Benvenuti nel mondo del “Baco da Festival” dal vostro inviato. Quel pazzo del nostro direttore Mario Salvetti ha pensato che potesse essere giornalisticamente interessante raccontare il Festival di Sanremo con un “giornale nel giornale”, cioè con qualcosa che possa avere una forte identità tale da suscitare interesse nei nostri lettori.

Di Sanremo parlano tutti, prima durante e dopo. C’è chi lo ama, chi lo odia; chi lo guarda e chi lo evita; chi lo critica e chi lo esalta. Insomma, come dice la nota sigla del compianto Maestro Pippo Caruso “Sanremo è Sanremo”. Ovvero: Il Festival è da sempre nella vita di tutti. Cercheremo nel nostro quotidiano breviario di fare dei ragionamenti, di raccontare cose che non tutti sanno, di parlare di musica perché è lei, nessuno lo discuta, la principale inviata alla festa.

Datosi che il Festival comincia domani, la cosa migliore è cominciare dalle “Istruzioni per l’uso”. Un po’ come si fa quando si deve aprire l’involucro di un mobile da montare, o quando si legge il bugiardino di una medicina per capire cosa può fare di buono, ma anche quali ne sono gli effetti collaterali.

Andiamo con ordine: il cast. Quest’anno, più di ogni altro dei 70 precedenti, il Festival presenta un cast poco nazional-popolare, perché in gara ci sono almeno dieci dei ventisei big in gara “sconosciuti ai più”.

Molte persone non conoscono le facce di Fulminacci, Madame, Extraliscio, Rappresentante di Lista, Gio Evan, Willy Peyote, Fasma, Gaia, Random, Colapesce e Dimartino… giusto per dire. Chi vi parla, anzi vi scrive, per ovvi motivi professionali, questi artisti li conosce e vi assicura che riconosce ad Amadeus e al suo staff (non pensiate faccia le scelte da solo) di aver avuto il coraggio di “osare” scegliendo la qualità musicale di questo gruppo di giovani promesse della Musica.

Dalla appena 19enne Madame a tutti gli altri, siamo pronti a scommettere che la maggior parte di questi ragazzi si farà strada. Del resto negli ultimi anni Ermal Meta, Mahmood, Gabbani (solo per citarne alcuni) sono passati velocemente dall’anonimato alla grande notorietà. Siamo in un’era comunicativa profondamente diversa dagli anni degli abbonati Zarrillo, Fogli, Cutugno, Al Bano e Romina: ai quei tempi portare “i senatori” significava assicurarsi un pubblico di consumatori “attira sponsor”.

Oggi le regole sono cambiate. Oggi, visto che siamo andati in argomento, per avere come sta accadendo come main sponsor una nota marca automobilistica, si sceglie di colmare lo share della fascia meno affezionata al Festival (uomini 40-60) scegliendo come co-conduttore Zlatan Ibrahimovic, in modo da assicurarsi la fascia di pubblico fondamentale a convincere lo sponsor a investire fior di euro consentendo di pagare Ibra, ma soprattutto gli orchestrali e le famiglie dei tecnici di palco che senza Festival sarebbero disperati.

E questo alla faccia dei soliti soloni (permettetemi il termine decisamente polemico) che amano acchiappare i like sui social, scrivendo che scegliere Ibrahimovic è uno scandalo, e che fare il Festival è un’offesa per chi nel mondo dello spettacolo non lavora.

Tornando ai cantanti e alle istruzioni per l’uso, ritengo che avere Renga, Gazzè, Ermal Metà, Arisa, i Maneskin, Fedez e Michielin, Annalisa, significa poter annoverare diversi artisti che per caratura possano giocarsi la vittoria, precisato però che solo dopo l’ascolto delle canzoni potremo capire il livello qualitativo reale del Festival.

Chissà comunque che questa edizione consenta di togliere l’obsoleta suddivisione tra big e giovani, utile solo a indurre l’ascoltatore ad andare ad aprire il frigo o a lavarsi i denti, quando i ragazzi con l’etichetta di serie B, cercano di giocarsi un posto al sole nel loro futuro.

Ultima istruzione per oggi, attenzione anche alle esibizioni di Achille Lauro. Qualcosa mi dice che saranno tra i momenti più attesi del Festival.

Effetti collaterali? Per ora uno: chiaro, invasivo, inevitabile. L’orario: invitare una cozzaglia di ospiti avulsi da Sanremo (attori, conduttori, jolly e saltimbanchi) significa protrarre inevitabilmente e inutilmente sino alle tre del mattino ogni puntata. Ne capisco le ragioni economico commerciali ma, permettetemi, in questa direzione la misura è davvero colma. Bisogna impegnarsi ad accorciare i tempi.

Chiudo per oggi, giorno di vigilia di Sanremo 2021, parlando dell’assenza del pubblico. Di certo non sarà facile, non avere il “termometro” del sentiment del pubblico presente sarà certo una difficoltà.

Sono stato su un palco davanti a trenta persone, come davanti a 11 mila. Non ci si demolisce per i pochi spettatori, non ci si esalta o ci si intimorisce di fronte alla folla. Si segue il cuore, con lucidità e concentrazione. Fiorello e Amadeus questa ricetta la conoscono bene. Tranquilli, non ci deluderanno.

A domani, dai che si comincia!

Seguite in presa diretta la settimana del Festival di Sanremo attraverso il nostro speciale “Il Baco da Festival”.

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Massimo Bolzonella nasce a Verona il 13 maggio 1965 intorno alle ore 22. Giornalista pubblicista dal 1991, ha prestato la sua voce alla radiofonia veronese per quasi 40 anni. Scrive e vive di musica Italiana, ha curato la comunicazione web di Umberto Tozzi per 12 anni. Sposato, ha due figli, due gatti e un cane. La frase della sua vita è "Sai dove vado adesso? A farmi il mondo", pronunciata da John Travolta nel film "Stayin'alive" dopo il trionfo da primo ballerino a Broadway.