Il Baco nella Mela. Goodbye New York City!

Siamo già a metà settembre, sono quasi giunta al termine del mio soggiorno americano, tra un paio di settimane sarò in Italia, ma sto ancora scoprendo cose nuove della cultura e della città che mi ospita.

Fra le molte comunità che vivono a New York c’è quella ebraica, che ho notato manifesta più di altre il suo credo con performance, chiamiamole così, spesso pubbliche. Inizia ora il periodo delle festività ebraiche e in questi giorni mi accade di frequente, mentre passeggio in giro per Brooklyn, di vedere piccoli gruppi di giovani con abito nero, camicia bianca, cappello e i classici riccioli ai lati del volto, i payot. Fermano le persone chiedendo “Sei forse ebreo?” e alla risposta affermativa suonano lo shofar, una specie di piccolo corno, che si narra sarà suonato anche il giorno in cui il popolo ebraico sarà nuovamente riunito.

È interessante assistere a questi rituali che rivelano quanto la società americana sia multiculturale ed eterogenea.

Il sei settembre è invece giornata di festa nazionale, il Labor Day, e la tradizione, come per il quattro di luglio, è quella del picnic all’aperto con famiglia e amici. Dietro suggerimento della mia compagna di casa, ne ho approfittato per una visita a Governor Island, che pare sia meta esclusiva dei newyorkesi. Non è infatti tra le attrattive turistiche. Ciò nonostante, suggerisco una visita: è un’isola a cinque minuti di traghetto dai moli della parte a sud di Manhattan, quelli del Financial District, che partono ogni mezzora al costo di circa tre dollari.

È una meta interessante perché un tempo residenza di chi lavorava al governo dello stato di New York, dai politici, agli amministrativi ai militari, con le loro famiglie. Vi si trova un piccolo villaggio con una chiesetta, la sinagoga, diversi tipi di abitazioni, la scuola, le stalle e le armerie, tutte in stile vittoriano, oggi in disuso, distribuite tra prati verdissimi. Un giro dell’isola a piedi si fa in un paio d’ore e ne vale la pena sia per scoprire una parte della vecchia America, sia per la vista di Manhattan e della Statua della Libertà che si può godere dalla riva.

Il primo fine settimana di settembre è anche quello di festeggiamenti per la comunità West Indian, che celebra la liberazione dalla schiavitù. Quest’anno non sono state permesse sfilate e manifestazioni, ma la gente si è ritrovata comunque nei parchi per i barbecue e a ballare musica caraibica e del sud America, abbigliata con abiti coloratissimi. Canti e risate hanno colorato l’aria per l’intero weekend.

Insomma, nonostante abbia vissuto negli Stati Uniti in un periodo davvero poco fortunato, qualcosa ho comunque imparato delle culture di questo grande paese.

É stata davvero una bella e grande avventura, con molte difficoltà dovute al vivere in un paese che non è il mio e nel caso specifico alla situazione che stiamo tutti affrontando. Credo però che ogni esperienza ci lasci qualcosa di buono e che segni in qualche modo la nostra vita: questa per me è stata un motivo di guadagnare ulteriore consapevolezza del valore del lavoro in cui sono impegnata, della direzione che ho scelto di dare alla mia vita e, non da ultimo, del ‘mio posto nel mondo’. Vivere a contatto con molte culture diverse ha sicuramento arricchito la mia piccola esistenza e mi ha dato molti spunti di riflessione.

Nei prossimi giorni andrò a salutare alcuni dei miei quartieri preferiti. Chissà quando avrò di nuovo l’occasione di passeggiare per le loro vie!

Questo è dunque l’ultimo articolo che vi manderò da New York. Nel prossimo vi racconterò della mia esperienza lavorativa e di come la mia creatività abbia trovato modo di esprimersi in questo anno e mezzo americano.

Veronese, residente a Lugagnano dal 1975 fino a qualche anno fa, sono dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici, recentemente in trasferta a New York City come Marie Curie Fellow per un progetto europeo dedicato al teatro di ricerca americano. Mi ritengo un vero ‘topo da biblioteca’, ma amo anche viaggiare e conoscere la cultura dei luoghi che visito mescolandomi tra la gente. Le mie passioni? Tutte le arti, la cucina e (si può dire?) i gatti.