Ci siamo, pronti. Via! Stasera parte il Sanremo 70+1, quello che segna un anno della pandemia, quello del “con tutti i problemi che ci sono perché farlo”; quello del “meno male che c’è Sanremo visto che non si può più vedere nulla dal vivo”.

Sarà il Sanremo Italiano per eccellenza, neanche Lady Gaga che era stata inseguita verrà: del resto oramai i budget sono quelli che sono, sempre in ribasso.

Sarà decisamente il Festival dei cambiamenti: metà dei big sono giovanissimi e poco affermati, ma bravi, bravi davvero. Tra qualche giorno mi darete ragione.

Del resto, anche la musica cambia velocemente, così come cambiamo noi, e il Festival, per restare tale, deve seguirlo il cambiamento, dimodoché non resti un paradiso vellutato lontano dalla realtà che il bisogno contemporaneo di musica mal sopporterebbe.

Come fatto un anno fa, Amadeus sta cercando di farlo diventare il Sanremo di tutti: così se le giovanissime piangeranno per i capelli sciolti di Irama, i più attempati avranno anche la serata del ricordo, mercoledì, del Sanremo che fu, con Fausto Leali, Marcella e la nostra Gigliola Cinquetti a sfogliare le pagine di memorabile storia della canzone festivaliera.

Lo so quale domanda vi state e mi fa state facendo: “ma chi vincerà Sanremo?”. Come ho già scritto, senza aver sentito prima le canzoni non mi va di dire nulla. Sono sempre stato scevro dalla strategia comunicativa, anche se oggi il marketing della comunicazione impera, e impera fortemente.

Volete un esempio? Pronti, via! Allora, quando Amadeus lo scorso dicembre ha annunciato i nomi dei ventisei partecipanti al Festival, è partito imperante il solito “ecco chi vincerà il Festival”, anatema certo che diventa un vero e proprio boomerang nel confronto del classico favorito che non vince mai.

E quindi, il giorno successivo, tutti a scrivere che il Festival lo vinceranno Fedez e Francesca Michielin. Il “signor Ferragni” rappresenta in modo perfetto il prototipo del personaggio decisamente più importante comparso nel mondo della musica italiana degli ultimi anni: la sua partecipazione come esperto talent, lo sdoganamento di un certo rap più popolare, due successi planetari con la Michielin quale “Cigno Nero” e “Magnifico”. Una credibilità guadagnata nel mondo musicale anche come produttore.

Tutti questi fattori hanno portato a dire: Fedez, con la Michielin, sbanca Sanremo. Poi, si sa, la cronaca divora notizie diverse giorno dopo giorno, la cosa si decanta in attesa dell’avvicinamento al Festival, e il giorno dei preascolti dei soliti volti noti della carta stampata che sempre critica Sanremo ma che è sempre presente, decreta il brano di Colapesce e Di Martino alla strana (e sospettosa) unanimità di giudizi la canzone che ha più chanche per vincere il Festival.

I bookmakers ascoltano e improvvisamente Fedez e la Michelin non sono più favoriti, peraltro passando da un ipotetico rischio squalifica causato da una malaugurata idea di Fedez di pubblicare su social un breve tratto della canzone inedita, cosa notoriamente vietata dal regolamento, salvo poi essere considerata una pubblicazione non significativa da non indurre la commissione a squalificare la coppia dalla gara.

Ora, da piccolo mi piacevano le favole, mi ricordo in particolare un bellissimo libretto che sfogliavo e rileggevo con la fiaba di Hans e Grethel, ma per quanto la mia memoria sia vivacissima sul passato remoto, e un po’ più labile sul passato prossimo, un po’ grandicello lo sono diventato e quindi il mio fanciullino di pascoliana memoria adora ancora le fiabe, ma ha cambiato in modo abbastanza forzato l’approccio di credibilità al dolce fato di difficile applicabilità sul campo.

Usando termini meno letterali e un pochino più semplici, ritengo decisamente impossibile che un “social man” marito della più accreditata influencer d’Europa, si “sbagli” a postare un pezzo di canzone inedita. Penso pertanto che l’ex amico di J-Ax abbia effettuato un’attenta politica di “marketing al contrario” proprio per togliersi di dosso la fama di “favorito” che negli ultimi anni ha troppo spesso fatto uscire cardinali i “papi” via via candidatisi.

E’ così che, sulla carta (ci tengo a ribadirlo, voglio sentire le canzoni), la coppia Fedez-Michielin, diventa favorita proprio perché relegata nel ruolo di outsider. Lo so, le regole del mondo dello spettacolo sono davvero strane, ma credetemi i giochi da influencer sui votanti festivalieri ci sono e ci sono sempre stati. Le abili strategie di marketing sono invece più recenti.

Dato che la Rai mi ha dato la possibilità di partecipare tra i votanti del premio della critica, al momento giusto, cari lettori, in barba al famoso adagio politico di “tenere il segreto del voto delle urne”, magari vi svelerò a chi andrà il mio voto.

Sapere che, nel mio piccolo, anche io posso contribuire all’andamento della classifica del Festival di Sanremo, mi da sempre quel pizzico di orgoglio da raccontare agli amici.

E intanto abbiamo saputo che Laura Pausini domani sera verrà a prendere la consacrazione nazionale della meritata vittoria del Golden Globe e che sabato ci sarà ospite il mio amico Umberto Tozzi che, per la prima volta sarà ospite da solo al Festival (ci è stato con Raf), coronando il sogno di una vita dei suoi irriducibili fans che staranno a sperare fiduciosi che Umberto potrà cantare una nuova canzone, cosa che è probabile quanto la vittoria al Festival di Orietta Berti, e cioè poco o nulla.

Quando Tozzi viene invitato in tivù, deve sempre cantare Ti amo, Tu e Gloria. Chissà se ora dopo il successo dello “scivola scivola” spot della Tim di Mina gli faranno cantare anche Stella Stai (cosa mai successa). Intanto, parlando di superospiti italiani, stasera avremo la Bertè, una cantante il cui rilancio degli ultimi anni mi ha veramente sorpreso. I discografici sono riusciti a domare docilmente l’irriducibile carattere della cantante calabrese, che per anni ha chiesto favori e mandato a quel Paese chi l’ha aiutata in tutti i modi, da Gigi D’Alessio a Renato Zero.

Gli eccessi della Bertè le avevano rubato anche la voce, che pur risultando ancora piuttosto afona ha fatto la sua ricomparsa impreziosendo i Boombadash e altri camei in cui è miracolosamente ricomparsa la bacchetta della originalità di una cantante che è sempre più l’iconica riproduzione della Tina Turner italiana, e non solo perché porta quelle inguardabili gonne con le gambe goffamente scoperte.

Del resto, quando una è nota per Sei Bellissima, E la luna bussò e Non sono una signora, ma ha fatto perle meravigliose come In alto mare, Ninna Nanna e Il Mare d’Inverno non puoi che realizzare che Loredana è una di quelle che ha lasciato un segno così importante nella musica italiana, che il posto dell’ospitata d’onore è cosa buona e giusta.

Buon Sanremo, popolo del Baco da Festival. Domani cominceremo a parlare delle canzoni: intanto ricordiamoci che “Sanremo è Sanremo”, preparandoci a capire se ci farà divertire più Fiorello o Ibrahimovic. Buon Festival a tutti!

Seguite in presa diretta la settimana del Festival di Sanremo attraverso il nostro speciale “Il Baco da Festival”.