo veramente! E poi a me, quando prendo in mano un uovo e lo rompo in un piatto per poi sbatterlo con la frusta e un pizzico di sale, mi vien sempre in mente quel problema filosofico della gallina e del suo uovo e non riesco mai a rendermi conto se sono io che non arrivo a comprenderlo o se è proprio un problema che non ha soluzione.

Ma!? E poi, cosa avranno mai fatto di male queste uova per essere continuamente sbattute da una frusta? A me le uova non m’han fatto nulla di male, mica come quei signori che son venuti fin da Roma e che per far prima han preso la macchina e che han trovato un incidente poco prima di Firenze Incisa e son rimasti lì fermi, in coda, 4 ore!

Se avessero preso il treno sarebbero arrivati regolarmente al nostro appuntamento e magari a me, stasera, mi sarebbe perfino venuto voglia di farmi una frittata. Invece no, oltre che arrivare da Roma per aggiungermi del nuovo lavoro, del quale proprio non sentivo la mancanza, sono pure arrivati in macchina!

Se fossero arrivati in treno sarebbe stato meglio, come dire… sarebbe stato come l’uovo di Colombo, ecco! Che secondo me doveva essere sodo.

Quasi quasi cambio programma!

Anche perché, se i fatti della vita, ogni tanto, non li rovesci e non li guardi da un altro punto di vista, è difficile comprenderli appieno. Mi sa tanto che i dieci minuti che avrei perso per cucinarmi una frittata, me li godo sotto una doccia fresca.

No, non voglio scrivere della frittata stasera, è inutile che mi domandiate di andar avanti con la ricetta. Più di far rosolare la cipolla nell’olio, che nel frattempo ha raggiunto la temperatura ideale, e di buttargli dentro l’uovo dopo averlo sbattuto ben bene con la frusta, non saprei cosa dirvi,.

Di ricordarvi il sale, ecco… ma anche se la frittata risulterà un po’ scarsa di sale, la si salerà quando sarà nel piatto, non è che faccia tanta differenza.

Almeno per noi che non abbiamo questi palati fini e non siamo proprio dei perfezionisti e, inoltre, siamo stanchi perché torniamo da Firenze, dove c’era anche la sfilata di Pitti e c’era una confusione dell’altro mondo! È anche vero che noi non eravamo proprio a Firenze Firenze, ma che eravamo più verso Fiesole che non verso Firenze, in un posto da dove le sfilate di Pitti non si vedono nemmeno con il binocolo. Ma non è questo il punto. Il fatto è che sono arrivato trafelato perché pensavo di essere in ritardo, dopo essere stato in coda per i taxi nel caldo di Firenze per poi scoprire che avrei perso altre tre ore ad attendere i colleghi che non arrivavano…

Una doccia fresca e cambiamo menù.

Che si tribola meno e non si rischia che si attacchi tutto alla pentola solo perché ci siamo persi un minuto ad ascoltare il TG della sera. Prendiamo un bel pentolino, capiente, lo riempiamo di acqua, gli aggiungiamo un cucchiaino di sale e le uova, invece di sbatterle con la frusta, che non han colpa di niente, le mettiamo così come sono, dentro nel pentolino.

E adesso possiamo anche permetterci una bella doccia lunga perché non c’è pericolo che le uova si attacchino alla pentola e anche se si cuociono qualche minuto in più di quel che vorrebbe l’Artusi, a noi, non cambia proprio niente. Basta tenere il fuoco al minimo e metterle a cuocere sulla piastra piccola: quando sarà il momento di sedersi a tavola saranno cotte a puntino. Anche perché il viaggio di ritorno in treno, dopo una giornata dove ti hanno riempito di chiacchiere perché in due ore si è dovuta svolgere una conferenza che era prevista di sei ore, si è svolto con tutti che chiacchieravano da soli e continuamente perdevano la linea! È più il tempo che i miei improvvisati compagni di viaggio, hanno passato a spiegare all’orecchio di chi stava dall’altra parte del satellite che erano in treno e che probabilmente sarebbe caduta la linea perché lungo il tragitto ci sarebbero state delle gallerie, che non il tempo che hanno trascorso per dirsi quello che si dovevano dire. Senza dire di tutti i passaggi che ci sono stati nel corridoio, con batti e ribatti di valigie e di cassettoni, e urtoni di gente che gli scappa o che deve andare al ristorante… e il controllore… e il fattorino delle pulizie… e i gendarmi… Ma perché non hanno preso l’aereo!?

Una bella doccia è un bisogno primario direttamente connesso con la sopravvivenza della specie! Che in fondo, la doccia, è anche il momento dove canti e pensi, per esempio al fatto che sia nato prima l’uovo o la gallina.

Che a me…“più ci penso, e più mi sembra una domanda stupida, in primis perché, anche a saperlo, non mi cambierebbe la vita e poi anche perché mi sembra una domanda con una risposta talmente ovvia… cosa diceva Platone quando se la prendeva col cavallo e tutti i discorsi fatti e scritti e studiati a scuola sul concetto di cavallinità? Se il pensiero dà l’idea di un cavallo, che motivi ci sono perché non possa dare anche l’idea di un uovo e una gallina? Ma!? Forse occorre una forza del pensiero maggiore per pensare a un uovo e a una gallina piuttosto che a un cavallo… Ma allora, se tutto nasce da un pensiero, può esserci un prima e un dopo? Certo che no, se anche il tempo è relativo! Vuoi vedere che uovo e gallina sono nati assieme?”…

Avete presente quanto ci si rilassa sotto una doccia fresca dopo aver passato tre ore fianco a fianco a tre persone, tre, che hanno parlato ininterrottamente e contemporaneamente al telefono, ma non fra loro! No. Ognuno con una persona diversa… Avete presente? E qual’è la frase al telefono che più di tutte si sente pronunciare in treno? “Sono in galleria…” Che forse deriva da Gallio o, più probabilmente da Gallo, che ti rispedisce alla gallina, la quale, necessariamente, ti rimanda all’uovo…

Visto? Anche il viaggio in treno si sa come comincia ma non si sa come finisce, o forse non si sa nemmeno come comincia. Sotto una doccia fresca tutte le soluzioni sono ugualmente valide!

Ah, prima di andare a letto ricordatevi di spegnere sotto il pentolino e di assaporare le vostre uova fin che sono ancora tiepide: sono ottime con gli asparagi, ma anche con i bruscandoli (se sapete dove trovarli) o con il radicchio da campo, quello vero, conosciuto anche come pisacan, che sarebbe il tarassaco.

A questo punto dovrebbero essere cotte a sufficienza.

Marco Bertoncelli
Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.