Il Barbecue e altre stravaganti avventure: marmellata ai frutti di bosco

Questa non è una ricetta, questa è la mamma di tutte le ricette ed è talmente facile da preparare che tutti sono in grado di cucinarla, senza distinzioni di sesso o di razza (in questo senso è una ricetta “Costituzionale” in armonia con il 150° anniversario… ecc. ecc. ecc.). Questa è la ricetta della marmellata di frutti di bosco.

Quindi, si comincia con la frutta: perché la marmellata venga saporita è importante che la frutta sia fresca e di stagione e quindi, necessariamente, bisogna andarsela a raccogliere di persona.

Di solito si consiglia di partire il giovedì sera o, al più tardi, il venerdì subito dopo pranzo: la meta è Canazei; meglio se si parte da soli.

Appena giunti, si fa un giro nei dintorni, ci si guarda attorno, si ascoltano i pareri della gente del posto e si va a letto presto, perché il mattino seguente, sarà tempo di andar per boschi. E così, alle 6 in punto, quando suona la sveglia, si apre la finestra e si spera che piova; in ogni caso, ci si rimette a letto quasi immediatamente: piove spesso in montagna, altrimenti i funghi non crescerebbero e il clima non sarebbe così fresco, in montagna, giusto?

Verso l’ora di pranzo, quando il cielo si è schiarito e dopo una abbondante colazione trentina, si parte decisi e si va diritti dal fruttivendolo dove si guarda la merce esposta, si sente se è fresca, si chiede se è possibile assaggiarla, e così via…

Ah, importante: non dimenticarsi di fare un giro nel retro bottega perché se vi si vede qualche cassettina della Cooperativa di Pizzo Calabro, significa che non si è nel posto giusto, tanto sarebbe valso essersi recati dall’ortolano sotto casa.

Il sabato e la domenica mattina, invece, finalmente, si può andar per boschi, manca mai che si riescano a trovare dei lamponi o delle fragoline vere. Senza esagerare, comunque; se si trovano ai bordi del sentiero, bene, altrimenti niente, trovarli fra i boschi è roba da professionisti e noi ci sentiamo tanto dei dilettanti.

La domenica pomeriggio, poi, dopo essersi recati a Messa e aver chiesto consiglio anche al reverendo che, non sembrerebbe, ma di frutti di bosco se ne intende a sufficienza, si torna a casa con il cestino ricolmo di ogni grazia di Dio; se, fra i tantissimi frutti di bosco che si sono raccolti, ci fosse finito anche qualche fungo, bè, tanto meglio, anche l’occhio vuol la sua parte, non vi pare?

Come si arriva a casa, dopo una doccia rinfrescante, via in cucina! Tanti frutti di bosco, tanto zucchero, o anche meno, dipende da quanto si desidera che la marmellata sia dolce. E via andare che bolla!

La marmellata si può preparare con tutti i frutti che si desidera, persino se il loro luogo di origine è assai lontano, a condizione che si possano trovare anche al supermercato, non si sa mai! I tempi di cottura sono i soliti, si và un po’ a occhio; quando si vede che la consistenza è quella desiderata, si mette la marmellata nei vasetti e il gioco è fatto.

Per carità! Non adoperate bustine di addensanti o robe simili! Non servono a niente! Per esperienza, vi assicuro che il fornello si sporca ugualmente e quindi tanto vale che si sporchi in modo naturale, tanto più se i frutti di bosco sono arrivati da Mazara del Vallo: che senso avrebbe aggiungervi sostanze chimiche prodotte in Svizzera!?

Evitate di preparare la marmellata con il cocomero perché per ogni chilogrammo di anguria che mettete nella pentola, dovreste mettere due chilogrammi di bustine addensanti!

Ah, quasi dimenticavo! A metà cottura si deve aggiungere al composto che bolle un bicchierino di un liquore dolce, che potrebbe essere mandarinetto o limoncino o elisir simili, anche se il cognac o il brandy vanno comunque bene.

A mio parere, il gusto non cambia granché, a meno che non si aggiungano dosi di liquore importanti, però si può sempre sostenere con gli amici che la marmellata è venuta così buona ma così buona, perché la vostra ricetta contiene un segreto, il quale, proprio perché è un segreto, non si può rivelare a nessuno (come la formula della Coca Cola, giusto per fare un esempio). Questo, a meno che gli amici non si incontrino a Canazei.

Ma allora, direte voi, perché tutta questa prosopopea? Bè, è semplice: la ricetta della marmellata di frutti di bosco ci insegna che gli sposi occorre che siano legati stretti, ma stretti forte, con un elastico che possa allungarsi quanto serve, senza rompersi mai.

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Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.